Quando il 2-2 a Bologna ammutolisce anche gli amici

di Mario Sironi |

Il motto tutto juventino “Fino alla fine” potrà a molti apparire retorico ed esagerato ma bisogna notare come spesso le rimonte bianconere nel corso di una partita o di un campionato intero siano un vero e proprio marchio di fabbrica.
Quest’anno, con il recupero prodigioso in classifica, ne stiamo avendo un’ulteriore conferma per non parlare delle vittorie in extremis come negli ultimi due derby o il recentissimo big match col Napoli.
È una caratteristica che nasce da lontano, fin dai tempi di Cesarini, mezzala juventina degli anni 30 che realizzò in carriera numerosi gol negli ultimi minuti della partita tanto che ancora oggi si parla di “Zona Cesarini” per indicare le segnature effettuate nella parte finale del match.
E da questo spunto ecco il mio ricordo vintage della settimana.
È domenica 13 aprile 2003, Bologna Juventus è il posticipo serale. Arrivo allo stadio Dall’Ara con una coppia di amici rossoblu conosciuti in vacanza. Sono loro ospite, biglietto dello stadio compreso.
L’ambiente è ostile, come spesso capita nel capoluogo emiliano .
Juve in campo con Buffon, Thuram, Iuliano, Montero e Pessotto. Poi Zambrotta, Davids, Tacchinardi e Nedved. In attacco Zalayeta e Del Piero.
Il Bologna però passa rapidamente in vantaggio con Cruz dopo un quarto d’ora. La Juve sfiora il pareggio in più occasioni ma al 75’ raddoppia Locatelli per i rossoblu .
Tutto finito ? Macché. A tre minuti dal termine Zambrotta segna il 2­1 con la complicità di una deviazione fortuita di Paramatti.
I felsinei sbagliano il facile tre a uno poi a 30 secondi dalla fine, su una palla persa a sinistra Camoranesi mette di testa in gol il pareggio incredibile del 2­2, per la disperazione di Pagliuca e Signori.
Lo stadio ammutolisce ma le zone di tifo juventine esplodono. Bettega in Tribuna fa il famoso gesto delle orecchie verso i tifosi di casa, lo stesso pubblico insultato pochi minuti prima in diretta TV dal tecnico “amico” Guidolin al secondo gol bolognese (“Pubblico di m….”, ricordate ?).
Esco con i miei amici che non mi rivolgono la parola. Sono appiattiti dall’epilogo finale quando già tutto lo stadio saltava e gongolava per aver sconfitto l’odiata Juventus.
Invece è un pareggio che ha il profumo della vittoria e che ci lancia spediti verso l’ennesimo scudetto targato Marcello Lippi.
Ma come dice il motto ? Fino alla fine .