19 maggio 2010 – 19 maggio 2018: 8 anni di presidenza Andrea Agnelli

di Juventibus |

In data 24 settembre 2010, Andrea Agnelli firma il suo primo bilancio della Juventus F.C. SpA; era stato nominato Presidente qualche mese prima, il 19 maggio 2010, esattamente 8 anni fa.

In quella relazione, il nuovo Presidente dava notizia di una revisione dell’organigramma aziendale, citando la nomina, nell’estate precedente, di Giuseppe Marotta a “capo dell’area Sport”; Agnelli concludeva la sue lettera agli azionisti citando la consapevolezza di <<avere a nostra disposizione i mezzi per classificarci ai primi posti del Campionato, e per disputare la cosiddetta “primavera europea”, cioè per superare la prima fase dell’Europa League. Anche la Coppa Italia, che da troppi anni manca alla nostra bacheca, sarà un banco di prova di non sottovalutare….>>.

Questo understatement, questa prudenza, suonano oggi beffardi se guardiamo all’incredibile storia sportiva degli anni che si sono succeduti, una success story di cui qui vogliamo indagare alcuni elementi economico finanziari, che sempre di più, nel calcio moderno, vanno visti in tandem con quelli tecnico-sportivi.

Spostiamoci allora ad un anno dopo quel primo bilancio: nel settembre 2011 si chiude il rendiconto al 30 giugno 2011 e Agnelli lo firma dopo il suo primo esercizio finanziario (e sportivo) al timone dei bianconeri; nel 2010/11, la Juve di Delneri ha avuto magri risultati agonistici: settima in campionato (58 punti, solo 2 più di un ottimo Palermo), fuori dai gironi di Europa League, fuori ai Quarti di Coppa Italia; lo scudetto va al Milan (di Allegri…) e nessuno avrebbe mai detto che la Juve avrebbe poi vinto per sette anni consecutivi il titolo italiano.

Comunque, in quel settembre 2011, quando Andrea Agnelli firma il suo secondo bilancio, la sua lettera agli azionisti è più determinata, sicura di sé, e delinea con esattezza molte delle idee che si vedranno in campo negli anni seguenti; quel settembre, fra l’altro, si tiene l’inaugurazione del nuovo Stadio, lo Juventus Stadium, una delle architravi su cui puntare per costruire il futuro; fra le altre linee guida spiccano “il rinnovamento della Prima Squadra, il rilancio del settore giovanile, il rafforzamento della capacità autonoma di generare ricavi…”.

Su quest’ultimo punto vorremmo iniziare a focalizzarci; il calcio e lo sport in generale sono ambiti in cui le dinamiche finanziarie sono difficilmente quantificabili; troppa è l’esposizione a elementi poco misurabili, difficilmente prevedibili, soggetti a troppe influenze esterne. L’asset principale su cui deve lavorare un Club è quindi l’appeal del marchio e dei suoi contenuti sportivi e la capacità di renderlo profittevole; e la scommessa di tutte le Società calcistiche in questi anni è proprio questa: allargare il ventaglio dei ricavi, non limitarsi ai soli diritti televisivi, ma avere più fonti di entrata diversificate e così meno rischi sulla perfomance di un singolo anno.

Ma torniamo all’anno finanziario 2010-11: qual è l’articolazione a livello di ricavi? Il fatturato è inferiore all’anno precedente e si colloca a 172 milioni, con il seguente dettaglio:


Fonte: Relazione Finanziaria annuale 2010-11, Juventus FC SpA

 

La lettera agli azionisti di Agnelli, in quel settembre 2011, è come abbiamo detto parecchio tosta: definisce “intollerabile” la perdita di esercizio del bilancio in chiusura (oltre 95 milioni), ma è battagliera; accenna all’ingente investimento per lo Stadio, appena inaugurato, e riferisce del cambio della guida tecnica: arriva un “capitano di tante battaglie vittoriose”, Antonio Conte.

