13-5-2012: uno stadio per Del Piero

di Maurizio Romeo |

Quattro anni fa allo Stadium io c’ero. Immaginavo che sarebbe stata una giornata emozionante e non potevo assolutamente mancare. Solo 6 anni prima pensavano di averci distrutto e invece avremmo alzato nuovamente noi la Coppa dello Scudetto. Il numero 30.

Non era solo quello però a portarmi lì, c’eri tu e la tua storia.
19 anni in bianconero vissuti insieme, tu da giovane promessa a Capitano, io da semplice ma acceso tifoso, in un certo senso legati da una cosa curiosa: una delle tue date importanti in bianconero, quella dell’esordio, coincide proprio con il mio 18° compleanno. Siamo “cresciuti” insieme, mi hai fatto spesso esultare fra gol e vittorie e io non potevo non essere a quella che probabilmente sarebbe stata la tua ultima allo Stadium. In un certo senso te lo dovevo.
Appena aperte le vendite sono andato in ricevitoria e sono riuscito a prendere uno degli ultimi biglietti disponibili, 80 € per essere seduto nel 2° anello Ovest in ultima fila. Dove sarei stato però mi importava poco, volevo esserci a qualunque costo.
Mi sono armato di macchina fotografica per immortalare quei momenti ma porto ancora dentro tutte le emozioni di quella giornata che sembrava scritta apposta per te.

Ho visto la tua ultima da Capitano a Torino.

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Ho visto il tuo ultimo gol in bianconero

Ho vissuto con un groppo in gola la standing ovation che ti ha riservato lo Stadium

Ho visto la tua emozione quando tornado in panchina tutto lo stadio continuava ad applaudirti…

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…e ti ha richiamato in campo per un giro che è sembrato eterno pieno di applausi, lacrime e sorrisi…

Per un quarto d’ora non ho visto la partita, come probabilmente tutti quelli che erano allo stadio quel giorno. Ho guardato e applaudito solo te scattando una delle foto forse più belle.

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Ti ho visto commuoverti e alzare la Coppa dello Scudetto da Capitano, una rivincita che hai meritato non lasciandoci mai, nemmeno nei momenti più cupi.

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Ma soprattutto ho visto giocare, segnare e vincere quel ragazzo di Conegliano che come me nella sua stanza aveva il poster di Platini, un ragazzo di nome Del Piero. Una favola che potrò raccontare a mio figlio.