10 Talking Points: Spezia-Juve e il ritorno del Re

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points” , ecco i dieci spunti che ci ha dato Spezia-Juventus:

1. È giunta l’ora dei risultati e sono tornati i 3 punti. La squadra ha fatto il suo dovere e lo ha fatto bene, con un piglio decisamente diverso rispetto alle precedenti gare disputate. Serviva una vittoria convincente per restituire fiducia ed entusiasmo all’ambiente ed è arrivata puntuale, ma bisogna continuare a lavorare per dare continuità alle prestazioni e ai risultati.

2. Raccogliere il seminato deve essere un must di questa Juve. Produrre tante occasioni è un merito nella misura in cui si ha la cattiveria e il cinismo di concretizzarle. Segnare 4 gol può e deve diventare un’abitudine, non una cosa che capita ogni tanto (non accadeva da 15 partite, nel lontano Juventus-Torino di inizio luglio).

3. Centrocampo più robusto. È questo l’accorgimento apportato da Pirlo dopo il naufragio difensivo di mercoledì contro il Barça. Scelta che, a prescindere dalla sua buona riuscita di ieri, par essere la più logica per gli equilibri della squadra, poiché persegue una duplice finalità: garantire maggiore solidità e riservare un’arma in più a partita in corso.

4. Morata e Danilo sempre più punti fermi di questa squadra, sempre più incisivi nelle prestazioni e decisivi nei risultati. Sono tornati Dybala e Cristiano, torneranno Chiellini e De Ligt, ma togliere un posto a quei due sarà dura per tutti. I due acquisti più criticati degli ultimi due anni stanno rispondendo sul campo a dubbi e scetticismi: imprescindibili.

5. Esperimento Arthur vertice basso: riuscito. A Cesena, il brasiliano è stato indiscutibilmente fra i migliori in campo, ogni manovra è passata dai suoi piedi, statistiche impressionanti per palloni giocati e passaggi riusciti. Pirlo ha sostenuto fin dal principio che i nostri centrocampisti non sono né play né mezz’ali, ma il centrocampo a tre ha funzionato bene. Resterà un esperimento o diverrà una soluzione stabile? Lo scopriremo nei match a venire.

6Unica nota negativa: el diezSostituito al 50′, l’unico sotto la sufficienza. Deve recuperare condizione, lo sappiamo, lo ha ribadito anche Pirlo, che ha preso le sue difese nel post-partita. La stagione, però, è già nel vivo ed il tempo di mettere minuti nelle gambe è finito. Sono certo che Dybala sarà una risorsa importante anche in questa stagione, ma dovrà tornare ad essere quello del pre-infortunio, perchè quest’anno, per avere una maglia da titolare, non basta avere il dieci dietro la schiena. Serve qualcosa in più.

(CR)7. Il Re è tornato e ci ha messo due minuti e sedici secondi per ricordarci che non viene da questo pianeta. Quinto gol stagionale in 215 minuti giocati, una media di uno ogni 43′. Trentesimo gol nelle ultime 30 partite con la maglia della Juve, settantesimo totale in due anni e tre partite. È storia in movimento, è il Re, è tornato ed è un privilegio vederlo giocare, specie con questa maglia. Siamo tutti testimoni.

8. Dopo settimane di perplessità, cantiere, dubbi e critiche, dopo 4 punti persi con Crotone e Verona e dopo esser stati maltrattati dal Barça, guardi la classifica e vedi Napoli e Inter (alle griglie di partenza date per favorite per la lotta scudettosotto di te. Ed è in quel momento che capisci quanto siano stati duri questi nove anni.

9. Dare continuità di prestazioni e risultati sarà adesso fondamentale per consentire al gruppo di lavorare e di continuare a crescere con serenità e fiducia. La squadra sarà a breve al completo e sarà questo il mese in cui, forse, riusciremo ad avere un’idea più chiara sul progetto di questa nuova Juve.

10. Ora, sette giorni fondamentali, 6 punti importanti da portare a casa sul campo con Ferencvaros e Lazio e, poi, l’esito del ricorso di Juve-Napoli lunedì prossimo. Obiettivo: arrivare alla sosta con rinnovato entusiasmo e qualche certezza in più.


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