#10YearsChallenge: dove eravamo e dove siamo

di Alex Campanelli |

#10yearschallenge

#10YearsChallenge è l’hashtag che sta spopolando in questi giorni sui social, e anche Juventibus partecipa a modo suo all’iniziativa: vi ricordate dov’eravamo e chi eravamo esattamente 10 anni fa, il 18 gennaio 2009? Proviamo a fare un gioco, confrontando i diversi aspetti, un viaggio nel tempo relativamente breve ma che ci racconterà tantissimo dell’inquantificabile salto compiuto nell’ultimo decennio.

Serie A

2009

La Juventus di Claudio Ranieri, al suo secondo anno sulla panchina bianconera, ha appena pareggiato all’Olimpico contro la Lazio per 1-1, rete di Ledesma sul primo vero errore stagionale di Manninger e gol del pari siglato da Olof Mellberg. Seconda ad appena 3 punti dall’Inter capolista e ad altrettante lunghezze dal Milan terzo, la Juve sembra aver trovato la propria dimensione: dopo la sconfitta di San Siro proprio coi nerazzurri, ha infilato 5 vittorie consecutive, striscia appunto interrotta dal pari con la Lazio, risultato che lascia l’amaro in bocca vista l’impronosticabile caduta della capolista a Bergamo. La squadra di Ranieri mollerà la presa di lì a poco, perdendo contro Udinese e Cagliari e dando così l’addio definitivo a uno Scudetto solo sognato.

2019

Reduce dai festeggiamenti post Supercoppa Italiana, vinta sul Milan per 1-0 con gol di Cristiano Ronaldo, la Juve del quattro volte campione d’Italia Massimilano Allegri guida la classifica del campionato con 9 punti di vantaggio sul Napoli, forte di 17 vittorie e 2 pareggi nel solo girone d’andata. Chiuso il 2018 con la vittoria sulla Sampdoria, 2-1 grazie al solito Cristiano, la Juve si appresta ad ospitare il Chievo nella prima giornata del girone di ritorno.

Champions League

2009

C’è Il Chelsea sul cammino europeo della Juve che per la prima volta, dopo il terremoto Calciopoli, affronta la maggior competizione continentale. Inserita in un girone complicato con Real Madrid e Zenit San Pietroburgo, oltre ai bielorussi del Bate Borisov, la Signora ha trionfalmente chiuso al primo posto il raggruppamento, forte della doppia vittoria sui madrileni grazie alle magie di Alex Del Piero, salutato al Bernabeu da una standing ovation da brividi. Sfortunata nel pescare la più scomoda tra le seconde classificate, sarà proprio il Chelsea di Hiddink ad eliminare la compagine di Ranieri, coi gol di Drogba che vanificano gli sforzi di Del Piero e Iaquinta.

2019

La prima Juve di Ronaldo ha vinto in maniera piuttosto agevole un girone che la vedeva favorita, con Manchester United, Valencia e Young Boys a giocarsi il secondo posto, poi conquistato dagli inglesi. Pur perdendo in casa con lo United e, abbastanza sorprendentemente, in Svizzera con lo Young Boys, i bianconeri hanno conquistato la vetta grazie alla doppia vittoria di cuore e carattere col Valencia e alla sontuosa prestazione dell’Old Trafford, un 1-0 per nulla eloquente. Agli ottavi la banda Allegri se la vedrà con l’Atletico Madrid di Simeone, probabilmente il cliente più scomodo tra quelli possibili.

La rosa: difesa

2009

I persistenti problemi fisici di Buffon hanno portato Secco e Blanc a investire su un estremo difensore d’esperienza, quel Manninger che non demeriterà nell’arco della stagione. Davanti a Gigi o all’austriaco, l’affidabile coppia centrale formata da Chiellini e Legrottaglie, quest’ultimo spesso alternato al nuovo acquisto Mellberg, ex capitano dell’Aston Villa prelevato a parametro zero. I problemi più grandi riguardano le fasce: né MolinaroGrygera paiono essere all’altezza delle migliori squadre del campionato, tantomeno delle big continentali, al punto che vengono adattati da terzini il già citato Mellberg e Brazzo Salihamidzic. Le speranze di dirigenza e tifosi sono riposte nel giovane che, da subentrato, ha messo a ferro e fuoco la difesa del Milan: parliamo di Paolo De Ceglie.

