45 giorni per capire da dove e da chi ripartire

di Gianlorenzo Muraca |

Dopo tre settimane complicate, tra critiche alla società, polemiche e processi all’allenatore, la Juve scaccia le bad vibes portando a casa tre punti pesantissimi nello scontro diretto con il Napoli, in una gara che si attendeva da sei mesi.
I temi del match son stati tanti: dall’insolita vittoria “di misura” (solo la seconda in questo campionato) al rientro di Dybala subito decisivo, passando per un Chiesa che non ha più bisogno di aggettivi e per un atteggiamento diverso visto per tutti i novanta minuti. Tutto molto bello, giusto godersi questo successo, ma teniamo a bada l’entusiasmo.

Sappiamo bene che i giudizi nel calcio son volubili e che una vittoria può cambiare radicalmente la percezione dell’ambiente, ma mai come ora è opportuno rimanere lucidi. Ci aspetta un mese e mezzo in cui sembra che non ci sia in palio nulla, ma in realtà ci si gioca tanto, non solo perché c’è da consolidare la qualificazione in Champions e da disputare una finale di Coppa Italia, ma anche e soprattutto perchè c’è da capire da dove e da chi ripartire il prossimo anno.
Questi 45 giorni saranno un banco di prova imprescindibile per schiarirsi le idee, fin qui talvolta confuse e alterate dai risultati.
La permanenza di molti giocatori è in discussione, i giudizi in stand-by sono tanti e ogni dubbio verrà sciolto in queste dieci partite che ci separano dal termine della stagione.

Ragionando per assurdo, la Juve ha ancora la possibilità di chiudere l’annata con più punti (86) e più trofei (2) dello scorso anno, il che è significativo di quanto nel calcio si abbia spesso una percezione della realtà distorta dai risultati più prossimi e si faccia fatica ad analizzare il quadro d’insieme. Sarà però su quest’ultimo che la società dovrà fondare le proprie scelte ed è per questa ragione che, nei due mesi scarsi che ci aspettano, c’è in palio ciò che più dovrebbe interessarci in questo momento: il futuro.