Auguri presidente Agnelli, 100 di queste decadi

di Nevio Capella |

Sembra ieri, eppure sono già volati 10 anni da quel 19 maggio 2010 in cui Andrea Agnelli irruppe nell’universo bianconero con una conferenza stampa che, riascoltata oggi, fornisce l’esatta dimensione di quanto fosse chiaro all’epoca il piano di azione e di rilancio che il giovane Andrea aveva in mente per la “squadra del cuore e della famiglia”.
In realtà l’investitura ufficiale era arrivata qualche settimana prima con le parole di suo cugino John Elkann, a sua volta fresco di nomina a presidente di Fiat ed Exor, che un pezzo alla volta stava lentamente rimettendo le cose nel giusto ordine, ma la prima comparsa ufficiale del giovane Agnelli nelle vesti presidenziali risale appunto a quel giorno di maggio in cui il messaggio più forte e chiaro di tutti resta questo: “Oggi siamo qui per pensare esclusivamente al domani!

E che “domani” era quello a cui stava pensando Andrea, verrebbe da dire osservando cosa è diventata la juventus in questi suoi primi dieci anni di presidenza!
Una crescita costante, indiscutibile e impetuosa, da qualsiasi punto di vista la si osservi.
Partiamo dai numeri, assai eloquenti: il fatturato triplicato dai 156 milioni della prima stagione targata Agnelli ai 494 attuali e la capitalizzazione in borsa che invece è cresciuta di ben otto volte raddoppiando più o meno di stagione in stagione.
E poi i ricavi derivanti soprattutto da due operazioni che probabilmente si collocano come le due più importanti compiute da Andrea in questo suo primo decennio, l’inaugurazione dello stadio di proprietà (primo caso assoluto in Italia) e l’acquisto di Cristiano Ronaldo che sono stai autentici volani per la crescita, rispettivamente, dei ricavi da gara cresciuti di circa sei volte (da 12 milioni a 74 milioni di euro) e dei ricavi commerciali per i quali invece la crescita è quadruplicata (da 43 a 170 milioni di euro).

Per queste due operazioni fiore all’occhiello del regno di Andrea ci sono altrettanti suoi gesti e dichiarazioni che ne testimoniano la determinazione e la lungimiranza che accompagnano ogni sua decisione.
In merito allo stadio, durante la cerimonia di inaugurazione, Agnelli disse tra le altre cose “Lo Juventus Stadium è l’inizio di una nuova era, ci darà un vantaggio sui nostri avversari nei prossimi anni e ci consentirà di avvicinarci a maggiori competitors europei”.
Per quanto invece concerne l’acquisto di mercato decisamente più influente della storia juventina e del calcio italiano, il presidente decise di agire personalmente con quel volo preso la mattina del 10 luglio 2018 destinazione Kalamata con un atto di forza a cui fece da contraltare la scelta di non voler presenziare in prima persona alla conferenza di presentazione ufficiale di Cristiano.

E infine c’è il campo con i traguardi sportivi raggiunti sotto forma di trofei conquistati e di crescita certificata dai gradini saliti progressivamente, specie in ambito europeo.
Contestualmente Andrea Agnelli ha avuto modo di crescere di pari passo con la sua creatura, raggiungendo la prestigiosa carica di presidente dell’Eca nel 2017 per la quale lo scorso anno ha ottenuto la rielezione, senza dimenticare anche la fermezza con cui ha saputo prendere, quando serviva, decisioni importanti che in alcuni casi potevano comportare una rischiosa impopolarità, e in questo il pensiero va all’interruzione del rapporto di lavoro con Allegri ma soprattutto con Del Piero nei primissimi anni della sua presidenza.

Avevi proprio ragione, Andrea, noi siamo la gente della juve, siamo gente che si riconosce quando si guarda negli occhi.


JUVENTIBUS LIVE