3421 tampone, ma Pjanic ci dà nuovi indizi

di Jacopo Azzolini |

Seppur in un contesto totalmente diverso rispetto alla sfida di Champions contro il Barcellona, Allegri ha scelto di dare continuità allo schieramento tattico, confermando il 3421 e dimostrando che gli scricchiolii culminati nel crollo di Marassi lo avevano preoccupato abbastanza.

Contrariamente alle formazioni del pre-gara che lo collocavano sulla sinistra, nel suo esordio in bianconero Howedes ha giocato “alla Bonucci” in fase di costruzione (Barzagli e destra e Benatia a sinistra), disponendosi  invece come centrale di destra nel canonico 442 con cui la Juventus è solita collocarsi quando gli avversari hanno la palla.

Per quanto siano stati bravi a rendere più corta la squadra, diciamo che i tre difensori hanno sotto un certo verso ricordato alcune fasi di Italia-Svezia. Contro una delle compagini più passive della Serie A – il Crotone neanche abbozzava un tentativo di pressione alta – è sembrato eccessivo giocare a tre dietro. Ciò ha quasi regalato un uomo agli avversari, oltre che diminuito le soluzioni di passaggio in avanti.

Per la verità, diversi uomini non sono parsi nelle condizioni migliori per incidere, ed in diverse parti del campo si sono viste situazioni che hanno generato perplessità. In particolare sulla corsia destra: nella posizione di ala, Lichtsteiner ha palesato tutti i suoi limiti; ciò ha costretto Dybala a un lavoro francamente fuoriluogo, che lo ha fatto agire spesso in posizioni larghissime (al contrario, lo svizzero si stringeva verso il centro, a tratti sembrava quasi una punta). Ed infatti si sono viste cose censurabili.

Con gli spazi ingolfati negli ultimi metri, non si è riusciti ad andare sul fondo, soprattutto a sinistra, con la frequenza che si sperava: l’occasionissima di Matuidi, nata da un cambio gioco di Dybala e prodotta da Alex Sandro e Douglas Costa, è stata un episodio isolato. Ad ogni modo, seppur raramente lanciato in velocità, l’ex Bayern è stato tra i pochi che nel primo tempo ha provato qualche spunto individuale per svoltare il match.

Avendo qualche difficoltà di troppo nell’andare sul fondo, i cross decisivi sono arrivati da un Barzagli che- al netto della discutibile scelta di giocare con la difesa a 3 – quando si è proposto ha fatto partire traversoni perfetti per la testa di Mandzukic. Dopo aver sfiorato la rete nella prima frazione, il croato non ha perdonato Cordaz ad inizio ripresa, consentendo praticamente di chiudere la pratica contro un avversario che non aveva la più pallida idea di come risalire il campo (lancio lungo per Budimir a parte). Il resto è stato puro allenamento, con l’abbraccio dei compagni per De Sciglio che resta forse l’immagine icona della serata.

Che sia con 50 metri di campo davanti (è il caso di Juventus-Barcellona) o contro una squadra chiusa nella propria trequarti (ossia, il Crotone), questo 3421 non ha ancora mostrato una manovra offensiva brillante. Il compito prossimo di Allegri sarà accompagnare l’equilibrio difensivo della retroguardia con una squadra più efficiente negli ultimi metri.

Per concludere, merita una piccola nota l’ingresso di Pjanic, che ha fatto tornare a 3 in mezzo la Juve. Per chi, come il sottoscritto, pensa che il 3421 sia una soluzione esclusivamente per breve-medio periodo, è stato significativo osservare come Marchisio sia passato davanti alla difesa e il bosniaco abbia ricoperto la posizione di interno. Questo può essere un piccolo indizio sulla Juve (e sul centrocampo!) 2017-2018 che ha in mente Allegri.