10 Talking Points: Juve-Atalanta tra luci, ombre e rimpianti

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a 10 Talking J-Points! Dopo il forfait post-Genoa (per il quale mi scuso), rieccoci a commentare i dieci spunti che ci ha dato Juventus-Atalanta:

1. Un punto guadagnato o due persi? È questa la prima cosa che vien da chiedersi al termine di questa dodicesima giornata di campionato. Nell’economia della partita, verrebbe da rispondere che siano due punti persi, vista la mole di occasioni sciupate nel secondo tempo e il rigore fallito. Tuttavia, se ci avessero chiesto di firmare per mantenere invariata la distanza dalla vetta della classifica dopo il match con l’Atalanta, penso che avremmo firmato tutti. A voi le conclusioni.

2. Ennesimo 1-1 (il quinto stagionale), sesto pareggio su 11 gare disputate (tavolino escluso). Score decisamente distante da una eventuale media-punti scudetto e non in linea con le precedenti stagioni, ma che al momento preoccupa il giusto. Analizzando questi pareggi e il modo in cui sono maturati (tra espulsioni, fuorigiochi, pali, traverse, gol nel recupero e rigori sbagliati), il conto è stato più salato del dovuto. Continuare a lavorare sui dettagli.

3. Pari che fa male al morale, meno alla classifica. Interrompere la piccola striscia di quattro vittorie (Dinamo, Torino, Barça e Genoa) fa senz’altro male alla ricerca della continuità, che subisce l’ennesima battuta d’arresto, ma ne fa molto meno alla classifica, nella quale prevale ancora grande equilibrio.

4. Troppo spreconi, more solito. Tantissime palle gol create e non sfruttate, alcune delle quali clamorose, e un rigore fallito. Il nostro problema più grande è ancora questo. È una Juve misericordiosa, non spietata, che perdona, non approfitta. Descrizione che sembra quasi un paradosso per una squadra che è campione d’Italia da 3147 giorni.

5. Fisiologico calo fisico. Alcuni giocatori iniziano ad accusare le fatiche che ci portiamo dietro da un mese in cui si è giocato sempre ogni tre giorni. Cuadrado e Cristiano su tutti, essendo fra quelli che hanno giocato di più, sono parsi a tratti in debito d’ossigeno. È inevitabile che sia così, ma abbiamo una rosa adeguata per sopperire a questo genere di problemi. Pirlo deve iniziare a gestire meglio le rotazioni e i cambi a gara in corso, che forse ieri potevano esser sfruttati meglio.

6Arthur assenza pesante. La sua qualità e le sue geometrie avrebbero senz’altro fatto più comodo di un confuso Rabiot contro il pressing dell’Atalanta. Speriamo che abbia preso solo una botta e che possa tornare presto in campo, perchè a Gennaio ci saranno appuntamenti in cui non si potrà fare a meno di lui.

(CR)7. Quando il tuo Ronaldo non è quello vero, ogni tanto può anche andar così. Dobbiamo farcene una ragione.

8. Più minuti per Dybala a gara in corso. L’anno scorso, da subentrato, ha spesso spaccato le partite. Non sarà ancora al 100%, non c’è dubbio, ma con la partita ancora in bilico e la squadra in affanno non può entrare all’83’. Quand’anche non parta nell’11 iniziale (cosa che capiterà spesso), bisogna dargli modo e tempo di incidere. Avere la possibilità di metter dentro un numero dieci è un privilegio che in pochi possono vantare, cerchiamo di sfruttarlo al meglio.

9. Andare avanti per la nostra strada, senza guardare gli altri. Perfezionare l’assetto, migliorare la forma e ritrovare continuità di risultati e prestazioni: devono essere questi i nostri obiettivi di breve periodo. Il percorso è ancora molto lungo e continuiamo ad essere artefici del nostro destino.

10. Parma e Fiorentina, 6 punti da prendere per chiudere a 30 punti questo 2020 e per iniziare l’ennesimo anno col tricolore al petto e con la voglia e la fame di chi ha tutte le intenzioni di mantenerlo.