15 Luglio 2014, la grande sliding door di Allegri

di Sergio Sersim |

Le sliding doors capitano a chiunque, ma differiscono nelle dimensioni. Per alcuni sono larghe quanto lo sportello della cucina, per altri quanto un portone.

Nell’estate del 2014, Allegri si è trovato di fronte a due sliding doors stile cancelli di Versailles che hanno completamente cambiato la sua carriera ed il racconto che si fa di lui. Da queste considerazioni e dalla prestazione abbondantemente insufficiente in Lazio-Juve nasce un mio tweet provocatorio, che ha turbato molti: “L’unica differenza tra Allegri e un Pioli qualsiasi? Il primo ha avuto il culo di essere disoccupato il 15 Luglio 2014”.

Apriti cielo. Perché proprio Pioli? In realtà quel nome è la prima sliding door. Nell’estate del 2014 Allegri alla Lazio era cosa fatta, ma le parti non si accordarono sullo stipendio. Il suo posto fu preso proprio da Pioli, con cui la Lazio farà cose eccellenti: 3° posto in campionato e finale di Coppa Italia.

Seconda sliding door: Conte abbandona a ritiro iniziato e la Juve in 12 ore deve trovare un sostituto. Allegri non arriva alla Juve per scelta precisa o perché ritenuto un miglioramento, ma perché l’uomo senza squadra nel momento giusto. Poteva esserci veramente chiunque altro al suo posto!

Queste coincidenze sono ciò che hanno cambiato la carriera di un allenatore che, se avesse firmato per la Lazio, la Juve non l’avrebbe mai vissuta. Basta un nonnulla a cambiare il destino, lo sa bene Pjaca: il gol al Porto in UCL poteva essere il preludio di qualcosa, il crac seguente lo ha trasformato in un esubero.

Le reazioni rivelano l’irrazionalità che spinge il tifoso a vedere come oro ciò che appartiene alla squadra amata e letame ciò che appartiene alle altre. Ricordate cosa si diceva di Cancelo? Bidone, giocoliere, fratello scemo di Cuadrado le valutazioni più democratiche. Ora, terzino destro più forte al mondo.

Accostare il proprio mister, chiunque sia, ad altri tecnici è quindi atto intollerabile per sua stessa natura. Non si fa! Ma fanno davvero schifo gli altri, da non poter nemmeno essere accostati ad Allegri? Siamo davvero di fronte ad un allenatore così nettamente superiore rispetto ai colleghi?

Il bistrattato Pioli (che mai vorrei alla Juve!) con Lazio e Inter ottene una percentuale di vittorie in linea a quella di Allegri al Milan. Ma andiamo oltre.

Spalletti negli ultimi 13 anni ha mancato la qualificazione in UCL una sola volta. A Roma e Milano la % di vittorie è uguale, a volte superiore, agli anni rossoneri di Allegri. Ho la sensazione che se nel 2014 fosse approdato lui a Torino, i suoi monologhi non sense sarebbero dipinti come trattati filosofici. Il famoso “Uomini forti, destini forti, uomini deboli, destini deboli” campeggerebbe nelle biografie di molti tifosi, insieme all’hashtag #Lucianismo.

Se dovessimo fare la conta dei titoli per valutare la bontà di un allenatore, troveremmo in Mancini un tecnico eccezionale: 3 Scudetti, 1 Premier, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Community Shield e 1 Coppa di Turchia. Insomma, uno da Juve! (Anche no, dai!).

Al primo anno di Roma Di Francesco ottiene una % di vittorie (29 su 51) superiore al Milan scudettato di Allegri (28 su 50), con la storica semifinale di UCL ed eliminazione del Barca. Ora è agli ottavi con la concreta possibilità di passare il turno. Indegno anche lui di essere accostato ad Allegri, presumo.

Sarri? Per carità, l’antagonista degli ultimi anni. Lavoro eccezionale a Napoli, % di vittorie nettamente superiore all’esperienza milanese di Allegri, quasi vince lo scudetto con una squadra inferiore e senza aver fatto mercato. Però viene dipinto come un buzzurro che si scaccola in tv o inventa scuse stravaganti.

In 3 anni di Lazio Simone Inzaghi (anche per lui grande sliding door del no di Bielsa) ha una % di vittorie superiori al Milan di Allegri. Dopo iniziale hype, ora è dipinto come antipatico perdente  e piangina (qualcuno ha rimosso i lunghi mesi in cui Allegri, ogni domenica, parlava di Muntari).

Gasperini? Simpatico per il passato bianconero e l’infelice parentesi all’Inter. Miracoli in provincia, esaltando con il suo gioco anche gli acari. E come gode Percassi! Anni che rifila bidoni a peso d’oro alle altre. Però mi dispiace Gasp, ti vediamo solo come un amico, niente di più. Friendzonato.

Viste le squadre allenate scorretto parlare di vittorie per Giampaolo, ma negli ultimi anni ha lavorato benissimo. Ad Empoli meglio di Sarri. Con la Samp è a tre punti dalla CL e sta regalando a Quagliarella la sua miglior stagione.

Non scrivo di Ancelotti e Conte perché superfluo.

Insomma, tutti questi sono così indegni di essere accostati al mister? Allegri è così speciale? “Spiega la vita agli altri allenatori”? Prima dell’esperienza juventina, i numeri ci presentano un tecnico non diverso dagli altri. Durante il ciclo bianconero le vittorie sono drasticamente aumentate del 25/30 %. Sta compiendo un miracolo o sta beneficiando, in larga parte, dei comfort di una Ferrari?

Di sicuro c’è solo che è un tecnico divisivo. Amato da tanti, criticato da altrettanti. Assistiamo spesso a prestazioni negative per il valore della rosa. Non si tratta di bel gioco, divertimento o segnarne quattro a partita. Spesso il dislivello tra la Juve e le rivali viene meno. Si segna con difficoltà, si risale il campo con fatica, affidandosi alla giocata del singolo. Abbiamo goduto di campioni di ogni calibro (Pogba, Vidal, Tevez, Dybala, Pjanic, Higuain, Costa, Ronaldo) ma è sufficiente un pressing ben organizzato per impedirci di avanzare con giusta qualità e velocità. Si vince perché lo stipendio a Cristiano lo paga la Juve e la differenza, fortunatamente, viene fuori anche su un singolo episodio.

Legittimamente ci si chiede: è davvero la Juve migliore e Allegri il migliore per la Juve ed in generale?

I trofei non sono forse conseguenza di una rosa tra le più forti in Europa, candidata alla finale di Madrid? Allegri è speciale o le sue vittorie sono drogate grandezza di una società avanti almeno dieci anni rispetto alle altre?

Legittimamente ci si chiede cosa sarebbe la Juve senza Allegri e Allegri senza la Juve.

Detto ciò, la speranza rimane sempre la stessa: ottavo Scudetto, quinta Coppa Italia e l’agognata Champions. Nel caso, ubriachiamoci di gioia e dipingiamo Allegri come un maestro di vita. A Giugno però lasciamo che le strade si separino, così potremo finalmente avere una risposta.