Quando la difesa ti porta agli ottavi

Possono chiamarli maiali, scorretti, insopportabili, ma chiunque deve riconoscere che se l’Italia è già qualificata agli ottavi grosso merito è della nostra linea difensiva.  Zero tiri in porta concessi, zero palle giocabili nei piedi di Ibrahimovic, zero pericoli. Il tutto condito con una prestazione versatile, totalmente diversa tra primo e secondo tempo, ma allo stesso tempo efficace.

Quello che è facile notare è come la loro potenza sia conosciuta da tutti, Svezia compresa, tanto da portare Ibra a giocare per larghi tratti lontano dalla porta per evitare di farsi stritolare dalla BBC.

Primo tempo abbastanza impegnativo per il trio di difesa, con la Svezia spesso in pressione e l’Italia incapace di fare gioco. Da subito notiamo che i tre stanno molto alti, quasi sulla linea di centrocampo, quando la Svezia ha la palla in difesa, quasi a voler impedire il lancio lungo e spingere i gialli a giocare la palla a terra. Sui lanci lunghi i tre si stringono molto, quasi ad accerchiare l’attaccante centrale, lo stesso avviene sui cross dalla trequarti, con Candreva e Florenzi a coprire le fasce.

Nelle ripartenze accade invece il contrario, con i tre molto larghi ad aiutare Bonucci nella fase di impostazione. E’ proprio questo che è mancato a Leonardo nel primo tempo. Quando l’Italia riconquistava la palla in difesa la Svezia restava alta a pressare, mettendo sempre un uomo tra Bonucci e De Rossi, costringendo quindi lo juventino a cercare lanci lunghi (tutti sbagliati a parte una magia su Florenzi) o a cercare verticalizzazioni non raccolte dai nostri (spenti) attaccanti. Ibra è tenuto lontano dall’area e, solo nei calci d’angolo, viene marcato a uomo da Chellini che non lo lascia un attimo. Per Buffon praticamente nessun pericolo, una sola mezza parata su un cross sbagliato e nulla di più. Rischiamo solo su un contropiede e un’ottima sponda che porta a un tiro ampiamente largo. Riassunto: ottima difesa, poca propensione all’impostazione.

Nel secondo tempo cambia la partita, l’Italia è più alta, Bonucci, un po’ più distratto in questo secondo tempo, prende il posto di De Rossi in fase d’impostazione e sia Chiellini che Barzagli pressano alto fino alla metà campo avversaria. La Svezia ricorre speso ai lanci lunghi con Ibra, ora molto più alto, che comunque non tocca un pallone.

Il problema semmai è un altro poiché a Bonucci e Chiellini non viene richiesta solo la perfezione difensiva, ma anche quella in fase di impostazione che, almeno stasera, è stata abbastanza carente soprattutto a causa della Svezia che si è chiusa molto bene. Questo può togliere qualcosa, anche agli occhi della famosa opinione pubblica, alla meravigliosa prestazione offerta ancora una volta dai tre titani bianconeri.

Da sottolineare due perle nel corso dell’incontro: Chiellini che pressa Ibra senza mollarlo di un millimetro quasi fino all’area svedese e palla recuperata (in realtà no perché l’arbitro trasforma un giallo a Ibra in un fallo a suo favore) e Barzagli che al 93’ si immola in scivolata sul tiro dal limite di Ibra. Due perle per due giocatori straordinari.