Voglio lo Scudetto, più della Champions

Stavolta parto dai saluti. Eh sì, perché mi sa che questo sarà l’ultimo articolo che scriverò per Juventibus. Cacciato con disonore, visto il tenore della chat di redazione, e per commenti che magari ci saranno al pezzo.
Mi tolgo subito il dente: è dalla mattina del 4 giugno, dopo essere riuscito a dormire senza problemi dopo Cardiff, che mi pongo una domanda: ma a me interessa (e piace) vincere più il campionato o la Champions? (ammesso che possa esistere una classifica, beninteso…)

E me lo chiedevo perché, invece, ricordo bene la notte che passai, insonne, dopo l’errore di Buffon contro il Lecce, primo scudetto di Conte. Quell’errore, che poteva costarci molto caro, mi fece stare davvero male, al punto da non dormirci la notte.
Così, mi sono passati davanti, in questi tre mesi tutti i momenti, belli, esaltanti, difficili, dolorosi, vissuti durante i vari campionati che ho avuto la fortuna di seguire.. Ho pensato che quando ero bambino una volta chiesi a mio padre perché quell’anno la Juve non aveva il tricolore sulle maglie, che mi sembrava ne fosse parte integrante. Ho pensato che da piccolo, quando la Juve non vinceva lo scudetto, avevo l’impressione che lo avesse “prestato” ad un’altra squadra ma che, in fondo era una cosa che ci apparteneva. Ed ho anche pensato che quest’ultima cosa la penso ancora adesso…
Ed, infine, ho pensato che dei 17 scudetti che ho visto vincere alla Juventus non ce n’è nessuno che baratterei per una delle 6 finali che, viceversa, ho visto perdere. Nessuno.

Quale dovrei? Quello del gol di Turone dell’81, che ancora oggi è argomento di discussione? Quello dell’82, col rigore di Brady all’ultima giornata, lo scudetto che è all’origine della rivalità (!!) con la Fiorentina e delle tazze celebrative con la classifica della settima di andata? Quelli vinti contro la Roma nell’84 e 86, il primo con uno strenuo 0-0 all’Olimpico su una Roma lanciatissima, il secondo con lo scatto finale nelle ultime due dopo essere stati rimontati dai giallorossi che già organizzavano i festeggiamenti? No.
O quelli dell’era Lippi, dopo 8 anni in cui avevamo “prestato lo scudetto” un po’ in giro per far vedere che effetto faceva? Quelli di una squadra meravigliosa con un gioco splendido, secondo forse solo al Napoli di Sarri dei nostri tempi? Quello dello sfondamento di Ronaldo su Iuliano? Il 5 maggio? Maddai! E dei due di Calciopoli nemmeno vale la pena di parlare…

E anche i sentimenti di rabbia, di delusione, per quelli non vinti, per quelli che non sono sugli albi, come quello del 2000 con il diluvio di Perugia o 2001 con il gol del giapponese che nemmeno doveva essere in campo, mi rendo conto che sono di gran lunga superiori a quelli relativi alle Champions.
Insomma, sì, lo confesso, senza pudore: io sono uno di quelli che ad inizio stagione mette davanti a tutto vincere lo scudetto. So che potrebbe anche essere sintomo di una patologia e giuro che farò qualcosa per curarmi.
Ma come si fa a non sperare di finire davanti a tutti quando leggi di voti al mercato per cui la Fiorentina, che al momento gioca col magazziniere trequartista, è davanti alla Juve? Quando leggi analisi in cui la Roma che ha venduto tre titolari tre è messa inesorabilmente prima dei bianconeri?
Come fai a non sperare di vedere falliti ancora una volta tutti i proclami di scudetto del Napoli, sovrapponibili pari pari, anno dopo anno? E dell’Inter che,finita a distanza abissale, partita per acquistare Di Maria, Vidal e Messi, prende Vecino, Dalbert e BorjaValero ma è comunque davanti nei pronostici? E vuoi mettere la soddisfazione di finire davanti a tutti i milanisti che hanno passato un’estate a godere per l’acquisto di un tuo giocatore?

E continuare a sentirsi dire che vincere questo campionato non ha grande significato perché è un torneo mediocre, proprio da coloro che questa mediocrità incarnano e dalla quale non riescono a sollevarsi, non vi fa sentire bene? E quel: “la distanza con le inseguitrici si è accorciata”, ripetuto in loop da anni, non vi mette di buonumore?
No, dai, non ditemi che siete insensibili a tutto ciò. Davvero ci rinuncereste a cuor leggero?
E se l’anno scorso c’era la soddisfazione di raggiungere un traguardo unico nella storia, stavolta vuoi non vincere, proprio l’anno del VAR? Col, rischio di sentirsi dire che non è successo proprio per l’avvento della moviola in campo, anche se magari non ci saranno episodi controversi a nostro favore? Del resto, non doveva accadere già con gli arbitri di linea e poi con le telecamere per il gol/non gol? E non avete goduto?
E gli algoritmi? E le previsioni su podi con tre posti (incredibile!) in cui per definizione il più basso è occupato dalla Juve e gli altri due, a turno, da qualunque altra squadra?? E le accuse di scansamento a squadre che fanno la partita della vita e poi magari non vincono per due mesi? O che schierano, deliberatamente per perdere, dei giocatori così scarsi che l’estate dopo si scatena un’asta per accaparrarseli, anche se magari un po’ acciaccati? E gli scudetti del bel gioco, del tifo, della maglia più bella, del raccordo anulare, dell’onestà, del centrosud, del nordest, perché dovrebbero mai scomparire da un giorno all’altro?

No, ma veramente vorreste le vostre città imbandierate per mesi, circhi massimi, proclami sul riscatto di un popolo, festeggiamenti che durano settimane, spogliarelli di attrici, sindaci in tv h24, epopee che si rinnoveranno tra trent’anni…
Insomma, sì, ben venga la Champions, certo.
Ma il dominio assoluto negli otto/nove mesi di campionato, quell’arrampicarsi sugli specchi da parte di tifosi, commentatori, analisti, “giornalisti” per provare a spiegare quel dominio e, magari, sminuirlo, per me non ha alcun pari.
Non fate i timidi, so che sotto sotto è così per molti. Poi magari ci risentiamo a maggio, se non dovesse succedere, se dovessimo davvero “prestarlo”.
Sempre che continuino a farmi scrivere su questo sito…
E comunque… buon campionato a tutti!