-2 e Allegri ha sussurrato ai cavalli

di Luca Momblano |

Meno due. Il numero del bivio: ce l’hai davanti agli occhi, il segnale è inconfondibile, o vai a destra o vai a sinistra. E’ il momento di prendere la decisione, di domenica, a marzo inoltrato, il giorno in cui si va al prato, o dalla suocera, o all’agrigelateria. Era il giorno della radiolina, ma oggi non se ne scelgono più soltanto undici. Se ne scelgono diciotto. O anche meno. L’importante è che tre o quattro tra loro non lo sappiano. Giunti al bivio, il muro che c’è di fronte è rappresentato dall’avversario. L’Atletico va fronteggiato o va aggirato? Propendo adesso, sarà l’adrenalina o la storia stessa dell’Atletico, per la seconda tesi. E per aggirare non solo bisogna arrivare al momento della sterzata con un piano chiaro, serve anche comunicarlo al navigatore, che lo memorizza e lo mette in pratica al momento della performance. E’ come se la natura indolente ma letale della combo Allegri-Ronaldo dovesse materializzarsi all’ennesima potenza in una sola notte, come il colpo di un illusionista, come se sul rettangolo scendesse lo juventinissimo Luca Bono. Aggirare, raggirare, prendersi scena e applausi. Oggi la riesco a immaginare così, ma io nella vita non faccio né il mago né l’allenatore.

Chi fa l’allenatore è Allegri, e lui è un uomo che le immagina prima scegliendo di conseguenza. Lo ammette candidamente ed è sovente stata la sua forza karmica sulle partite. Ha strigliato un paio di cavalli (Pjanic e Mandzukic a quanto pare), ne ha lisciati un altro paio (Bernardeschi e Douglas Costa, forse in ottica di una staffetta rischiatutto), ne ha caricati a molla un altro paio (Matuidi e Emre Can, la coppia del controcalcio di Allegri) ma nessuno sa ancora esattamente cosa abbia intravisto su martedì. “Avrò solo un terzino” ha dichiarato, intendendo che ne ha nessuno visto che Caceres e Cancelo non li ritiene esattamente dei quarti di difesa: le aspettative della parte razionale dello spogliatoio sono quelle di vederli una a destra e l’altro a sinistra, compensativi e iperattivi. Ma dico io: Caceres e Cancelo sono come personaggi d’animazione, danno tutto quando possono pensare poco e improvvisare tanto. In questo, difesa uno e attacco l’altro, hanno picchi invidiabili. Il ragionamento dà un po’ il senso della lotteria, ma credo ci siano momenti in cui ne vale la pena partecipare. Ancora meglio se a tre, soluzione al vaglio, con l’uno praticamente dietro l’altro.

Quasi mi sono perso pure io, arrivati a questo punto. Da oggi dobbiamo soltanto più affidarci. Saranno 48 ore al cellulare, delle quali un’ora divisa tra diversi bar, 7 o 8 tra varie dirette televisive, un paio in autostrada e improvvisi ingressi sui social-network per condividere il frutto di questa smania che chissà dal lato dei tifosi colchoneros esattamente cosa significa. Magari è uguale, ma ci sentiamo diversi anche se contro CR7 noi una finale ai rigori non l’abbiamo mai persa.