Roma – Juve in salsa Usa: appunti e indicazioni

roma - juve

Roma – Juve, almeno nella prima frazione, è sembrata davvero un assaggio di campionato e non solo un’amichevole da giocare svogliati per gli sponsor.

I bianconeri hanno giocato una partita piuttosto didascalica, ponendo enfasi e attenzione sui movimenti collettivi, lasciandoci vedere piuttosto chiaramente quali sono le intenzioni di gioco per la nuova stagione. Intanto con la formazione iniziale, una formazione che potrebbe benissimo vedersi in Supercoppa, tutta composta dai giocatori dell’anno prima, tranne De Sciglio. Poi con ritmi e intensità da gara ufficiale, con tanto di pressing offensivo fino ai sedici metri offensivi.

Partendo proprio dalla fase difensiva, il 4-4-2 canonico era più corto del solito. La linea accorciava in avanti accompagnando il pressing di tutta la squadra cercando di tenere i 40 metri, grazie alla presenza di Rugani e Benatia, i due interpreti più adatti al task richiesto da Allegri. Difendere attivamente accorciando in avanti è una novità, anzi, un gradito ritorno per la Juve che da parecchio tempo non provava a difendere in questo modo.

Il cambiamento più interessante e succulento è in mezzo al campo, la coppia Marchisio-Pjanic oltre ad essere relativamente inedita, si inserisce in un disegno tattico nuovo, con nuove mansioni per entrambi, il nuovo dispositivo nelle fasi iniziali dell’azione è un vero e proprio assetto con doppio regista, licenza per entrambi di lanciare lungo.
Nello svolgimento della manovra invece ritorniamo a vedere finalmente il bosniaco che si sgancia per accompagnare l’azione in avanti, non più bloccato come lo scorso anno. A presidio e per un ricircolo più profondo del pallone rimane in seconda battuta Marchisio, autore per altro di una prestazione che sa di titolarità.

La Juve ha cercato di giocare il pallone da posizione profonda, con i due difensori e il doppio pivot, anche sotto pressione, liberando i terzini perchè alzassero il baricentro pestando la linea laterale per dare ampiezza e respiro alle trame di gioco. Entrambi hanno cercato di essere generosi nelle proiezioni offensive.
Tracce di gioco più interne per Mandzukic e Cuadrado. Il giro palla basso sornione, anche lungo, era finalizzato a trovare i 4 giocatori offensivi all’interno della metà campo giallorossa. Da qui la Juve ha cercato di giocare più frizzantemente, di prima e in verticale, per arrivare velocemente alla conclusione, riuscendoci più di qualche volta e trovando infine il gol con una bella azione manovrata. Un bel filtrante di Alex Sandro dettato da un movimento di Mandzukic a sorprendere la difesa della Roma, dribbling sul portiere e palla depositata in rete in diagonale.

Nel secondo tempo l’assetto tattico è tornato quello solito per via degli avvicendamenti in campo, la coppia difensiva è diventata Chiellini-Barzagli, a cui si è aggiunto Lichtsteiner. Al centro Khedira ha rilevato Marchisio tornando al vecchio meccanismo, e Douglas è entrato al posto di Cuadrado.
Il brasiliano è parso in ottima forma, scambiandosi di posizione con Mandzukic un paio di volte; dopo qualche minuto ha seminato il panico tra i romanisti partendo da destra e ha scaricato in porta una fucilata di sinistro. Sulla conseguente respinta di Alisson Higuain si è mangiato un facile tap in, l’ultimo di una serie inconsueta di errori quest’oggi.

Dopo un quarto d’ora la seconda rata di cambi ha definitivamente sciolto i ritmi e il flusso di gioco, ma c’è stato il tempo di vedere Federico Bernardeschi alla sua prima apparizione in bianconero.
Nel minestrone tattico della seconda frazione è arrivato anche il pareggio della Roma, su un posizionamento approssimativo della difesa in versione vetusta. Viene da domandarsi se con la partenza del leader tecnico Bonucci non sia venuto finalmente il momento per una svolta gerarchica. La titolarità dei due centrali più giovani potrebbe essere nel caso più un indizio che una coincidenza.

La squadra di Allegri ha concluso la partita con un 4-3-3 ricco di seconde linee, riprendendo le redini della gara. Il tridente composto da Bernardeschi schierato a sinistra, Douglas a destra e il possente Moise Kean ha prodotto un buon break terminato con una conclusione moscia del nuovo numero 33. Ultima emozione del match una punizione dal limite potente e a fil di palo… purtroppo per Douglas dalla parte sbagliata del montante.

Dopo i 90 minuti si sono tirati i rigori, e la Juve ha prevalso, con una buonissima prestazione del buon vecchio Pinsoglio, autore di una sola parata ma molto vicino a sventare altri 2 penalties. L’ex primavera dopo svariate stagioni in prestito si è ritrovato ad essere il terzo portiere dei bianconeri per la tourné estiva, e potrebbe pure prolungare la sua esperienza a Torino, dopotutto è inseribile gratuitamente nelle liste in quanto prodotto del vivaio.