2019

Il ritorno di Bonucci ha restituito alla retroguardia juventina quel quid di qualità che era mancato nella stagione precedente, che facilita di molto l’uscita della palla dalla propria trequarti, anche grazie all’apporto dell’altro nuovo acquisto, quel Joao Cancelo che in questo periodo non può non essere considerato tra i migliori terzini del mondo, così come il suo dirimpettaio Alex Sandro. Dirige l’orchestra il maestro Giorgio Chiellini, mentre al sentimentalmente dolorosissimo addio di Buffon la Juventus ha sopperito acquistando dal Genoa Perin ma soprattutto promuovendo a numero 1 Wojciech Szczesny, protagonista di un’ottima prima parte di stagione, per tecnica e personalità.

La rosa: centrocampo

2009

A lungo inseguito Xabi Alonso, la Juve ha infine consegnato le chiavi del proprio centrocampo a Christian Poulsen, danese proveniente dal Siviglia famoso in Italia soprattutto per lo sputo ricevuto da Totti a Euro 2004. L’ottimo Cristiano Zanetti visto nella stagione precedente è spesso costretto a dare forfait per infortunio, così Ranieri rispolvera Tiago e si affida sempre più spesso all’emergente Marchisio, reduce da un’ottima stagione in quel di Empoli, di fatto un titolare vero e proprio così come Sissoko, anch’egli non sempre integro ma prezioso soprattutto per il suo contributo senza palla. Sulle fasce, il 4-4-2 di Ranieri vede ancora Nedved (all’ultima stagione da professionista) e Camoranesi, con Marchionni prima alternativa e Giovinco, tornato anche lui dall’apprendistato a Empoli, utilizzato ora da esterno ora da seconda punta.

2019

Partita per giocare col 4-2-3-1, la Juve di Allegri si ritroverà presto a doversi nuovamente appoggiare al centrocampo a 3; gli infortuni e la condizione approssimativa di Khedira facilitano l’ascesa del ’97 Bentancur, ottimo ai mondiali con l’Uruguay e, pur non ancora completamente maturo, perfetto complemento per le corse e i muscoli di Matuidi e la creatività e le geometrie di Pjanic, regista spesso criticato ma preziosissimo. Ancora difficile giudicare Emre Can, centrale che offrirà ancora più opzioni alla Juventus una volta raggiunta la condizione ottimale.

La rosa: attacco

2009

Alla miglior coppia d’attacco della stagione precedente, Del Piero-Trezeguet con 41 reti in due e titolo di capocannoniere al primo, la dirigenza ha affiancato Amauri, ottimo in quel di Palermo e apparentemente inarrestabile nella stagione allora in corso, miglior marcatore della Juve con 11 reti nel solo girone d’andata e la doppietta al Milan come fiore all’occhiello; i fatti racconteranno un futuro ben diverso. Falsa partenza invece per Iaquinta, dopo una prima stagione in bianconero che faceva ben sperare, e lo stesso Trezeguet, fermato da un brutto infortunio che ne comprometterà di fatto l’intera annata.

