I diritti (di spegnere la) TV del calcio

 

Da tempo, alla fine di quasi tutte le partite che vedo, spengo la TV e salto a pie’ pari interviste, processi e moviole varie.
Vi assicuro, si sopravvive.

Ma soprattutto si evita la nuova pseudo-razza di giornalisti faziosi, no non quelli del ‘commento tifoso’ che si trova cambiando l’audio del canale dove si vede la gara (anche se ora si fa fatica a distinguerli), ma quelli che una volta erano i cosiddetti giornalisti super partes e che oggi sono, dal primo all’ultimo, veri e propri ultras schierati con la penna (o i social) in mano.

Piccola divagazione: ricordo ancora un grande giornalista come Paolo Valenti di 90 minuto e quando mancò. Con estrema sorpresa ci dissero, dopo, che era tifoso della Fiorentina. Non lo avevo mai immaginato.

No, ora di tutti sappiamo tutto, sappiamo antipatie e simpatie, non si fanno il benché minimo problema a schierarsi (e spesso si schierano con le 19 squadre che giocano contro la Juventus tra l’altro) fregandosene dell onorabilità del loro ruolo.

Oggi hanno capito che cavalcare l’onda antijuventina porta loro popolarità e visibilità (spesso, oltre al consenso degli antijuventini, siamo noi di fede bianconera i primi a interagire con loro) e non hanno nessuna vergogna a calpestare la loro dignità pur di schierarsi.

Molti hanno perso addirittura la stima dei loro colleghi, che ne prendono le distanze quasi sdegnati, testate o giornali che si prodigano a smentire o chiedere rettifiche di segnalazioni sbagliate, campate in aria nell’euforia del momento senza nemmeno essersi informati sulla veridicità delle fonti, ma solo per fomentare ed aizzare il popolo (o il “sentimento popolare”, fate voi).

Perché se anche un giornalista sportivo in qualche modo appoggia la tua tesi complottista e vittimista da bar in qualche modo ne esci rinfrancato e rafforzato, ti senti meno solo nella lotta al pericoloso nemico.
Che poi le tesi siano fondate o meno, ma chissenefrega. Intanto scriviamo che la Juve ruba, che va sempre bene.

Tanto l’importante, in Italia, è sbraitare alla faccia dell’onestà intellettuale.
Però che schifo.
E’ per questo che ormai quasi alla fine di tutte le partite, spengo la TV.
E credetemi, si sopravvive.

PS: Non ho fatto nomi e citato nessuno in questo pezzo.Tanto i nomi li sappiamo benissimo.
Purtroppo.