Rubentus & co. come benzina motivazionale

“Finalmente”. L’avranno pensato in molti, dopo che alcuni siti di informazione hanno riportato l’intenzione della Juventus di sporgere querela nei confronti del quotidiano locale «Roma», rea di aver storpiato in “Rubentus” il nome del club bianconero sulla prima pagina di lunedì. Un intervento che una grossa fetta di tifosi auspica da tempo sui social, ritenendo la Juve troppo timorosa nel tutelare la propria immagine. Ma siamo sicuri che quella legale sia la strada giusta da perseguire?

 

Non si vede chiaramente cosa ci si potrebbe guadagnare da una tale strategia. Il fine non può essere di certo quello di legittimare i propri successi: una società top a livello Europeo, che impone in casa un dominio sul campo come quello degli ultimi anni, può farsi beffe di qualsiasi accusa. L’aria che tira potrebbe portare a una nuova Calciopoli? È fuori dubbio che le vicende dell’estate 2006 fossero in parte fomentate da un dilagante sentimento popolare antijuventino, simile a quello di questi tempi; ma la dirigenza dovrebbe essere sufficientemente accorta e trasparente da evitare certi errori del passato. E, in ogni caso, il fenomeno pare ormai non più arginabile: una querela vinta avrebbe l’effetto di una secchiata d’acqua su un incendio.

 

Possiamo infatti dare per assodato che siano all’opera degli autentici avvelenatori di pozzi (per dirla alla Mentana), il cui unico scopo è quello di soffiare sul fuoco dell’anitijuvenitnità dilagante, ergendosi a paladini della giustizia per un ritorno di interesse personale e visibilità. E se vi sono venuti in mente dei nomi e cognomi, vuol dire che raggiungono il loro obiettivo. Questi personaggi non sono molto dissimili da chi diffonde bufale su vaccini o terremoti, sfruttando i confini labili della libertà di stampa: probabilmente sono i primi a non credere, in alcuni casi, a quello che scrivono. Ma ad occuparsene dovrebbe essere in primis il mondo stesso del giornalismo; a maggior ragione se si parla di testate nazionali (e qualcosa, forse, si sta muovendo in questo senso).

 

Dove la Juve deve continuare a dare risposte alle varie accuse che le piovono addosso è sempre il campo; così come è successo per altri (possibili) tentativi di destabilizzazione recenti, come la squalifica di Conte o l’indagine sulle curve che ha visto coinvolto Agnelli. Anzi, queste voci sono una fonte inesauribile di benzina motivazionale (e di distrazione per gli avversari), ossigeno puro per un gruppo chiamato a ripetere costantemente i propri successi. La Juve, e con lei i suoi tifosi, ha lo status per mantenere un’indifferenza dantesca di fronte al rumore dei nemici: non ragioniam di loro, ma guarda e passa.