10 Talking Points: Roma-Juve, un punto agrodolce

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points“, ecco le dieci cose che ci ha detto Roma-Juventus:

1. Un punto agrodolce. Piuttosto rivedibili i primi 60 minuti, grande orgoglio e carattere nell’ultima mezz’ora in dieci uomini. È un pari che ci restituisce una dimensione diversa rispetto a quella percepita domenica scorsa, ma che, analizzando il match,  ha il sapore di un punto guadagnato più che di due persi.

2. Come ampiamente detto lunedì scorso, era (ed è) ancora troppo presto per fare valutazioni. Molti si erano immaginati la marcia su Roma della Juve di Pirlo, ma hanno dovuto riportare i piedi per terra. La squadra è ancora acerba, c’è tanto lavoro da fare, tanti giocatori da recuperare e tanta strada da percorrere. Se qualcuno si aspettava mesi di goleade, sorrisi e calcio-spettacolo, probabilmente stamattina si sarà svegliato sudato. Dopo nove anni di trionfi dovremmo sapere bene quanto è difficile e mai banale continuare a vincere. Mai come quest’anno lo sarà ancora di più.

3. Seppur la squadra abbia faticato e non poco, Pirlo non si scompone. Ai microfoni sa cosa dire e come dirlo. Le idee chiare di cui vi parlavo lunedì scorso non sembrano esser state offuscate da questo pareggio. Quanto all’entusiasmo, addirittura Ronaldo ha sottolineato che quest’anno si respira un clima diverso e che prospetta un futuro molto positivo. Al campo l’ardua sentenza.

4. Troppo campo concesso tra le linee, reparti distanti e coperture preventive che saltavano come i tappi di champagne a capodanno. La Roma ha avuto non meno di tre palle gol nitide (una sui piedi di Mkhitaryan nel primo tempo e due su quelli di Dzeko nel secondo), che avrebbero potuto (e forse dovuto) cambiare sensibilmente l’esito finale della partita. Non averla persa, considerata anche l’inferiorità numerica, è sicuramente un merito. Ma fosse finita 4-2 non ci sarebbe stato nulla di strano e questo deve senz’altro far suonare qualche campanello d’allarme.

5. Dopo un ottimo esordio, molto insufficiente la coppia mediana McKennie-Rabiot. L’americano sembra aver accusato l’innalzamento del palcoscenico, il francese autore di due ingenuità (rigore ed espulsione) clamorose, decisive e inaccettabili. Anonimi anche Kulusevski e Cuadrado, male in generale tutta la linea iniziale di centrocampo.

6. Di contro, entrati molto bene Arthur e Bentancur, che pur chiamati in causa in inferiorità numerica, hanno saputo dare un contributo silenzioso ma determinante, sia offensivamente che difensivamente. Devono entrambi recuperare la condizione fisica ottimale, ma non è da escludere che possano essere loro la coppia titolare.

(CR)7. Se qualcuno si stesse ancora chiedendo perchè a 35 anni gli diamo 31 milioni, sappia che sono solo un “rimborso spese“, perchè ogni volta deve arrivare da un altro pianeta. Lunga vita al Re!

8. Un piacere aver riabbracciato Morata in bianconero e averlo rivisto in campo con quella maglia. Anche lui deve mettere minuti e allenamenti nelle gambe, non giudicatelo per due terzi di una gara complicata, dopo una settimana altrettanto complicata. Può essere l’uomo giusto, conosce l’ambiente, lo spogliatoio e l’allenatore e avrà modo di ricordarci perchè lo abbiamo amato. Bentornato Alvaro!

9. Vorrei ricordare che, comunque, mancano ancora tanti pezzi del puzzle. La squadra che stiamo vedendo è, a tutti gli effetti, a mezzo servizio. I primi minuti di Arthur sono arrivati, ma attendiamo ancora quelli di Dybala, per poi arrivare a quelli di De Ligt. Non sono assenze che si può far a meno di notare. Grande curiosità di vedere questa Juve a pieno organico, speriamo di poterlo fare presto.

10. E adesso, testa al Napoli, che si presenta con 6 punti, 8 gol segnati e 0 subiti in due partite. Non male come biglietto da visita. Sarà un altro test importante, che potrà dirci qualcosa in più rispetto a questa strana trasferta romana. Dodici mesi fa fu una delle partite più belle e pazze della stagione. Ci sono tutti i presupposti affinché possa esserlo anche quest’anno. Obbligatorio farsi trovare pronti, con la voglia e la fame di sempre, fino alla fine.