10 Talking Points: 4 schiaffi alla CR-isi

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points”, ecco i dieci spunti che ci ha dato Parma-Juventus:

1. Vittoria di rabbia. Gara dominata in lungo e in largo, per la prima volta in questa stagione il risultato non è mai stato in discussione. La voglia di riscattarsi dopo il pari con l’Atalanta si è vista per tutti i novanta minuti, specie da parte dei singoli che in quella gara non hanno brillato (Morata e Ronaldo su tutti). Continuare su questa strada, la nostra, che è quella giusta.

2. Finalmente una goleada (e si può ancora far di più)! Una delle note su cui più ho battuto in questo inizio di stagione è la mancanza di cinismo e di cattiveria sotto-porta e quella sensazione di non voler uccidere le partite che in tante occasioni abbiamo avvertito. Ieri sera, invece, si è vista una Juve spietata, senza scrupoli, che non ha avuto remore a piegare l’avversario senza mai dargli la possibilità di pensare che potesse uscire dal campo con un risultato diverso dalla sconfitta. Speriamo che questo atteggiamento diventi la regola e non l’eccezione.

3. A Cesare quel che è di Cesare, a Pirlo quel che è di Pirlo. A prescindere da come andrà il seguito della stagione, bisogna dare atto che l’impronta data da Pirlo in tre mesi è più chiara e marcata di quella che Sarri era riuscito a dare in un anno. La squadra ha un’identità e va avanti nel suo percorso, con le sue idee. Visti i numerosi cambiamenti introdotti, non era così scontato raggiungere un tal grado di coesione in così poco tempo.

4. In tema di numeri quattro, ennesima maestosa prestazione di De Ligt, per il quale gli aggettivi sarebbero insufficienti a descrivere la sua importanza in questa squadra, che deve quasi esclusivamente a lui il primato della miglior difesa del campionato. Ad altri mille di questi flop di mercato!

5. Eclettismo in mezzo al campo. Mai riproposta la stessa linea di centrocampo per due partite consecutive, ma chi viene chiamato in causa risponde presente. Avere segnali positivi anche dalle “seconde scelte” sarà fondamentale per consentire a chi ne avrà bisogno di rifiatare visto il fitto calendario che ci aspetterà anche nel mese di gennaio.

6Il ritorno del Moraldo. Dopo la più brutta prestazione del tandem andata in scena con l’Atalanta, direi che si sono fatti  ampiamente perdonare. Tre gol e due assist ieri, 16 in totale per il duo più prolifico della serie A (a pari merito con Lukaku-Martinez). Premesso che io sarei il primo sostenitore del tridente, se qualcuno lamenta che Dybala sia una riserva di questa squadra, lo sfido a far sedere uno di questi due.

(CR)7. La gloria dei titolisti che non hanno visto l’ora di ritirare fuori “il problema Ronaldo” è durata tre giorni. Poi, il Re è risalito in cielo, come un anno fa, per spiegare a tutti da che altezza ci guarda. Eterno.

8. Difesa altissima e riconquista veloce. Col Parma si è vista per novanta minuti una Juve in formato europeo, cosa che ci era riuscita a sprazzi in altre circostanze, ma che non avevamo mai avuto la continuità e la forza di mantenere per l’intero corso del match. Ieri ci siamo riusciti, complice probabilmente anche un avversario sfiduciato e in balia degli eventi dopo il doppio svantaggio. Lavorare per perfezionare questo approccio perchè, ormai, in Europa, si gioca e si vince così.

9. Trovare continuità, sarà questa la chiave del prossimo mese. Lo è sempre stata, probabilmente, ma lo sarà ancor di più in un gennaio che ci vedrà alle prese con le milanesi e con il primo trofeo stagionale. Obbligatorio farsi trovare pronti.

10. Martedì altri tre punti da prendere, con la stessa determinazione e la stessa fame di ieri, per goderci le feste e archiviare un anno difficile, che ha cambiato la vita di tutti e interrotto ogni vecchia abitudine, tranne una che ci portiamo dietro da nove anni e che neanche il covid ci ha portato via.