2020, distopia dello scazzo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Come il dottor Bowman si ritrova il computer HAL che disobbedisce agli ordini, innescando una lotta tra uomo e macchina, il tifoso bianconero è costretto a vivere in una società in cui le tendenze politiche, sociali e calcistiche sono portate al loro limite estremo negativo senza apparenti soluzioni.

Immaginiamo noi stessi, alcuni anni fa, interrogati sulla possibilità della coesistenza di due Papi, il ritorno di Buffon, CR7 e Sarri alla Juve e Conte all’Inter, la Brexit: avremmo risposto che a carnevale si scherza non si delira. Eppure, nella splendida distopia che stiamo vivendo, non c’è davvero nessun limite a quello che può succedere, il buon vecchio “crediamoci” da calcio d’inizio è l’imperativo che soffoca lo stupore di ogni notizia che “non ci possiamo credere”. Questa mancanza di controllo di ciò che dovrebbe essere prevedibile genera frustrazione, linfa vitale di tutti gli scazzi.

Una mente vacilla, se lo fanno milioni di menti è il caos: ma la distopia vuole l’ordine o il disordine? A volte penso che il caos sia solo un momento di noia di qualcuno che gode nel vedere tribolare molti. Perché non cedere il passo giusto un attimo per illudere tutti, per far sembra l’impresa più grande o semplicemente per ridimensionare un’aspettativa? Pochi mesi fa si leggeva di una dirigenza compatta attorno a CR7 per allontanare Allegri, e adesso qualcuno ipotizza un suo ritorno. La stessa dirigenza pasteggia con Sarri e ci si stupisce del mancato litigio in pubblico, sicuramente è un gesto di finta distensione, i calciatori lanciano la carica ma la squadra si autogestisce da settimane. Tutto e il contrario di tutto.

La verità è che la distopia ci costringe ad immaginare i futuri più catastrofici possibili, è l’istinto di conservazione che lavora virtualmente per poi agire concretamente sulla realtà, quindi quale può essere lo scenario peggiore? Uscire dalla Coppa Italia? Perdere il Derby d’Italia allo Stadium o peggio…

La 38′ giornata vede in campo Juve-Roma, Atalanta-Inter, Napoli-Lazio. Chi ha conoscenze nella controinformazione sa già che lo scudetto si decide in quei 90 minuti altrimenti il prodotto Serie A, dopo 8 anni in bianconero, non attira più sponsor. La Juve ha già battuto l’Inter in finale di Coppa Italia ma fin dai primi minuti si vede che la testa è già ad Istanbul per la finale più bella del millennio: Messi VS CR7. Ora, è da due giorni che circola la notizia proveniente da alcuni universi paralleli più in là: in una distopia ancora più folle, Pep e Leo sono alla Juve. Forse il delirio da primo posto (a pari merito) in campionato ci serve, non è solo uno sfogo ma un esercizio caotico di simulazione di soluzioni possibili prima di raggiungere l’ordine perfetto.

P.S. da noi del futuro: non avremmo dominato così in Superlega se non ci fossimo allenati per anni a lamentarci di quanto dovessimo migliorare quando eravamo primi.

 

Di Andrea Caviglia