DAI LETTORI – Bonucci, il geometra

di Juventibus |

Bonucci

di Vincenzo Spadola

Mi è capitato di rivedere molte volte in questi giorni il lancio di Bonucci a Giaccherini, che ha fruttato il primo gol agli Europei all’Italia. Bonucci, se contro Higuain allungando la punta dei piedi fino a sfiorare la palla che era destinata sulla testa del bomber dei bomber è sembrato Carla Fracci, l’altro giorno è sembrato un geometra: il lancio è stato millimetrico, quasi disegnato con un righello lungo poco meno di 50 metri ed è arrivato sui piedi di Giaccherini puntuale come un TGV francese (quando non c’è sciopero, ovviamente).

Riguardandolo, mi è venuto in mente quando nell’estate del 2010 Bonucci è sbarcato alla Juventus proveniente dal Bari. E’ arrivato in ritiro un paio di giorni prima dei suoi nuovi compagni, per prendere contatto con l’ambiente e cominciare ad allenarsi. Quella stagione non fu per lui memorabile ed anzi alla l’estate successiva si parlò spesso di una sua cessione. Ma poi per fortuna rimase e in questi sei anni è maturato ed è cresciuto tantissimo, tanto da diventare il perno più importante della difesa juventina e di quella della nazionale. Ranocchia era il suo collega di reparto al Bari, era considerato più forte di lui, ma non ha avuto evidentemente una società e degli allenatori che lo hanno aiutato a crescere. Bonucci oggi pare insostituibile sia nella Juventus che in nazionale, di Ranocchia si sono perse le tracce da un po’.

Oggi si parla di lui come del nuovo Beckenbauer ed il suo valore è stimato in circa 60 milioni di euro (ma per questo tipo di argomenti è bene leggere l’esperto Sandro Scarpa). E anche oggi, come nei mesi primaverili, si parla solo di lui in tv, nelle trasmissioni calcistiche. Solo che se prima l’hashtag era #ammonitebonucci, oggi è #bonuccinuovobeckenbauer.