10 Talking Points: Alvaro c’è, la Juve pure

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points” , terzo appuntamento stagionale in formato Champions.

Ecco i dieci spunti che ci ha dato Ferencvaros-Juventus:

1. Qualificazione (quasi) archiviata. La Juve fa il suo dovere e torna dall’Ungheria con 3 punti, mettendo una seria ipoteca sul primo traguardo stagionale, il passaggio della fase a gironi. Due trasferte europee vincenti sono sempre prestigiose, a prescindere dal livello degli avversari (che ieri era piuttosto basso). Segnali positivi.

2. Seconda partita consecutiva con 4 reti realizzate. Come ho ricordato anche nel precedente appuntamento della nostra rubrica, segnare tanto e con continuità deve diventare un’abitudine per questa Juve. Dobbiamo nutrire i nostri animali da gol e farli sempre sentire in fiducia per alimentare l’entusiasmo del gruppo e dell’ambiente.

3. Il lavoro da fare è ancora tanto. I risultati servivano e sono arrivati, ma bisogna continuare a lavorare sui dettagli. Le partite non possono sempre restare in bilico fino al 60′, bisogna ridurre all’osso i momenti in cui si abbassa la guardia o, quanto meno, traslarli a risultato già acquisito e non più in discussione. Non convengo con chi sostiene che i confronti con squadre  inferiori siano poco probanti, ogni test è utile per crescere e migliorare ed è nella cura di questi particolari che si decidono le stagioni, perchè la caccia ai trofei passa anche da queste partite. Quando sei più forte, devi avere la forza di importi con decisione e cattiveria, sempre.

4. InnaMorati, sempre di più. 6 gol nelle ultime 6 partite (4 dei quali in CL), tutti decisivi, tutti da primo (e secondo) marcatore. A chi nutriva perplessità sul suo arrivo o lo considerava la terza scelta, Alvaro sta rispondendo sul campo, dimostrando non solo di essere l’uomo giusto nel posto giusto, ma anche di essere un grandissimo centravanti di livello internazionale, qualora ce ne fossero mai stati dubbi. Gigantesco.

 5. Sui gol subiti: non c’è dubbio che soli 2 clean sheet in 8 partite siano una media troppo bassa per una squadra come la Juventus, ma non è questo il punto su cui soffermarsi. Ciò che è indispensabile è mettere al sicuro il risultato nel minor tempo possibile, in modo da poterti “permettere” di concedere qualcosa senza farti male. Peraltro, il dato va letto letto anche alla luce del fatto che il nostro miglior difensore non ha ancora giocato un minuto quest’anno, per cui ci si può solo aspettare di migliorare.

6Bene il rientro del capitano e il ritorno al gol di Dybala. Sebbene entrambi siano ancora lontani dalla miglior condizione, è importante che ritrovino fiducia e certezze, perchè ci sarà bisogno di loro.

(CR)7. Per chi non lo sapesse, una delle infinite doti di Cristiano è anche quella di saper scegliere le notti in cui andare in ferie. Ieri era una di quelle, per cui state sereni. Il marziano non è mai assente ingiustificato.

8. Centrocampo eterogeneo. Quel che emerge da questo inizio di stagione è che in mezzo al campo ci sarà grande rotazione. Nessuno si sta imponendo come titolare inamovibile, chi viene chiamato in causa dalla panchina risponde bene (molto positivo l’ingresso di Bentancur e McKennie ieri sera, così come quello di Rabiot domenica), ciascuno sta dando efficacemente il suo apporto in ogni gara. Non sarà il centrocampo della finale del 2015, ma funziona. E, per ora, ci facciamo bastare questo.

9. Continuità di prestazioni e di risultati, questa è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento. Il mese di novembre sarà utile per prepararci al meglio ad un inverno folle, senza soste ed assolutamente decisivo. Sarà indispensabile arrivarci bene e farsi trovare pronti.

10. La Lazio e poi la sosta. All’Olimpico in palio altri tre punti pesanti con cui si chiude il filotto post-Barça. Sarà un test di maturità, ma anche una prova di forza. Obiettivo: lo stesso, da sempre. Vincere.


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