In casa della Samp nel 1977: Bettega, Lippi e…‏

di Mario Sironi |

Sampdoria – Juve mi riporta al maggio 1977, stagione di serie A in cui per la prima volta mi fu possibile collezionare in modo sistematico le figurine Panini: avevo 7 anni. Ancora oggi, a distanza di quasi 40 anni, ricordo quasi tutti i giocatori dei quell’album in particolare (non so bene per quale motivo) i portieri.

La Juve tutta italiana di Trapattoni si presenta a Genova in testa al campionato con 49 punti (naturalmente siamo nell’era dei “due punti”), il Toro alle calcagna con un punto in meno dopo un avvincente testa a testa durata tutto il torneo. Bianconeri in campo con la formazione tipo, quella che tutti sapevamo a memoria, letta senza prendere fiato: zoff/cuccureddu/gentile/furino/morini/scirea/causio/tardelli/boninsegna/benetti/bettega.  Uno squadrone composto solo di giocatori italiani, tuttora unica squadra di serie A a vincere una coppa europea (la Uefa di quello stesso anno contro il Bilbao, vinta 4 giorni prima) senza schierare stranieri.

Il primo tempo finisce zero a zero, con il giovane Cabrini subentrato all’infortunato Morini. Il Torino invece è già sul 3-1 in casa col Genoa grazie alle reti di Graziani e Pulici (doppietta). Toro virtualmente campione in quel momento.

Nella ripresa cambia tutto. Una classica incursione di Tardelli con un assist al bacio, offre a Bettega un pallone d’oro che Bobby-gol mette in porta con un colpo di tacco d’autore, classica giocata di Penna Bianca.
Juve in vantaggio con la Samp che resta in inferiorità numerica ed un certo Marcello Lippi in maglia blucerchiata a cercare di arginare le folate juventine. A 6 minuti dalla fine, contropiede Juve e raddoppio con Boninsegna. Scudetto nel ghiaccio e festeggiamenti per il 17esimo titolo. Inutile il 5-1 finale dei granata.

La Juve è campione ed io, bimbo di 8 anni, esulto e imprimo negli occhi per sempre l’immagine di Roberto Bettega, essenza della juventinità, che esulta dopo l’ennesimo gol da favola ancora una volta decisivo.