Se non vinciamo il settimo – Le reazioni dello juventino

E’ il 13 Maggio: la settimana romana ha portato in dote alla Juve la quarta coppa italia consecutiva, ma il pari domenicale sul campo della Roma ha consegnato, di fatto, il Tricolore nelle mani del Napoli, vittorioso sul campo della Samp. Ai partenopei basterà un punto contro il Crotone, nel match casalingo del 20 Maggio, per festeggiare il terzo scudetto della loro storia. Fallisce, dunque, l’assalto al settimo tricolore consecutivo. Per la prima volta, i bambini juventini delle scuole elementari si siederanno a settembre sui banchi senza il titolo di “campione d’Italia” da rinfacciare ai compagni di altra fede. I cicli di vittoria, anche i più belli e duraturi, finiscono, si sa. Ma il popolo gobbo è variegato, riunisce sensibilità e sfaccettature molto differenti, e reagisce in modo variopinto a una “non vittoria” che, pure, dopo tanti anni si sarebbe prima o poi dovuta verificare.

 

Lo Juventino complottista

“Era tutto scritto. Quest’anno hanno usato tutte le armi per farci fuori. Non ne potevano più delle nostre vittorie in serie. In tutte le Tv gli opinion leader erano contro di noi. Sconcerti alla Rai, il circo degli antijuve su TikiTaka a Mediaset, Caressa a Sky, il tridente Ziliani-Pistocchi-Varriale su Twitter… ogni settimana a far la messa cantata al bel gioco del Napoli e a gettare dubbi sulle nostre vittorie. Ma finalmente hanno potuto usare un’arma potente anche sul campo: il Var. La tecnologia è stata usata solo contro di noi e per favorire il Napoli. Quest’anno non c’era modo di far fronte all’orda neoborbonica che pretendeva un cambio della guardia ai vertici. Fidatevi, è meglio così: se fossimo riusciti a vincerlo, contro tutto e contro tutti, si sarebbero inventati una nuova Calciopoli per farci fuori.”

 

Lo Juventino “da juventino”

“Complimenti al Napoli. Ammetto che hanno meritato. Senza qualche aiutino arbitrale avremmo anche fatto fatica a stargli dietro così a lungo. Il loro gioco offensivo, tutto di prima, noi ce lo sogniamo. Infatti, bisogna essere onesti, in Europa non contiamo niente. Arriviamo in finale e perdiamo sempre. Cosa dici? Il Napoli invece non supera neanche il primo turno? Ma pensiamo a noi, non guardiamo in casa altrui!”

Lo Juventino “Claudio Pellecchia”

“E’ uno strazio. Uno spreco di talento inutile. Ma d’altra parte se qualche mese fa dicevi che facevamo pena, che eravamo un oltraggio al pudore, ti tiravano fuori “la Juve di Marzo”, e che eri la solita Cassandra, che Allegri tanto prima o poi trova la quadra e blablà di qua e blablà di là. Intanto mentre noi continuavamo a fare la Pravda bianconera, lo scudetto se lo è cucito addosso l’unica squadra che ha puntato sulla qualità e sul gioco palla a terra. E Chiellini continui pure a straparlare su Guardiola, ne ho le tasche piene di lui e di tutti i retaggi di mentalità arcaica che ci tiriamo sul carrozzone. Aveva ragione Dani Alves. Morirò il giorno in cui ne avremo 11 che sanno stoppare un pallone!”.

Lo Juventino “Sandro Scarpa”

“Mamma mia, mamma mia, mamma mia cosa mi tocca leggere. Siete incommentabili. Veniamo da sei scudetti e quattro coppe italia. Per anni non gli abbiamo lasciato neanche le briciole. Abbiamo perso per la prima volta lo scudetto dopo sette anni, e lo faremo dopo un campionato straordinario e con 97 punti in cascina, se battiamo il Verona domenica. Un bottino pazzesco che non basterà solo perché ci siamo confrontati con una squadra che da anni costruiva nella sola direzione di tornare a vincere uno scudetto da festeggiare per trent’anni, e anche quest’anno hanno sacrificato tutto puntando “all-in” sul tricolore. Non vincere non piace, ma resta una stagione straordinaria comunque finisca. E smettetela di prendervela con l’allenatore più vincente della storia della Juventus, 75% di vittorie in Italia (70% globali), 80% di clean sheets, otto trofei in bacheca più le finali di Champions. Più lo accusate, più lo rimpiangerete. Mamma mia, mamma mia!”.

Lo Juventino “Torna a casa, Andò!!”

“Tutta colpa di quella capra di Acciughina. Allenatore tatticamente impresentabile, costruisce solo sulle qualità dei singoli, non ha la minima idea di cosa sia uno schema d’attacco. Solo palle lunghe e tiro al piccione. Pim, pum, pam, carambola, gol. Ha vinto tanto e non sa neanche lui come. Non legge e statistiche, non sa cosa sia una heatmap… Un miracolato. Poi le sue fissazioni… Mandzukic, Khedira… il lato positivo di questa sconfitta è che forse finalmente si toglierà dalle scatole. Via! Lui, la sua halma, le sue conferenze noioseil suo “il calcio è semplice”. Per favore, non ha saputo dare uno straccio di gioco a questa squadra in quattro anni, si levi dai piedi! Andò, fai pace con Andrea e Beppone e torna a casa, solo tu puoi salvarci da questo mortorio!”.

Lo juventino “Massimo Zampini”

“Siamo una tifoseria viziata, è ufficiale. Vincere ci sembrava un fatto dovuto. Dovremmo riguardare alla sufficienza con cui abbiamo vissuto gli ultimi cinque dei sei scudetti vinti alla luce della rabbia che ci sta dando oggi non aver vinto il settimo. Non abbiamo gioito granché, a volte neppure festeggiato, per quelli vinti, e oggi sbraitiamo per quello non vinto come se ci avessero tolto qualcosa che ci apparteneva per diritto. E invece no, impariamo la lezione: vincere è straordinario, non è scontato. Da vecchi ripenseremo a questi sei anni, rimpiangendoli e chiedendoci come abbiamo fatto a non goderceli del tutto. E invece dovevamo goderceli, e dobbiamo goderci una società che da domani, mentre gli altri passeranno i prossimi decenni a festeggiare questo scudetto o a cercare agreement con la UEFA per il FPF, sarà già al lavoro per vincere i prossimi. E non dimentichiamoci che fra tredici giorni abbiamo una partita in Ucraina che mezza Italia guarderà con il cuore in gola, ma che è importante anche per noi juventini (automultipluricit.)”.