40 giorni decisivi: che Juve sarà a marzo?

di Leonardo Dorini |

“La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita” diceva Forrest Gump ricordando le parole della madre, nel celebre film.

E’ un po’ la Juve di quest’anno, ogni partita non sai bene come andrà, non sai cosa prevedere: è stato così fin dall’inizio, ricordate? La seconda col Napoli ha mostrato subito questo aspetto di imprevedibilità, di parecchio genio e molta sregolatezza: 3-0 e poi 3-3 in un lampo.

E quando andammo al Wanda Metropolitano, in settembre, chi si aspettava di poter andare sul 2-0 sovrastando la squadra del Cholo (salvo poi essere rimontati)? E chi si aspettava poi di vincerle tutte nel girone, stabilendo nuovi record?

E cosa dire della vigilia di San Siro con l’Inter il 6 ottobre? La squadra iniziava a rodarsi, ma molti di noi temevano la sconfitta, che ci poteva anche stare; invece fu una delle Juve migliori dell’anno, con una vittoria netta, anche se di misura.

E l’imprevedibilità dei bianconeri è proseguita: due sconfitte fotocopia con la Lazio, proprio quando sembravano arrivare alcune certezze sul modulo, e poi cambio di registro ancora: CR7 inizia a fare sul serio e iniziamo a segnare parecchio, caterve di gol: questa cosa era attesa, ma rimane l’imprevedibilità di fondo del come farla accadere.

Così arriviamo ad un primo “match-point, o forse no, magari match-point è troppo: ma insomma, c’era la possibilità di dare una discreta mazzata al campionato portandosi a +6 dall’Inter e a +5 teorici dalla Lazio. E la Juve pazzerella cosa fa? Rimane negli spogliatoi, in sostanza. Non pare interessata a darla, questa discreta mazzata: la “Juve cannibale” si ritrae… se non è imprevedibilità questa…

Anche Allegri passò diversi periodi di incertezza, a ricercare la famosa “quadra”, ricordiamo il devastante inizio della stagione 2015/16, con l’incredibile rimonta successiva, o il periodo precedente l’approdo al 4-2-3-1; a maggior ragione, quindi, ci sta che il nuovo allenatore, che porta una nuova filosofia, possa aver bisogno di tempo, trovandosi anche, per forza di cose, una rosa non scelta e non condivisa negli anni.

Ora però il gioco si fa serio, in 35 giorni “o si fa la stagione o si muore”: semifinali di Coppa Italia con un Milan in ripresa, poi si va a Lione, poi l’Inter in casa. Ed il bello è che non sappiamo assolutamente quale cioccolatino pescheremo: speriamo un cioccolatino di quelli dolci e saporiti, senza alcun sentore di amarezza.

Non rimane che attendere gli eventi. Come direbbe Patrice Evra: I love this game!


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