433, Dybala e l’assenza di raccordo centrale

di Jacopo Azzolini |

Dopo i pessimi tentativi di inizio stagione, il 433 proposto da Allegri contro Inter e Bologna ha consegnato un’ottima Juve in entrambe le fasi di gioco. Se ad ottobre, contro la Lazio, la copertura degli spazi era altamente lacunosa, finora la mediana a 3 è sembrata dare solidità difensiva alla squadra, brava sia a coprire il centro che a blindare le corsie esterne (vedasi Juve-Inter, con grande densità in zona palla composta da ala, interno e terzino).

Si sono visti sensibili miglioramenti anche palla al piede: pur con qualche imperfezione, i bianconeri sono stati abbastanza dominanti anche in fase di possesso, riuscendo a mantenere un baricentro alto e ad “assediare” i rivali anche con formazioni prevalentemente difensive come quella vistasi contro l’Inter.

Tuttavia, e ciò si collega anche alla mancanza di Dybala (forse il caso principale di queste settimane), manca un gioco interno in grado di rendere più efficace il 433. Soprattutto quando la Juve si trova costretta a effettuare prolungate fasi di possesso contro avversari chiusi. Per quanto Allegri chieda, in teoria, a Douglas Costa di agire verso il centro, i bianconeri pungono principalmente cercando l’ampiezza.

Contro i nerazzurri era stato l’innesco di Cuadrado a produrre le occasioni più nette dell’incontro, mentre a Bologna la Juve si è resa pericolosa con insistenza per vie interne solo nel secondo tempo, quando i felsinei erano ormai tanto lunghi quanto disordinati (basta pensare al cambiamento geografico delle ricezioni di un Douglas Costa sempre più dentro il campo).

Per ora, manca un raccordo centrale: Higuain è infatti troppo isolato e cercato con tempi/modalità sbagliate (basta vedere la passmap della gara contro l’Inter).

 

Si trova costretto quindi ad arretrare parecchio la propria posizione per dare soluzioni di passaggio a una trequarti abbastanza svuotata in mezzo. Oltre a delle Heat Map piuttosto eloquenti, basta ammirare l’azione del gol di Mandzukic contro il Bologna, col decisivo movimento del Pipita a rientrare in supporto di Pjanic: in caso contrario, non ci sarebbe stato alcun riferimento al centro.

via GIPHY

 

Per quanto (ma è come scoprire l’acqua calda) Higuain non sia un semplice finalizzatore ma un attaccante dai piedi sublimi e con un grande visione di gioco, questo contesto rischia di castrare le sue doti offensive, non servendolo dove può fare la differenza sottoporta. E infatti, contro Inter e e Bologna, la pericolosità del Pipita è stata ai minimi termini.

Contando che alla Juve manca un interno destro dalle grandi doti atletiche in grado di buttarsi in mezzo e coprire elevate porzioni di campo (anzi, Khedira quando ci prova tende a lasciare troppo spazio alle sue spalle, senza poi ripiegare e spaccando in due il centrocampo), va da sé che bisogna trovare il modo di sfruttare al meglio Dybala per avere anche nel 433 un giocatore in grado di fare la differenza tra le linee. Nel caso, De Sciglio dovrà compiere un ulteriore step, sovrapponendosi con insistenza per dare ampiezza e non defilare troppo la Joya.

Tuttavia, sono state significative le parole di Allegri nella conferenza pre Juve-Genoa, in cui sostanzialmente si è detto che in questo 433 Dybala può fare solo il centravanti. Questa affermazione lascia quindi due interrogativi per il breve-medio periodo: come (e quanto!) sarà sfruttato l’argentino in caso di persistenza prolungata sul 433, e come risolvere la mancanza di raccordo centrale. Chissà che non possa essere il momento giusto per vedere con più continuità Bernardeschi, consentendo così a Costa – sull’altro lato – un lavoro principalmente di ampiezza.