The Rumble in the Jungle (of the Camp Nou)

 

When we were kings” di Leon Gast è, a mio parere, il massimo ogni epoca per quel che riguarda la documentaristica e la narrattiva sportiva. Per chi non lo sapesse (e su YouTube è ancora possibile vederlo qui) è il racconto integrale del “Rumble in the jungle“, il mitico incontro di boxe disputato nel 1974 a Kinshasa in cui Muhammad Alì riconquistò il titolo di campione dei pesi massimi, battendo il favoritissimo George Foreman.

Facendo le debite (e doverose) proporzioni tra uno dei momenti più epici della storia dello sport in generale e un “normale” quarto di finale di Champions League, il modo di stare in campo della Juventus a Barcellona mi ha ricordato quello del campione di Louisville nel giorno più importante della sua vita, quello che lo consegnò all’immortalità. Come Foreman, anche il Barcellona, era un avversario sulla carta più forte che aveva tutto per far valere la propria legge: stadio, pubblico e Messi (a proposito: avrà anche peccato di mira ma quando accelera è un castigo divino); come Alì, la Juventus non aveva che una sola possibilità per uscirne: appoggiarsi alle corde (metaforicamente e non), far stancare il gigante rabbioso e poi colpire quando meno se lo sarebbe aspettato. Del resto, lo aveva anticipato anche Luca Momblano che, alla maniera di Allegri, aveva già visto tutto prima: dalla spavalderia avversaria al bluff sull’atteggiamento da tenere sul terreno di scontro. Proprio come “The Greatest”, che passò le settimane precedenti al match ad urlare ai quattro venti che avrebbe danzato intorno al rivale per tutto in tempo, salvo poi indietreggiare, aspettare e finire il lavoro alla sua maniera.

La differenza? I tre gol di vantaggio da poter gestire in relativa comodità grazie ad una fase difensiva molto meno italiana di quanto si pensi e molto più europea di quanto si creda. Un dettaglio che ha reso superfluo il colpo del ko definitivo. Anche se, a pensarci bene, quello era stato già dato una settimana fa. E per ben tre volte.

Adesso dateci pure il nostro “The Thrilla in Manila“. Augurandoci che contro Real/Atletico/Monaco finisca come con Joe Frazier il 1 ottobre 1975.