3 ragioni per cui Guardiola sarebbe la scelta migliore

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Claudio Pellegrini

Pep Guardiola. Solo pronunciare il suo nome suscita sensazioni sessualmente ambigue. Riporta alla mente le gesta delle squadra più “bella” degli ultimi 25 anni in Europa. Il Suo Barcellona ha riscritto la storia del calcio moderno tanto quanto l‘Ajax di Michels e ben di più di quanto non abbia fatto Arrigo Sacchi col Milan degli olandesi. Nelle ultime settimane il nome di Pep è stato prepotentemente affiancato a quello della Juventus (dalla lettera di Luca Fausto a Massimo) come possibile successore del pentacampione d’Italia Massimiliano Allegri. Sembra fin troppo ingeneroso paragonare l’approdo di Guardiola con quello di qualunque altro allenatore in circolazione, figuriamoci se il termine di paragone è Maurizio Sarri (seguiranno le 3 ragioni per cui il toscano si farebbe preferire allo spagnolo), ma andiamo a vedere nel dettaglio perché in molti, forse tutti preferirebbero che a sedere sulla nostra panchina nella stagione 2019/20 sia Josep.
1. Il gioco: è fuori di dubbio che Massimiliano Allegri abbia avuto un ruolo determinante nella storia della Juventus post- calciopoli (a mio avviso ben più di quanto non lo abbia avuto Antonio Conte) riportandola ai vertici del calcio europeo, e restituendole il gusto di vincere una finale (anzi 4) di Coppa Italia che a queste latitudini era vista come una maledizione, tanto da mettere in dubbio l’opportunità di esporre al stella d’argento (a proposito: ma che fine ha fatto la stella d’argento?). E’ altrettanto vero però che alle vittorie ed al dominio in Italia da parte della squadra di Allegri, è seguita una certa stasi nello sviluppo del gioco soprattutto in fase di costruzione e finalizzazione incomprensibile ed ingiustificata visto il potenziale del parco giocatori messo a disposizione dalla società. In quest’ottica, l’avvento del Profeta Pep porterebbe una rivoluzione culturale alla Continassa. Gioco basato sul possesso proattivo del pallone, esaltazione del palleggio grazie al tasso tecnico già estremamente alto della squadra, maniacalità nella preparazione delle situazioni offensive. Guardiola riporterebbe in panchina quella passionalità e partecipazione che allo Stadium eravamo tanto abituati a vedere durante l’impero di Conte fatto di corse parallele alla linea laterale e movimenti convulsi degli arti come ad attivare un joypad virtuale collegato direttamente ai centri nervosi dei giocatori.
2. la valorizzazione del parco giocatori: è probabile che il possibile arrivo di Guardiola significhi anche assistere ad un mercato (a differenza di quanto riportato dagli organi di stampa del mainstream) fatto di un paio di ritocchi e non di più vista la sua capacità di migliorare ed adattare il materiale umano a sua disposizione alle proprie esigenze e filosofia di gioco. In questa ottica parrebbe anche logica la scelta della società di puntare su un allenatore che in disaccordo con quanto ipotizziamo avesse richiesto Allegri, che vedeva molti giocatori al loro capolinea dell’avventura a Torino, potrebbe rivitalizzare alcuni interpreti un po’ imbolsiti dall’abitudine alla vittoria #finoalconfine e convinti di non poter fare di più in campo europeo.
3. L’immagine: potrei chiudere il punto qui. Non credo che nessun altro allenatore del globo abbia più physique du role di Guardiola nel sedere sulla panchina della Juventus, neanche l’uscente Max Allegri. Pep Guardiola potrebbe finalmente rappresentare quella figura che congiunga il campo di allenamento ai palazzi di vetro, l’allenatore e il dirigente, l’uomo di campo e l’uomo dietro la scrivania. Un uomo adatto a tutte le stagioni, uomo immagine al centro del progetto che proietti definitivamente la Beneamata verso quelle vette che AA vuole raggiungere per diventare (noi ce lo auguriamo) il Presidente più vincente della storia uscendo dal cono d’ombro ingombrante ed oscurante di zio Gianni.