I 12 mesi di Moise Kean

di Stefano Francesco Utzeri |

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Una stagione e poco più dopo il primo gol in Serie A, nella vittoriosa quanto superflua trasferta di Bologna, Moise Kean è pronto a ritagliarsi nuovamente uno spazio nella Juventus. Il diciottenne di Vercelli negli ultimi dodici mesi ha tracciato un importante percorso di crescita personale, alternando momenti di esaltazione ad altri di difficoltà, dentro e fuori dal campo, e oggi sembra avere le carte in regola per ritagliarsi quantomeno uno spazio da comprimario nella rosa.

Non è un caso che la società abbia deciso di tenerlo almeno fino a gennaio nonostante un minutaggio presumibilmente risicato, preferendo rinunciare a prestiti poco valorizzatori. Le esperienze con l’Under 19 e l’Hellas Verona hanno forgiato tratti del carattere e del modo di giocare a calcio di Kean fino ad allora grezzi. Il prestito ai gialloblù ha sicuramente aiutato Moise a crescere a 360°. Sotto la guida di Pecchia ha guadagnato, ai danni dell’esperto Giampaolo Pazzini, i gradi di centravanti titolare di una squadra che doveva letteralmente “azzannare” ogni centimetro d’erba per poter pensare di lottare per la salvezza. Obiettivo non centrato, ma a Kean l’esperienza ha comunque donato una diversa consapevolezza dei propri mezzi tecnici e fisici.

Nel corso della stagione si è dovuto confrontare con continuità con l’impatto fisico delle difese di Serie A, con le quali non ha potuto godere dell’esuberante vantaggio fisico come gli era spesso capitato nei settori giovanili, imparando anche a lavorare spalle alla porta. L’impatto è stato positivo: a soli 17 anni Kean è riuscito a diventare un punto di riferimento per la manovra dei veronesi che hanno potuto far affidamento sul suo lavoro per far salire la squadra e talvolta riuscendo anche a segnare.

Gol che hanno avuto anche un peso specifico importante, andando ad analizzarli uno ad uno: nelle tre partite in cui Kean ha messo la sua firma l’Hellas è riuscita sempre a portare a casa dei punti, 4 gol che sono valsi 7 punti in 3 partite, poco meno di un terzo dei 25 punti totalizzati dal Verona nella passata stagione.
Le reti segnate, per il modo, l’avversario e i momenti in cui sono state realizzate, hanno sicuramente dimostrato quanto il ragazzo nonostante la giovane età abbia già le doti del finalizzatore dai gol pesanti.

In particolare, quelli contro Torino e Milan sono stati l’apice della stagione dell’attaccante bianconero. Contro i granata, nel suo personalissimo derby, il gol al 94’ ha portato a termine una insperata rimonta dal 2-0 per il Toro, mentre col Milan ha chiuso la partita alla prima occasione utile all’inizio del secondo tempo. Sotto il profilo umano, la retrocessione dell’Hellas gli ha fatto assaggiare un’esperienza che non avrebbe mai potuto vivere sulla panchina della Juventus.

 

Nel video, oltre al notevole lavoro come punto di riferimento spalle alla porta e al continuo svariare su tutto il fronte offensivo, notiamo anche come nello sviluppo del contropiede che porta al suo gol (il momentaneo 2-0 in avvio di ripresa), Moise si isoli sulla fascia opposta allo svolgimento dell’azione tenendo larghe le maglie della difesa rossonera. Nel momento in cui l’azione si avvicina all’area di rigore, attacca la porta sul secondo palo, ma immediatamente va a smarcarsi con un contro-movimento che gli è utile anche a coordinarsi al meglio per colpire il pallone di prima intenzione togliendo il tempo sia al portiere, che al difensore per intervenire.

 

Spesso, agendo da centravanti in 4-3-3 più simile ad un 4-5-1, Kean ha dovuto agire da regista offensivo retrocedendo a giocare il pallone anche a oltre 30 mt dalla porta, facendo da punto di riferimento per la manovra nella metà campo offensiva.
 
 

Con le selezioni della Nazionale Italiana, invece, Kean si è imbattuto in qualche spiacevole episodio fuori dal campo, salvo poi farsi perdonare a suon di gol con la maglia dell’Under 19, e con la doppietta nell’esordio in Under 20. I più attenti ricorderanno che la stagione 17/18 di Moise è cominciata con l’episodio dell’allontanamento dell’attaccante dal ritiro degli Azzurri U19, assieme all’amico e compagno di reparto Scamacca. I due erano stati autori di una serie di scherzi ritenuti dallo staff della selezione “eccessivi”. Un episodio che ha fatto vacillare tanti tifosi della Juventus sul buon senso e la maturità del ragazzo di Vercelli, che tuttavia si è riscattato comportandosi sempre in maniera ineccepibile nel prosieguo dell’annata.

Con l’U19 l’opportunità di riscatto si è presentata durante l’Europeo di categoria. Convocato dopo tanti mesi di assenza, ha messo a segno 4 gol consecutivi, di cui due nella finale poi persa contro il Portogallo. Subentrato nel secondo tempo della finale contro il Portogallo, quando gli azzurrini erano già sotto 2-0, Kean è riuscito a realizzare una doppietta decisiva per la rimonta. Una dimostrazione di forza, talento e convinzione nei propri mezzi tecnici che finora aveva svelato solo nei campionati giovanili.

 

 

La capacità di attaccare lo spazio giusto in area di rigore smarcandosi efficacemente si è vista anche nell’Europeo, in particolare in occasione del gol alla Norvegia e poi del secondo durante la finale.

 

Questa stagione, invece, a conferma di una maturità ormai raggiunta, è cominciata nel migliore dei modi. All’esordio con l’Under 20, durante la sosta dei campionati di settembre, sono già arrivati due gol. E’ arrivata subito anche la convocazione nell’U21 di Di Biagio per le partite contro Belgio e Tunisia, in seguito all’esordio stagionale concessogli da Mister Allegri in occasione degli ultimi minuti della partita di Champions League contro lo Young Boys.
Proprio contro il Belgio il CT ha deciso di lanciarlo subito titolare al centro di un tridente. Purtroppo per l’Italia è arrivata una sconfitta. Per Kean una serata non molto positiva, servito poco e male dai compagni, tanto da guadagnarsi solo una volta la possibilità di concludere in porta in maniera “pulita”.

Dopo una crescita evidente dentro e fuori dal campo, nel giro di poco più di un anno, ora Moise Kean è pronto per una maglia bianconera, e dovrà provare a farsi trovare pronto per saper sfruttare al meglio i pochi minuti che la stellare squadra di Allegri potrà concedergli.