5 aneddoti per capire Matthijs de Ligt

di Alex Campanelli |

Matthijs de Ligt è dunque un calciatore della Juventus. Del lato tecnico abbiamo già parlato in più occasioni e avremo modo di farlo nei giorni a venire, oggi proviamo a capire il ragazzo, l’uomo, prima che il calciatore. Lo facciamo attraverso 5 aneddoti, 5 racconti che illustrano il carattere e la personalità di quello che, nei piani, sarà il pilastro della retroguardia bianconera per moltissimi anni.

“Un lunedì arrivai al campo, erano le otto del mattino. La prima squadra aveva il giorno libero, perché c’era la pausa e i giocatori convocati sarebbero dovuti andare in Nazionale. Anche Matthijs era convocato e di solito quando vieni convocato non vieni ad allenarti ma vai direttamente in hotel o in aeroporto per andare in ritiro. Matthijs era qui dalle sette della mattina, sudatissimo. Gli chiesi: che ci fai qui? Non vai in Nazionale? Lui mi rispose: no ho il mio programma di allenamento e devo rispettarlo. De Ligt non è mai soddisfatto, sa che può sempre migliorare come giocatore, in questo è come Cristiano Ronaldo. Ai tempi dell’Everton, Phil Neville mi diceva le stesse cose di lui”.
(John Heitinga, ex difensore ora tecnico delle giovanili dell’Ajax)

“De Ligt è un’eccezione. Vero, all’Ajax puntiamo moltissimo sui giovani, ma in tutti questi anni gli unici capitani ventenni sono stati Chivu e Van Der Vaart, io un ragazzo col carattere di de Ligt a 18-19 anni non l’ho mai visto. Rijkaard era un grandissimo, ma a 18 anni aveva un carattere molto più chiuso di lui, nemmeno Clarence Seedorf aveva la sua personalità, non è capitano per caso. In lui rivedo un mix di Nesta e Stam: dell’italiano ha l’intelligenza e la tecnica, ma per marcatura e prestanza fisica mi ricorda il connazionale. Ha tutte le carte in regola per diventare il centrale olandese più forte di tutti i tempi”.
(David Endt, capo ufficio stampa poi team manager dell’Ajax)

“Sembra stia giocando a questi livelli da almeno 6 o 7 anni, Matthijs è molto maturo per la sua età e ha il fisico di un 24enne. È anche forte con entrambi i piedi, ottimo nei passaggi, colpisce bene di testa, sa far goal ed è un vero leader in difesa già all’età di 18 anni. Da quando è entrato in prima squadra non ha mai fatto passi indietro”.
(Edwin Van Der Sar, ex portiere ora direttore generale dell’Ajax)

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Edwin Van Der Sar e Matthijs de Ligt a margine dell’assegnazione del premio Golden Boy, cerimonia tenutasi a Torino

“75 milioni per de Ligt sono anche pochi secondo me, tra qualche anno tutti si accorgeranno del grande investimento fatto dalla Juventus. A chi assomiglia? Difficile dirlo. Forse perché non ho mai visto uno così forte alla sua età, secondo me è unico. Lui è speciale, ha qualità che non s’imparano da nessuna parte. Sicuramente ogni singolo allenatore gli ha lasciato qualcosa, lui all’inizio ha lavorato con Barry Hulsoff (leggendario stopper dell’Ajax e dell’Olanda) e questo gli è servito tantissimo. Ma, mi ripeto, De Ligt è speciale, l’ho capito subito quando da giovanissimo ha debuttato in Nazionale contro la Bulgaria, ha commesso un errore e poi è tornato a giocare come se niente fosse. Ha qualcosa dentro che gli altri non hanno, parlo di mentalità, di personalità”.
(Ruud Krol, ex difensore di Ajax, Napoli e Olanda)

“La cosa più importante è ciò che abbiamo mostrato a tutti, cos’è l’Ajax, che tipo di città è Amsterdam, abbiamo mostrato il nostro calcio offensivo. Abbiamo mostrato a tutti quello che il grande uomo (Johan Cruyff, n.d.r.) voleva vedere e ciò che si aspettava da noi. Abbiamo fatto tutto insieme: giocatori esperti, giovani, tutti. E voglio ringraziare tutti i tifosi per questa fantastica stagione”.
(Discorso di Matthijs de Ligt al termine dell’ultima stagione, culminata con la vittoria del titolo di Eredivisie)