Bryan Cristante – Scheda Scouting

Massimiliano Allegri ha diverse passioni e feticismi in ambito calcistico. Alcune palesi, altre più subdole, nascoste. Tra queste vi è la predisposizione al lavoro sul giovane talento. L’allenatore della Juventus si considera un grande lanciatore e sviluppatore di talenti. Gli piace scervellarsi per trovare la collocazione tattica ideale, bastonarli sui difetti e cullarli sui pregi.

«L’idea di smettere tra cinque o sei anni c’è, ma la Nazionale mi interessa. La Nazionale è un’altra cosa. È un motivo di grande orgoglio. I ragazzi azzurri nati tra il 1992 e il 2000 sono molto bravi, quella del futuro sarà una Nazionale fortissima».

Particolare l’adorazione per il lavoro con i giovani italiani. Senza farne una questione razziale, la ragione è verosimilmente comunicativa: Allegri si sente più sicuro quando il suo messaggio è recepito in purezza dall’alunno. Vuole insegnare e trasmettere nozioni senza preoccuparsi del mezzo linguaggio. Senza barriere. Insomma, comunque la si pensi sulla bontà del suo operato e sul risultato del suo lavoro in questo ramo, non gli si può certo imputare una mancanza di passione.

L’impressione è che rimanga talmente folgorato da quei ragazzi che sono capaci di distinguersi nelle giovanili da non voler lasciare il lavoro a metà. Mattia De Sciglio, proveniente da anni di massima delusione milanese, è stato prontamente ripescato senza particolari meriti di campo, per una chiara simpatia da parte dello staff del livornese ed è dunque l’esempio più fulgido di questa tendenza. Trend che potrebbe ulteriormente consolidarsi, seppur attraverso modalità e percorsi estremamente differenti, con l’arrivo di Bryan Cristante, miglior centrocampista per rendimento della Serie A 2017/18 ad oggi, distintosi tra le varie selezioni under proprio durante l’esperienza milanese di Allegri.

 

 BIOGRAFIA 

 

Il centrocampista atalantino, ritornato alla ribalta dopo anni di buio grazie al fantastico lavoro di un sontuoso Gasperini, esordì in Serie A proprio al Milan di mister Allegri, che lo lanciò persino in Champions League da minorenne. Nelle giovanili dei rossoneri, Bryan dominava fisicamente e tecnicamente sui pari età. Venne impiegato prevalentemente da mediano davanti alla difesa, sfruttandone la corpulenza e la particolare visione di gioco e raffinatezza di piede.

Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti; Bryan è diventato un giocatore molto più dinamico, offensivo e volto all’inserimento, duttile nella circolazione e carismatico nelle responsabilità in possesso. Allegri vide in lui una mezz’ala di inserimento nelle poche presenze collezionate nel suo Milan. Jorge Jesus, che puntò su di lui al Benfica per soli 6 milioni, lo impostò prevalentemente da mediano in coppia. Tra Palermo e Pescara, sue esperienze da cavallo di ritorno in Italia, non ci fu molto da cavare: squadre disperate e situazioni tattiche non degne di nota lo videro alternarsi in poche presenze tra la posizione centrale e quella intermedia senza acuti notizievoli.

Tutto sembrava puntare ad un infruttuoso ritorno dal prestito in Portogallo, vagando poi per realtà di provincia low cost e sperando di rilanciare la carriera per rimanere quantomeno nel giro dei campionati maggiori. E invece arrivano le proverbiali sliding doors: Gasperini lo sceglie a Gennaio 2017 per rimpiazzare il neo interista Gagliardini, reduce da prestazioni esaltanti (ma in tutta onestà, non quanto quelle attuali di Cristante, anche se il paragone può risultare agghiacciante).

I primi mesi orobici sono interlocutori e preparatori alla nuova stagione, le panche sono tante e gli spezzoni non troppo convincenti. Ma Gasperini ci crede, Bryan non molla ed il titolare designato al fianco di Freuler per la stagione 17/18 diventa lui. I 4 milioni pattuiti per il riscatto dal Benfica verranno versati a giugno senza tergiversare. Ed a quel punto Marotta sarà ben felice di moltiplicare (per 5? per 10?) il valore di mercato del 22enne friulano.

