2 giornate a Sarri: questione d'insulti

di Davide Terruzzi |

Tosel l’educatore. Quello che ci spiegava che no, i bambini che urlano merda al portiere avversario compiono un atto diseducativo e che quindi bisogna almeno multare la società per la quale fanno il tifo.

Tosel il burocrate. Quello che ci spiega che dare del frocio a un allenatore è un epiteto pesantemente insultante. No, non è un insulto omofobo, lo sanno tutti che il tecnico offeso non è omosessuale.

Queste motivazioni sono pericolose. Posto che a Napoli il colera non c’è, è solo un insulto dare ai sostenitori azzurri dei colerosi? E se i tifosi della Accipicchia club, notoriamente di religione anglicana, vengono offesi con “siete tutti ebrei” non c’è alcuna discriminazione? Quindi si può insultare Legrottaglie con “sporco induista”? Tanto le sentenze sono quasi sempre politiche – e annunciate il giorno prima ai giornali – e quindi la giustizia sportiva riuscirebbe a cambiare versione.

Il complotto. Come non dimenticarsi di questa macchinazione ordita ai danni del Napoli. Spiace che ci siano opinionisti che possano pensare questo. Bene, questa trama ordita ai danni del club partenopeo è stato sventata. Sospiro di sollievo. La vicenda è archiviata. Se ne parlerà prima del prossimo Inter-Napoli.

PS Cosa potevamo aspettarci di più? Ricordiamoci le dichiarazioni di Tavecchio in campagna elettorale e nei primi mesi da presidente. Non siamo la Premier League, non siamo lo sport americano, ma è giusto continuare a indignarsi quando ci sono cori razzisti, insulti omofobi e nefandezze varie. Senza cambiare idea in base a chi è il protagonista. Non è questione di tifo, ma di cultura ed educazione. Non si crocifigge, giustizia la persona. A me hanno insegnato che bisogna condannare il peccato: a questo resto.