DAI LETTORI – Buena suerte, Alvarone!

di Juventibus |

di Mariano Pio Gorgoglione

Tema del giorno: l’intervista rilasciata da Alvaro Morata al quotidiano As.
“Mi deseo es jugar y triunfar en el Madrid” titolone in prima pagina.
Confesso: dopo quello “spero che si risolva tutto prima del 13 giugno (data del debutto della Spagna all’Europeo, ndr) perché è scomodo stare qui e pensare di dover aiutare il tuo Paese con il telefono in mano”, ho fatto fatica a proseguire. Chiedo venia ai nazional-patriottici.
La lettura del Morata pensiero, comunque, l’ho portata a termine e, ingolosito, ne ho cominciata un’altra, ben più divertente: le reazioni social della nostra tifoseria. Uno scontro titanico tra 2 correnti di pensiero: la prima, minoritaria ma sempre ben rappresentata (soprattutto con l’approssimarsi dell’estate), quella del #moriremotutti, con le varianti “Marotta dimettiti”, “cediamo i top player invece di comprarli”, “colpa di Allegri” (anche questa non manca mai); la seconda, attualmente in vantaggio, è quella del #moratabidoneingrato. La stessa ipocrisia di chi crede al per sempre e poi, quando lei lo saluta, dice che era racchia.
Cosa resta di questi 2 anni? Nei miei occhi l’immagine di un giocatore che è cresciuto moltissimo, ma avrebbe potuto raggiungere un livello ancora più alto per il potenziale che ha (e sta a lui capire perché non l’ha fatto). La consapevolezza che sarà una perdita assolutamente rilevante, ma non incolmabile.
E nel mio cuore questi 3 momenti (l’1-1 di Berlino non c’è perché fa ancora male): il gol che ammutolisce il suo Bernabeu e ci riporta in finale di Champions dopo 12 anni; quello slalom pazzesco contro i mostri del Bayern, che manda in rete Cuadrado; il gol dell’undicesima, all’ultimo respiro della sua ultima partita in bianconero, quella con cui lo ricorderemo. Ci mancherai Alvarone!
Buena suerte.