 NOTE SUL FISICO 

 

 

Slanciato e asciutto, Cristante fa valere la sua stazza in maniera ottimale. Le lunghe leve non sono granché predisposte a scivolate/arpionamenti di polpiana memoria, ma il ragazzo è in possesso di una discreta forza di base che gli consente di essere comunque uno scomodo marcatore anche a livello di contatto fisico. La postura eretta e fiduciosa ne agevola la visione periferica, la testa ed il busto ruotano elegantemente e le intenzioni di passaggio vengono spesso fraintese dall’avversario in marcatura. La leggiadria nello spostamento del pallone e del corpo si sposa divinamente con l’imperiosa struttura fisica, facendone una cassaforte affidabile e un riciclo sicuro di possesso, senza disdegnare affondi nello stretto in mezzo alle linee di pressione per creare superiorità numerica.

Lo scotto è ovviamente nella rapidità sul breve, limite riconosciuto dallo stesso giocatore, però va detto che in situazioni di gioco dinamiche Bryan non mostra particolari difficoltà nella copertura di porzioni di campo ampie, e non è riluttante a rincorrere il portatore o il diretto marcato. Spesso finisce anche per recuperare il terreno perso, privilegiato dalle lunghe falcate che il suo corpo gli consente di atterrare.

Questa capacità atletica di aggredire la media/lunga distanza abbinata alla lettura intelligente degli spazi è stata provvidenziale per consacrarlo da incursore nel meccanismo perfetto di Gasperini.

 

 PUNTI DI FORZA 

 

Alcune tra le migliori giocate del Bryan Cristante 17/18

Impostosi al Milan come lanciatore di qualità, supervisore del gioco dalle retrovie, prezioso ausilio in costruzione bassa, ha trovato consolidamento nel ruolo in terra lusitana sotto l’ala del maestro Jorge Jesus. L’agilità negli smarcamenti in ricezione e la qualità nella gestione dei possessi bassi sono le sue doti primordiali, e su di queste Bryan è diventato un riferimento imprescindibile in questi mesi gasperiniani. In precedenza, le sue sortite offensive erano principalmente orientate all’accompagnamento dell’azione ed alla conclusione dalla distanza, fondamentale in cui il giovane è decisamente bravo. La tecnica di tiro è notevole: postura sempre bilanciata, movimento della gamba fluido, mobilità della caviglia eccellente. La conclusione è sempre pulita, in qualsiasi occasione. E la coordinazione non manca. Oggi però, Cristante trova meno spesso questo tipo di colpo, poichè ha aggiunto al proprio dossier una massiccia dose di incursioni senza palla all’interno dell’area. Le finalizzazioni avvengono ormai quasi interamente all’interno dei 25 metri dalla porta, ed il risultato è tremendamente incoraggiante.

La grande qualità di lettura dei tempi di inserimento, la perfetta coordinazione per lo stacco aereo o il controllo in corsa, sono doti ascrivibili sicuramente al grande lavoro svolto dal mister di Grugliasco su di lui. Il giocatore nasce e cresce come riferimento di ordine e pulizia nella zona medio bassa, agente quasi esclusivamente sui due quarti centrali del campo, ma l’esplosione avviene grazie soprattutto alla cura maniacale dei dettagli sopra elencati, che lo hanno reso un fenomenale incursore e realizzatore. Tanto che sovente Gasperini lo ha impiegato al fianco di Gomez nella coppia di trequartisti dietro Petagna/Cornelius, liberandolo ancor di più in fase offensiva. Va detto che la capacità di svuotare l’area avversaria dell’Atalanta e la perfetta rifinitura del Papu (5 assist sull’asse), di Ilicic e degli esterni sono gioco facile per gli inserimenti.

