10 Talking Points: l’esordio in CL nel segno di Morata

di Gianlorenzo Muraca |

Bentornati a “10 Talking J-Points” con il primo appuntamento stagionale della rubrica. in formato Champions.

Ecco le dieci cose che ci ha detto Dinamo Kiev-Juventus:

1. Una vittoria importante, che molti hanno dato per scontata, ma che non lo era affatto. Parte col piede giusto il cammino della Juve di Pirlo in UCL, con tre punti in trasferta molto pesanti e un forte segnale di reazione dopo le opache prestazioni di Roma e Crotone. È ancora tanto il lavoro da fare e le cose da perfezionare, ma per ora ci teniamo stretto questo primo tassello verso il passaggio del turno in Champions, che non è poco.

2. Ritrovata identità. Dopo essersi un po’ smarrita in campionato, complici anche la lunga sosta e le certezze che son venute a mancare (Ronaldo su tutti), la squadra sembra essersi decisamente svegliata. Si è mossa bene in campo, ha concesso pochissimo e ha costruito di collettivo. Meno confusione e più concretezza.

3. Dopo due punti in due trasferte in campionato, non era facile andare a prenderne tre in Europa e ritrovarsi in un momento così strano e complicato, con tantissime assenze e pochissimo tempo per ricompattare il gruppo e preparare le partite. Merito a Pirlo di esserci riuscito, superando le prime (e non ultime) inevitabili difficoltà della stagione.

4. Finalmente un centravanti. È quello che avevo detto anche dopo la trasferta di Crotone e lo ripeto anche oggi. Con una prestazione di altissimo livello e una doppietta da bomber consumato, Morata ci ha ricordato perchè lo abbiamo tanto amato in passato, scacciando le critiche degli scettici che lo definivano la “terza scelta” e dimostrando non solo di essere all’altezza di vestire quella maglia, ma anche e soprattutto di poterlo fare da protagonista.

5. Squadra solida e attenta, come mai l’avevamo vista finora. In controtendenza con quanto visto in campionato, dove spesso ci siamo fatti trovare impreparati in ripartenza, ieri sera abbiamo aggiustato il tiro, ritrovando solidità e compattezza sia di reparto che di collettivo. Recuperare questa nostra caratteristica contribuirebbe in modo non indifferente alla crescita del gruppo.

6. Dopo un debutto agrodolce in campionato, sicuramente positivo è stato l’esordio europeo di Chiesa, che sembra avere tanta fame e voglia di incidere. Ingredienti fondamentali, che invece non ho ancora visto in Kulusevski, probabilmente affaticato (come ha ricordato Pirlo nel post-gara) ma certamente troppo timido. Per le doti che gli riconosciamo, dobbiamo aspettarci molto di più dallo svedese. Ma, come sempre, diamo tempo al tempo.

7. Altre buone notizie: si è rivisto in campo Dybala, dopo lunghi mesi di inattività. Deve ritrovare condizione e mettere minuti, lo sappiamo, ma ci auguriamo che possa farlo presto, perchè la stagione è già entrata nel vivo e abbiamo bisogno di lui. Nessuna polemica, dunque, el diez non si discute.

8. Il rientro di Dybala stimola grande curiosità nel disegno dell’assetto di gioco di Pirlo. Benché sembri ormai consolidato questo modulo, sarà interessante vedere in che modo verrà impiegato l’argentino e, soprattutto, quanto sia compatibile la sua presenza con quella di Morata (assodato che quella di Cristiano non sia in discussione). Sarà possibile vederli tutti e tre insieme? Lo scopriremo presto.

9. Nonostante il recupero della Joya, l’infermeria è ancora piena e le tempistiche di svuotamento saranno fondamentali per le prossime settimane. Speriamo che non sia nulla di grave per Chiellini, in attesa del rientro di De Ligt che sembra essere molto vicino più vicino di quello di Alex Sandro. Per il Re, invece, c’è solo da aspettare con fiducia, nella speranza di poterlo avere per il Barça.

10. Fondamentale, adesso, sarà dare continuità all’ottima prestazione di Kiev, per accrescere la fiducia e l’entusiasmo dell’ambiente ed iniziare a costruire la nuova Juventus. Le prossime tappe del nostro percorso saranno decisive in tal senso. Aspettiamo fiduciosi, fino alla fine.