L’ Università del “Chiagni e Fotti”

Non smetteremo mai di pensarlo e di dirlo: questo settimo Scudetto consecutivo sarebbe passato normalmente in cavalleria come un altro anno di dominio in un’ ERA contraddistinta solo da 2 COLORI, il Bianco e il Nero, l’ Alfa e l’ Omega, il Tutto (a noi) e il Niente (agli altri).
Invece dobbiamo ringraziare doverosamente i nostri Sparring Partners principali per averlo reso MEMORABILE e riuscire con i loro deliri a prolungare all’ infinito quella sensazione di goduria assoluta che non accenna a diminuire anche a distanza di un mese.
Un Campionato vinto NONOSTANTE il vento mediatico soffiasse verso Sud e NONOSTANTE la neonata tecnologia VAR, così affidabile e ormai irrinunciabile, si sia praticamente evoluta e sia cresciuta durante l’ arco della stagione, tranne che in uno stadio, dove sembra sia morta nella culla.

L’ impunità poi, verso un Presidente a caso, che ha potuto denigrare il torneo appena giocato, sminuire e screditare l’ operato del sistema di cui fa parte e sputare nel piatto dove mangia ad un tavolo da 6 con tutta la famiglia, ha consentito a personaggi minori o quantomeno solitamente estranei al “delirium perdens” napoletano di sentirsi autorizzati a spararle sempre più grosse.
Sempre tra le risatine del Procuratore Federale, di cui aspettiamo ancora le dimissioni, che anche l’ anno prossimo avrà garantito i suoi 2 posti in Tribuna Posillipo dove magari potrà sostituire Ignazio La Russa e tenere alta la sciarpa “Juve Merda” insieme al membro della commissione parlamentare Marcello Taglialatela.

Che lo strano isterismo derivato dalla sconfitta (“dovrebbero esserci abituati“, tanto per citare un noto tifoso juventino) di chi aveva un sogno nel cuore fosse deflagrato da subito c’era da immaginarselo, fomentato dai masanielli delle radio locali e delle tv private partenopee, con un codazzo pulcinelloso di presunti comici che dietro la “pungente ironia” lanciavano gravi offese laddove a parti inverse si sarebbe subito tirato in mezzo il razzismo o la discriminazione territoriale.

Come si è fatto, infatti, alla prima occasione, il 22 maggio all’ Hotel Parker’s di Napoli (quello dove alloggia, o meglio dire si rifugia la Juve ogni volta) quando una serie di esponenti del Mustafànesimo hanno indetto un convegno per premiare il Napoli con lo scudetto del bel gioco e udite udite della generosità.

Questi sì che sono i DOUBLE che vanno ricordati, queste sì che sono imprese da ascrivere all’ Albo d’oro.


Volti che abbiamo ritrovato da qualche giorno nelle timeline dei social a ricordarci che addirittura l’ Università della Campania nel suo dipartimento di Giurisprudenza di Santa Maria Capua Vetere

organizza un incontro di studio con altri volti dell’ intellighenzia mariomerolista pronta a melodrammaticizzare tutto lo scorso campionato adducendo le scuse più mirabolanti a quello che, ricordiamolo, fino al 22 aprile era il campionato più bello e regolare della storia di tutti i campionati di tutti gli sport.
Ora, fino a quando le isterie e i complottismi terrapiattisti accadono nelle tv private o sui social, come nel caso di alcuni profili chiamati all’ adunata da un avvocato penalista che non sa neanche scrivere “Juve”

 

 

magari una risata la strappano pure, mista anche a compassione e pena perchè poi uno si immedesima nel disagio “se fossimo noi come loro?“, però che dal pulpito di un’ università pubblica ci si vesta di autorità per dar sfogo istituzionale alle proprie frustrazioni da tifoso non è accettabile.

In virtù anche delle cariche partecipanti e dei ruoli che ricoprono ci si aspetterebbe un minimo di distacco super partes, ma poi ci si ricorda che un Sindaco sta basando la propria campagna elettorale presente e futura su una squadra di calcio di cui non è neanche tifoso e allora tutto assurge inevitabilmente a compromesso dovuto.
Compromesso figlio, perchè no, di azioni legali oltre l’ immaginazione delle fake news del noto avvocato di Maradona, altro rappresentante dello sterminato foro di Napoli che sui social si bea di essere riuscito a far coprire i 36 scudetti allo Stadium per la partita della Nazionale grazie alla sua richiesta, ignorando che è una prassi consolidata per ogni partita dell’ Italia o evento Uefa come la Finale di Europa League.

Ma la botta stavolta è stata davvero pesante, ci avevano creduto come non mai ed allora il rosicamento antijuve col suo corollario di teorie massoniche si allarga e coinvolge anche menti ritenute “superiori” come scrittori, dirigenti di aziende pubbliche, professori universitari e tifosi con un tesserino da giornalista e un nome che richiama il secondo gradino del podio (e non potrebbe essere altrimenti) in un’ iniziativa che naturalmente usufruisce di fondi pubblici destinati magari a qualcosa di più importante…

 

Tutte persone che un domani lasceranno in dono ai loro nipoti la storiella di una squadra che perde il campionato immeritatamente, con 4 punti di distacco, per colpa di:
– Un cartellino giallo non dato
– In un’ altra partita che non riguardava il Napoli
– Giocata un giorno prima
– Vista in albergo
E tutto questo senza MAI avere una decisione VAR contro.

Ah, per quanto riguarda l’ Università della Campania, i prossimi 3 simposi saranno:
– Non siamo mai stati sulla Luna
– 11 settembre, il grande inganno
– Cerchi nel grano e olio di palma, cosa si nasconde nel Mulino Bianco ?

Così mentre noi frequentiamo assiduamente la Facoltà di vincere e di godere, loro possono continuare a stare tranquillamente fuori corso all’ Università del Chiagni e Fotti.  Che conta più o meno gli stessi laureati in Giurisprudenza della Federico II.

Che cosa è cambiato da calciopoli, si chiedono.
Beh per noi

per loro nulla, resta rosicopoli come 10 anni fa.

 

 

(Grazie a Nevio Capella per l’ aiuto)