Ma il lavoro di Gasperini non si ferma qui: l’Atalanta difende quasi interamente a uomo, utilizzando scalate ed accorciamenti parzialmente influenzati dalla posizione del pallone e tramite un cervellotico scaglionamento e scambio delle marcature che ha pochissimi margini di errore. Bryan ha dunque imparato a seguire per larghi tratti il diretto interessato, cambiare bruscamente obiettivo scambiandosi i compiti col compagno vicino, pressare le linee di passaggio, mordere le caviglie del portatore, insomma consolidato e migliorato le proprie doti difensive senza palla. L’impressione principale è che sia fortemente agevolato dal contesto di gioco bergamasco, ma i miglioramenti sono evidenti.

 DEBOLEZZE 

 

E’ francamente difficile trovare difetti importanti a questo Bryan Cristante. Finora è chiaro che interpreti alla perfezione le consegne di Gasperini, tanto in possesso quanto in non possesso, e l’unico limite realmente riscontrato è la lentezza fisica sui primi passi, ma si tratta di una caratteristica veramente marginale in questo momento. Possibile miglioramento anche nella rifinitura, in cui non ha grandi numeri nonostante le doti tecniche e la buona visione di gioco.

Ad oggi è sicuramente adatto ai compiti che gli vengono assegnati, bisognerà tuttavia attendere di poterlo valutare in un contesto differente. Certo, se dovesse essere impiegato in un sistema di gioco in cui gli si chiede un’aggressività o un lavoro di ampiezza alla Matuidi (per intenderci), nonostante l’intelligenza tattica dimostrata, il friulano potrebbe andare in difficoltà.

Va bene la furbizia e gli inserimenti senza palla, ma rimane un giocatore che ha bisogno di entrare in fiducia e sentirsi coinvolto nella manovra gestendo quanti più possessi possibili. Non è uno stoccatore improvviso, un game changer, ma un consolidatore della manovra e abbinatore di quantita e qualità. Da verificare l’apporto a gara in corso.

 

 JUVENTUS (?) 

 

E arriviamo alla Juventus. Si sa, per i vertici bianconeri è fondamentale non perdere di vista lo zoccolo duro azzurro, fondamentale in 120 anni di storia e sempre base di consolidamento dello spogliatoio e trasmissione dei valori societari. Si sa, gli italiani reagiscono in una maniera più “diretta” agli stimoli del campionato, sono realmente calati nella quotidianità e percepiscono il clima intorno a loro, si sentono sì più a loro agio in quanto “a casa loro”, ma allo stesso tempo percepiscono più pesantemente le sconfitte ed i fallimenti. Buffon si avvia al pensionamento e verrà rimpiazzato da un polacco, Barzagli e Chiellini stanno sparando le ultime cartucce, e se Rugani non sembra oggi troppo presente nei piani futuri, Caldara è in fortissima ascesa, e la titolarità di Benatia diventa sempre più inscalfibile a suon di prestazioni.

Marchisio pare essere un po’ ai margini del progetto tecnico a causa dei guai fisici, Sturaro è con un piede fuori. La quota azzurra del domani è a oggi retta dai soli toscani Bernardeschi e Rugani, Mattia De Sciglio e forse da Spinazzola,  per cui è verosimile considerare che in sede di mercato questo aspetto assumerà un’importanza fondamentale per Paratici e Marotta: raccattare i migliori italiani dell’annata e controllare quelli degni di nota è una missione costante.

E allora, se Cristante dovesse continuare così non ci saranno Emre Can a tener banco, l’acquisto diventerà prioritario e sarà poi un problema del mister orchestrare una mediana composta da tedeschi, bosniaci, francesi, uruguayani e italiani. Certo, se il parametro zero di lusso verrà messo a segno, sarà plausibilmente difficile per Bryan prendersi la titolarità alla luce di un trio Can-Pjanic-Matuidi molto ingombrante.

Ma la prima regola di questi anni è stata chiaramente quella di accaparrarsi quanti più giocatori di talento possibili, confidando poi nell’automatico assestarsi dell’equilibrio interno grazie alle qualità dei singoli ed al lavoro dello staff.