Sappiamo com’è andata…è stata una cavalcata di 7 scudetti di fila; altre volte, dopo quell’anno, il bilancio ha chiuso in perdita, ma ora mi vorrei focalizzare sulle cifre dei Ricavi del 2011 e andare a vedere come sono cambiati nell’ultimo bilancio disponibile, quello 2016-17, approvato lo scorso autunno: il cambiamento è epocale, e dà la misura dell’incredibile turnaround messo a segno da Andrea Agnelli e dalla sua squadra di manager:


Fonte: Relazione Finanziaria annuale 2016-17, Juventus FC SpA

 

Il primo dato che balza agli occhi è ovviamente l’incremento complessivo del fatturato, che è più che triplicato; ma altrettanto rilevante è la composizione dello stesso, in ossequio al principio enunciato nel 2011 sulla capacità di generare ricavi. La Juventus li ha diversificati in maniera profonda e molto completa: è presente con cifre importanti in tutte le aree di business ed ognuna rappresenta un ammontare rilevante ed una quota mai banale del fatturato complessivo:

  • i diritti televisivi si sono quadruplicati (anche se sicuramente il 2016-17, con la finale di Champions, non sarà ripetuto come risultato nel corrente anno); il valore di 232 milioni è, da solo, simile o superiore alla intera cifra d’affari di tutte le altre squadre di Serie A, prese singolarmente;
  • anche il parco giocatori ha dato proventi che non si ripeteranno (non tutti gli anni si vende Pogba…), ma stiamo parlando comunque di un fatturato moltiplicato per 8 volte rispetto al 2011;
  • i ricavi da sponsorizzazioni sono quasi raddoppiati ed il licensing ed il merchanding, nemmeno presenti come area di ricavo a sé nel 2011, oggi sfiorano i 20 milioni di euro;
  • infine i ricavi del match-day, afferenti sostanzialmente allo Stadio: più che quintuplicati.

Qui di seguito, infine, un grafico ci mostra la cavalcata del fatturato del Club Bianconero in questi fantastici 7 anni, di pari passo con le vittorie in Italia e la affermazione ai massimi livelli in Champions League:

Euro, Milioni- Fonte: www.juventus.com

 

Una evoluzione quindi impressionante, che è andata di pari passi con gli ottimi risultati sportivi. Ma i risultati di conto economico hanno avuto lo stesso andamento? La Società ha dovuto sostenere gli anni del faticoso rilancio con importanti perdite cui negli ultimi anni si sono succeduti forti utili: come abbiamo detto, il settore dei Club sportivi è soggetto a notevoli oscillazioni ed è difficile consolidare risultati positivi; lo dimostra il fatto che le principali avversarie della Juve, le milanesi, hanno registrato alfine cambi di proprietà da parte degli azionisti che le hanno gestite, con successo, nei decenni precedenti proprio a causa della difficoltà a coniugare le soddisfazioni sportive con quelle economico-finanziarie.

Prendiamo infine un indicatore neutro, che è la quotazione di Borsa, cioè il prezzo fissato negli scambi fra tutti gli operatori di mercato : questo è l’andamento degli ultimi 5 anni: si nota che il titolo ha raggiunto un picco un anno fa, in occasione della qualificazione alla finale di Cardiff, poi si è assestato a valutazioni comunque triple rispetto al valore dell’inizio di questa osservazione, pari ad una capitalizzazione attuale intorno ai 600 milioni, che sicuramente non tiene conto di tutto il potenziale espresso, anche nel recente passato, dal titolo.

Fonte: www.borsaitaliana.it

 

La storia sportiva della Juventus quindi ha portato con sé anche una storia economico e finanziaria di successo, in un settore, quello della finanza applicata al calcio, che spesso genera perdite, discontinuità di risultati e dispiaceri per gli azionisti; ma come nella parte tecnica ed agonistica, anche in quella finanziaria si ha la sensazione di essere solo ad una prima fase del progetto e che nuovi risultati dovranno essere raggiunti e consolidati: non vediamo l’ora di poterli commentare!

 

————

Leonardo Dorini

 

http://www.econopoly.ilsole24ore.com/author/leonardodorini/