124 anni di Juve: una storia gloriosa oltre il buio del momento

di Mauro Bortone |

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124 anni di vita e non sentirli: è il compleanno della Juventus, la Vecchia Signora che ci fa battere il cuore da sempre aggiunge un altro traguardo alla sua storia intensa e bellissima. Dalla fondazione di un gruppo di studenti al lungo connubio con la famiglia Agnelli, per poi diventare la squadra più titolata d’Italia, la prima a vincere tutte le coppe internazionali e a simboleggiare sogni, fatica, abnegazione, voglia di vincere. Perché “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

È la storia di due colori, il bianco e il nero, una fusione di opposti che sa di eleganza e tradizione. Sul campo, sudore, fatica e piedi buoni, tanti come quelli dei campioni che hanno indossato una maglia gloriosa, che ha fatto sognare milioni di tifosi e che ancora oggi scalda il cuore di molti di noi. Perché la nostra vita, senza la Juve, senza quei colori, è un po’ più brutta e a tinte grigie.

Per questo, ciascuno di noi porta in dote memorie legate alle gioie e inevitabilmente anche alle sconfitte, ai dolori, alle ingiustizie, quelle più dure da digerire come nell’estate del 2006. Ma la storia della Juve è quella del “fino alla fine”, di risalite oltre l’impensato, di gioie nuove e di un futuro che osserva il passato senza rimpiangerlo. Perché si vive in avanti, “Live Ahead”, alla ricerca del prossimo sogno da cullare e dell’obiettivo da raggiungere.

Certo, festeggiare oggi la bellezza di una storia, facendo i conti col buio presente in cui la squadra è nel limbo di una classifica mediocre a sedici punti dalla venta ad appena un quarto di stagione, appare difficile. E non se ne esce col solito scontro tra fazioni, allegriani che difendono il mister oltre ogni ragionevole dubbio e non allegriani che lo attaccano a prescinderei, perché la situazione supera persino le convinzioni personali e forse sarebbe riassumibile in un concetto molto semplice e ugualmente doloroso: il ciclo è finito e purtroppo, quando accade, accade sempre nel peggior modo possibile.

Ma la storia della Juve è proprio quella di chi ha il dovere di rialzarsi e provare a riscrivere un’altra storia possibile, quella che può fissare i cardini per una nuova stagione. Perciò non c’è dibattere troppo alla ricerca del singolo capro espiatorio: il momento è questo, la squadra è questa, l’allenatore è questo e persino la dirigenza è questa. Niente attese messianiche su singoli che vestono il ruolo di salvatori della patria. Dal momento se ne esce assieme: tutti sono sul banco degli imputati, chiamati a dimostrare di poter giocare nella Juve, e ugualmente responsabilizzati a dare qualcosa in più, perché questi colori non meritano, al netto della fine dei cicli, tanta pochezza.

E anche ai tifosi il compito nel giorno del compleanno della Juve è proprio quello di amare la Vecchia Signora e di non farle mancare il proprio affetto proprio nel momento in cui è più fragile. Scriveva Alda Merini, la Poetessa dei Navigli (di cui ricorre il dodicesimo anniversario della morte): “Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”. E allora buon compleanno, Juventus, e buon compleanno, fratelli bianconeri.