2019

Il calcio italiano è stato scosso in estate dal terremoto chiamato CR7: nessuno poteva prevedere l’approdo di Cristiano Ronaldo in bianconero, non prima di un’estate che difficilmente verrà dimenticata. L’impatto dell’asso portoghese sulla Juve e sulla Serie A è devastante da qualsiasi punto di vista: non c’è rivista, programma o evento sportivo nel quale non si parli di Cristiano, che nel frattempo è diventato il giocatore più influente della Serie A con 14 reti e 5 assist in 19 partite, oltre al recentissimo gol che ha regalato la Supercoppa alla Juve. Attorno a lui, una batteria d’esterni non sempre sfruttata al massimo composta da giocatori di livello assoluto quali Douglas Costa (imprendibile nella scorsa stagione, non ancora completamente inserito nelle rotazioni in questa), Cuadrado e Bernardeschi, mentre il centravanti Mandzukic ha inaspettatamente (per molti) giovato dalla presenza di Cristiano, andando a segno con medie sconosciute negli anni precedenti. Ancora un rebus la posizione di Dybala, che ha comunque chiuso il 2018 come miglior marcatore bianconero in Champions League.

Dirigenza e guida tecnica

2009

Il presidente della Juventus, per il terzo anno consecutivo, è Giovanni Cobolli Gigli, ex amministratore delegato dei gruppi Mondadori e Rinascente, che ha affidato l’area tecnica a Jean-Claude Blanc, che gli succederà alla guida del club nella stagione successiva, ed Alessio Secco, team manager ai tempi della gestione Moggi e successivamente direttore sportivo; Amauri e Poulsen i principali fiori all’occhiello della sua campagna acquisti. Sulla panchina bianconera siede Claudio Ranieri, confermato dopo il terzo posto da neopromossa e, dopo qualche sbandamento d’inizio stagione, saldamente a ridosso della prima posizione. A due partite dal termine della stagione, dopo una serie di risultati negativi, verrà sostituito da Ciro Ferrara, che grazie ai 6 punti contro Siena e Lazio verrà confermato anche nella stagione successiva.

2019

Andrea Agnelli ha appena conquistato il suo quindicesimo trofeo da quando riveste la carica di presidente della Juventus, il presidente della rinascita che ha portato la Juve dal settimo posto al settimo scudetto consecutivo. Al suo fianco non c’è più Beppe Marotta, che con un coup de théâtre ha annunciato che il suo contratto con la Juve non sarebbe stato rinnovato e si è accasato all’Inter, col braccio destro Fabio Paratici a prenderne il posto. Per la quinta stagione consecutiva, sulla panchina bianconera siede Massimiliano Allegri, unico allenatore dei maggiori campionati europei ad aver centrato per 4 volte di fila la doppietta Campionato-Coppa Nazionale, con due finali di Champions raggiunte in 4 anni, dall’epilogo purtroppo dimenticabile, e che con la Supercoppa Italiana ha messo in bacheca il suo decimo trofeo da tecnico della Juve-

Tifosi

2009

La stagione 2007/2008 è stata quella della rinascita, della novità di una Juve non più favorita ma ottima guastafeste, del desiderio di rivalsa nei confronti dell’Inter culminato con la vittoria di San Siro. Passato l’anno di rodaggio, i tifosi, pur scoraggiati dalla falsa partenza della squadra di Ranieri e dalla sconfitta di misura proprio coi nerazzurri, continuano a credere nello Scudetto nonostante una rosa evidentemente meno attrezzata di quella della squadra di Mourinho. Il cammino europeo della Juventus e i gioielli di Del Piero al Real hano galvanizzato supporter bianconeri, che si sentono legittimati a sognare anche in Champions League.

2019

Il tifo bianconero è decisamente spaccato in due: da una parte c’è chi ogni settimana sogna grazie alle prodezze di Cristiano e dei tanti campioni presenti in rosa e si gode il ciclo più vincente della storia juventina, dall’altra c’è chi vorrebbe di più, scoraggiato da un gioco non sempre convincente e preoccupato dalle prestazioni di Dybala o dallo scarso impiego di Douglas Costa. Se in campionato il margine sul Napoli è rassicurante anche per i più scaramantici, l’ottavo di Champions contro l’Atletico Madrid di Simeone desta non poche preoccupazioni; la Juve arriva da favorita, ma a detta dei più serviranno prestazioni ben più convincenti rispetto a quelle delle ultime uscite per avere la meglio dei colchoneros.

Che dite, si stava meglio quando si stava peggio?