10 Talking Points: Juve-Verona, tra legni e rimpianti

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points“, ecco le dieci cose che ci ha detto Juventus-Verona:

1. Un pari amaro, sia per le tante (forse troppe) occasioni sfumate, complice anche un pizzico di sfortuna, sia per l’entusiasmo della squadra e dell’ambiente, costretto ad una nuova frenata dopo la convincente vittoria di Kiev. È ancora presto per parlar di classifica, ma sarebbe da ipocriti negare che senza i tre punti a tavolino col Napoli (peraltro non ancora definitivi) la situazione preoccuperebbe.

2. Colpe di Pirlo? Sul pari col Verona obiettivamente poche, forse una sola (aver schierato Bernardeschi titolare). La squadra ha obiettivamente prodotto un buon calcio e dire che Pirlo non stia facendo il suo lavoro sarebbe ingeneroso. Tuttavia, sappiamo tutti bene (Pirlo compreso) che alla Juventus conta solo il raccolto, non il seminato. Si è detto a più riprese che bisogna dare tempo e lo si sta dando fiduciosamente, ma le cartucce da sparare a salve stanno esaurendo e inizieranno presto a non essere più tollerati altri passi falsi.

3. Tre pareggi e tre punti in tre partite. Score drammatico, specie considerando gli avversari affrontati. Quanto peseranno questi punti persi potrà dircelo solo il tempo, per ora dobbiamo cancellarli e restare concentrati sui prossimi impegni. Non c’è tempo per rimuginare, ci attendono altre due settimane incandescenti prima della sosta.

4. Poca fortuna o poco cinismo? Probabilmente un po’ entrambi. 16 palle gol, 8 tiri in porta, 2 traverse e 1 gol annullato, questo il referto statistico del match. Sono dati di cui possiamo far tesoro e su cui bisognerà lavorare. Se produci così tanto è giusto concedere qualcosa, ma è inaccettabile concretizzare così poco.

5. Non posso credere a quel che sto per scrivere, ma se dovessi eleggere un MVP del nostro inizio di stagione sceglierei Danilo. Non so se sia il fratello, il cugino o il nipote di quello dell’anno scorso (e non voglio saperlo), ma in questo nuovo ruolo è un altro giocatore. Fra i migliori in campo in ogni partita giocata, ieri sera ennesima prestazione sontuosa, sta facendo ricredere tutti e, finché vestirà quella maglia, saremo ben contenti di ricrederci sul suo conto.

6. Molto positivo il rientro di Dybala dal primo minuto. Messe da parte le critiche, i diverbi, i dubbi e quell’alone di mistero sul rinnovo che continua a perseguitarlo come un’ombra, Paulo ha lasciato parlare il campo. Deve recuperare condizione e brillantezza, ma non sembra essere prescindibile la sua presenza in questa Juve.

7. Quanto sta mancando CR7? Più o meno come l’acqua nel deserto. In campionato, senza il Re, due gol e due punti in due partite. Con il Re, cinque gol e quattro punti. Abbiamo bisogno di lui per cambiare marcia. Speriamo di rivederlo in campo presto.

8. All’ottima prova di Chiesa a Kiev risponde una sontuosa mezz’ora di Kulusevski. Alla prima panchina stagionale, dopo una serie di prestazioni non troppo convincenti, col Verona lo svedese subentra e cambia la partita. Se qualcuno si fosse chiesto perchè l’avessimo acquistato, ieri ne ha avuto la risposta. Quest’anno abbiamo tante frecce per il nostro arco, sarà compito di Pirlo cercare di scagliarle al meglio.

9. Emergenza in difesa. Con l’infortunio di Bonucci, che si aggiunge a quello di Chiellini, e De Ligt non ancora pronto, rimane un solo centrale di ruolo, Demiral. Il protrarsi di questa situazione emergenziale potrebbe creare qualche grana a Pirlo. In attesa di capire quale sia l’entità del problema di Bonucci, vedremo se verranno accelerati i tempi del rientro di De Ligt o se verranno adottate soluzioni provvisorie.

10. Ed in un momento così particolare della stagione, arriva il Barça, in uno degli appuntamenti più prestigiosi e importanti della stagione. Una partita che avrà tanto da dirci e altrettanto da darci, qualcosa di più di un test di maturità, qualcosa di più di una prova di forza. Sarà una notte speciale, da vivere insieme, fino alla fine.


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