Sturaro risponde presente: cuore e personalità al servizio di Conte

Difficile analizzare una partita del genere a mente fredda, quando l’obiettivo giudizio finale è inevitabilmente condizionato dalla delusione, dal rammarico e da tutte le emozioni negative che scaturiscono da una sconfitta ai calci di rigore. Si potrebbe finire per dimenticare che l’Italia di Antonio Conte, il ct dimissionario che ha solo il Chelsea in testa, per 120′ ha giocato alla pari con la Germania campione del mondo, la miglior squadra di Euro 2016 per distacco, una corazzata che qualche mese fa sembrava assolutamente ingiocabile, opinione rafforzata dalla disastrosa amichevole di fine marzo. 120′ minuti alla pari senza uno degli uomini chiave dell’11 azzurro, il miglior Daniele De Rossi degli ultimi anni; squalificato Motta, Conte ha deciso di spostare Parolo davanti alla difesa e inserire sul centro-destra Stefano Sturaro, recente bersaglio delle ironie e degli sfottò da parte dei tifosi neutrali e (quindi) antijuventini. Pur soffrendo come tutta l’Italia al cospetto del tecnico e potente centrocampo teutonico, il numero 14 azzurro ha disputato 120′ con intensità e personalità, senza sfigurare alla prima vera uscita importante con la maglia azzurra.

Sturaro heatmap

La heatmap di Sturaro ne illustra bene la duplice funzione nelle due fasi di gioco. Con l’Italia in possesso della palla il centrocampista della Juve si allarga molto, per favorire gli scambi con Florenzi e provare a servirlo scavalcando il suo dirimpettaio Hector, giocata che purtroppo non è riuscita praticamente mai ai due azzurri. In fase di non possesso invece Stefano tende ad accentrarsi, lasciando quasi sempre a Florenzi e Barzagli il compito di tamponare le discese di Hector e Ozil e piazzandosi davanti all’area di rigore per impedire gli scambi centrali tanto cari alla squadra di Low.

Passando alle statistiche, alcuni numeri evidenziano come Sturaro abbia giocato la sua solita partita di grinta e intensità, quella che probabilmente Antonio Conte gli ha chiesto ieri: lo juventino è stato il secondo assoluto ad aver affondato più volte il tackle, 5 interventi dei quali 3 riusciti, il miglior centrocampista per respinte difensive assieme a Parolo (3) e l’azzurro ad aver ingaggiato e vinto più duelli, 9 positivi sui 16 totali.

Per quanto riguarda la fase di possesso palla, Sturaro è stato uno degli azzurri meno coinvolti nel gioco della squadra, con 46 possessi e appena 28 passaggi effettuati (24 completati), meglio solo di Eder e Florenzi. Sua è stata però la più grande occasione azzurra del match, il destro da posizione defilata che Boateng ha provvidenzialmente messo in corner con la punta del piede. Sul cross basso di Giaccherini, in realtà indirizzato al centro dell’area, il numero 14 dell’Italia è bravo ad accorrere e calciare di prima intenzione col piede debole, una conclusione velenosa e rasoterra sulla quale Neuer probabilmente non sarebbe arrivato (traiettoria evidente nel video in calce al paragrafo).

https://www.youtube.com/watch?v=7-A95f6R09s

Una gara efficace quella di Sturaro, senza fronzoli, poco appariscente quando l’Italia doveva organizzare la manovra ma sempre presente a mordere le caviglie dei tedeschi e chiudere le linee centrali di tiro e di passaggio. Come in bianconero, raramente Stefano sbaglia partita quando viene inserito in un contesto collaudato e ha dei compiti ben precisi, ieri sera l’ha dimostrato una volta di più.