10 Talking Points: Juve-Dinamo e un 3-0 per scacciare i fantasmi

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points”, quinto appuntamento stagionale in formato Champions.

Ecco i dieci spunti che ci ha dato Juventus-Dinamo Kiev:

1. Una vittoria versatile: 2,7 milioni di premio, una chance per il primo posto da giocarsi a Barcellona e uno schiaffo ai fantasmi del campionato. Per molti probabilmente è stato un successo scontato, ma per i motivi che vi ho illustrato un senso lo aveva ed era importante ottenerlo. Lo abbiamo fatto e va bene così.

2. Prestazione non esaltante, ma sempre tante occasioni. Manca la sensazione di una manovra avvolgente, manca un regime di pressing asfissiante con difesa alta e riconquiste veloci, mancano tanti elementi per essere davvero dominanti e su questo si dovrà continuare a lavorare. Pur dovendo limare queste caratteristiche, è innegabile che la squadra riesca a produrre sempre e comunque un numero considerevole di palle gol. Anche ieri, 3 reti, una traversa e tantissime situazioni pericolose. Per ora ci accontentiamo di questo, nella speranza che si possa migliorare ancora la finalizzazione.

3. Consapevolezza e autostima. Questa vittoria dovrà servire soprattutto a questo, dimenticando gli inciampi in campionato e proseguendo in questo percorso di crescita. Il gruppo è ancora acerbo e può maturare solo con tempo, esperienza e risultati.

4. Quarta rete inviolata stagionale, con qualche brivido di troppo. Crescendo migliorerà anche questo dato, che contribuisce alla sicurezza della squadra e del reparto. Fondamentali i rientri di Bonucci e Demiral visti i numerosi impegni che ci attendono fino a Natale.

5. Consacrazione di Chiesa. Un gol, un assist e mezzo, ma soprattutto tanta voglia e tanta fame. Gli ingredienti giusti per vestire questa maglia.

6Sesto gol di Morata in UCL, capocannoniere della competizione. Leader in campo e fuori, perfetto anche ai microfoni. Che si può dire? Forse solo grazie a Paratici per questo regalo.

(CR)750. Si può solo essere onorati di avere in squadra un pezzo di storia contemporanea e di contribuire alla frantumazione di un record dietro l’altro. Impressionante la sua capacità di trovare sempre nuovi stimoli e di porsi ogni giorno nuovi traguardi. Road to 800, ma facciamo anche 1000 purché sia questa la maglia.

8. Riusciremo a trovare continuità? Il punto di snodo sta lì, ormai. Finora, ogni qualvolta si è messo in atto qualcosa di buono, lo si è puntualmente rimesso in discussione nella gara successiva. Questa altalena di umori e prestazioni non ha portato nulla di buono. Stabilità e continuità dovranno essere i must di questo mese di dicembre se si vuol pensare di ambire a qualcosa.

9. Al Camp Nou sarà un buon test, non solo perchè c’è in palio un primo posto che mai come quest’anno incide parecchio nel sorteggio, ma anche perchè potrebbe essere la “simulazione” di una ipotetica gara di ritorno nella fase a eliminazione diretta, in cui hai perso l’andata 0-2 e devi ribaltare il risultato. Sono queste le partite a cui la squadra dovrà rispondere presente nei mesi caldi. È bene avere già un assaggio da subito per esser più pronti quando servirà.

10. Testa al derby, in cui non possono essere ammissibili altri passi falsi. Serve una grande Juve, una grande prestazione, un gran Dybala e una gran vittoria, per arrivare a Barcellona con gli stimoli giusti e senza altri pensieri.


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