Le 10 frasi #sulcampo dell’intervista di Andrea Agnelli a Tuttosport

di Luca Momblano |

andrea agnelli

Andrea Agnelli ha rilasciato una lunga intervista al direttore di Tuttosport, Paolo de Paola. Poca politica sportiva (o meglio, il giusto), massicce dosi di vision aziendale, zero concessioni al lato umano del ruolo presidenziale (sempre che questo ruolo richieda un lato umano). Agnelli coglie l’occasione per fissare diversi paletti e per mettere una serie di punti fermi ai primi 7 anni di gestione guardando senza tanti fronzoli ai 7 successivi. Qui abbiamo provato a estrarre dieci passaggi “particolari”, motivo di spunto e riflessione, intrisi di significato e in parte anche illuminanti, per lo meno per i tifosi della Juventus. Già solo perché il loro presidente hanno imparato a conoscerlo molto bene.

 

“La Champions è una competizione nella quale sbagliare anche soli 20 minuti può essere determinante”

Ecco spiegato in una frase il perché non esiste nessun discorso che possa correlare una razionale rinuncia alla corsa al titolo nazionale a fronte della necessità di tornare a giocare una finale di Champions con l’intenzione e la convinzione di poterla vincere.

 

“Bisogna essere noi stessi pur osservando le varie eccellenza in Europa”

La ricetta Juventus, come se questa frase fosse possibile declinarla sul campo di gioco: l’italianità, la difesa, gli stranieri giusti, i palloni d’oro, la professionalità, la seriosità, gli obiettivi come l’unica cosa che conta. Ecco perché non era giusto guardare ai modelli (pur attrattivi e forse affascinanti) di Borussia Dortmund e Atletico Madrid. Oggi i motivi sono più chiari.

 

“In fase di progettazione dello Juventus Stadium ci siamo orientati sullo stadio di 42.000 posti: aggiungere altri 20.000 sarebbe sbagliato”

Perché non è mai una questione di dimensioni, ma di come le si utilizza. Si vince, e non è mai abbastanza. Si perde, un certo effetto può scemare. Quindi meglio stare sempre dalla parte della ragione. E delle cose fatte bene. Siamo a Torino, non a Milano. La realpolitik e la convinzione di aver operato la scelta giusta non sono mai abbastanza: arrendetevi.

 

“Il vero significato di ciò che è stato compiuto lo comprenderemo tra tanti anni”

Studiare la storia significa abbandonarsi al caos, ma nello stesso tempo conservare la fede nell’ordine e nel senno. (Hermann Hesse)

 

“Non vedo campionati con dinamiche molto diverse dalle nostre”

Finalmente uno che lo dice in maniera chiara e tonda (calcisticamente parlando).

 

“A volte rimpiango l’umorismo di Peppino Prisco”

Unica concessione agnelliana, da Avvocato, di un’intervista tutto sommato lucida ma glaciale, di quelle che nel 2017 non possono che ulteriormente spaventare i competitors (per lo meno quelli italiani).

 

“La solidarietà ha significato, il sostentamento no. La solidarietà segue un progetto sportivo, il sostentamento no”

Tradotto: un grande progetto virtuoso si nutre di altri progetti virtuosi, li abbraccia, li coccola, li guarda negli occhi; un grande progetto virtuoso detesta l’assistenzialismo come dovere.

 

“Oggi non è previsto un ritorno di Conte alla Juventus”

Della serie: mai dire mai. Ma anche: non posso dirlo, ma è come un mai. A oggi.

 

“Buffon deve solo pensare al suo presente, e quindi al campo”

Firmato: Juventus Football Club

[frontespizio: cartolina panoramica con Mole Antonelliana, Po e sede della Continassa sullo sfondo]

 

“Sono un tifoso deluso per gli ultimi 45 minuti della stagione, però il tifoso deve aver presente il percorso compiuto negli anni”

Percórso – dizionario Treccani – Con uso figurativo: evoluzione, processo di graduale avanzamento e TRASFORMAZIONE(sembra facile, ndr)