DAI LETTORI – Arrivederci, Alvaro

di Juventibus |

di Luca Rossi

Sembra giunta ormai a conclusione l’avventura di Alvaro Morata alla Juventus, anche se si sa che il calciomercato riserva sempre grossi colpi di scena. Il Real Madrid ha annunciato l’esercizio della “recompra” del giocatore, in virtù del contratto firmato nel 2014. A questo punto, è improbabile che la Juventus rientri tra le squadre che parteciperanno all’asta che probabilmente avrà luogo per accaparrarsi l’attaccante.

I numeri di Morata di questi due anni non sono così impressionanti e il suo rendimento spesso a correnti alternate, soprattutto nelle fasi iniziali di entrambe le stagioni, non spiegano né motivano la tristezza di tanti tifosi, le mie lacrime dopo la finale di Coppa Italia e le numerose discussioni che stanno intraprendendo i tifosi sui forum, nei bar e in qualsiasi posto in cui la Juventus ha riempito il cuore delle persone. Il contributo di Morata va aldilà di numeri, statistiche, matematica, algebra e qualsiasi scienza presente questo pianeta. Per noi juventini, Morata ha significato molto di più. È stato colui che ci ha accompagnato con dolcezza, semplicità, umiltà ma anche grinta e spietatezza in quel sogno meraviglioso chiamato Champions League. E’ stato colui che ha fatto vivere a milioni di juventini una primavera 2015 fuori da ogni schema in cui ogni singolo tifoso non aspettava altro che il suono di quella meravigliosa musichetta. È stato lui più di tutti, più dei leader Tevez, Pirlo, Vidal, Marchisio, BBC e Buffon a incarnare e a rappresentare le emozioni di noi juventini in quei mesi. Il suo carattere serio e timido ha contagiato un po’ tutti noi.

Ora le discussioni tecnico-tattico-economiche dominano. C’è chi si strappa i capelli, chi è contento all’idea di rispedire Alvaro al mittente, chi non sa cosa dire e allora si riguarda gli highlights di Real Madrid – Juventus del 2015, chi invece si dispera per l’ormai quindicesima cessione in due anni di Pogba e chi si lamenta ancora per l’arrivo di Hernanes. Il calcio è meraviglioso anche per questo. Di sicuro, con Morata se ne va un pezzo importante del sogno realizzabile che ci ha accompagnato in questi due anni. Vanno via emozioni e sensazioni che non si provavano da molto tempo. Questa maledetta ricompra per qualcuno è come la mamma che sveglia il figlio il secondo lunedì di settembre dopo tre mesi di vacanza. Alvaro ci ha dato tanto, la Juventus ha dato tanto a lui. Ora c’è la ricompra, ma chissà che magari non sia solo un arrivederci.