I primi passi del soldato Rincon alla Juve, luce del pueblo vinotinto

Pubblichiamo il gentile contributo di Maximiliano Cordaro, giornalista venezuelano di origini italiane, che ha seguito i primi giorni a Vinovo e l’esordio in maglia bianconera di Tomas Rincon, Un evento che ha suscitato grande emozione e curiosità nel popolo del Venezuela, tanto che il suo account twitter (@maxcordaro) è stato tra i “top trend” di domenica sera nel paese sudamericano.

Per molti poteva essere una partita come tante altre. Per trenta milioni di venezuelani, era invece una delle più attese. L’illusione di vedere un connazionale, cresciuto anche calcisticamente in Venezuela, indossare la maglia di un top club, stava per diventare una bellissima realtà.

Juventus-Bologna si è giocata in una fredda serata di gennaio. Non ci sono state sorprese. I bianconeri hanno superato senza problemi i rossoblù, con il segno “HD” dei suoi fuoriclasse: Higuaín e Dybala. Ma per chi scrive la notizia non è stata il record di vittorie casalinghe della “Signora” nè la doppietta del Pipita: l’avvenimento storico è stato il debutto di Tomás Rincón con la storica casacca bianconera.

Mancavano dieci minuti alla fine e Massimiliano Allegri aveva già effettuato due cambi: Cuadrado per Pjanic e Mandzukic al posto di Higuaín. La partita era ormai decisa e sembrava il momento perfetto per fare entrare il neoacquisto proveniente dal Genoa. Tomás si riscaldava e con la coda dell’occhio osservava il mister, con la speranza di esser richiamato. L’emozione del capitano della “Vinotinto”, nelle inquadrature offerte dai monitor in tribuna stampa, era evidente: sono le emozioni che ti offrono una grande squadra, della quale stai per diventare parte integrante, e uno stadio meraviglioso.

Arriva finalmente la chiamata, al minuto 79, e il “Generale” corre verso la panchina per togliersi la tuta ed indossare una delle maglie più pesanti del calcio mondiale. Mentre Khedira esce tra gli applausi, tutto lo Juventus Stadium prepara un boato per accogliere il suo nuovo beniamino.

Il primo venezuelano nella storia della società più titolata d’Italia entra a combattere come se la partita fosse ancora sullo 0-0. Corretto, lottatore e molto carico, Rincón ha destato una buona impressione. E’ un guerriero che non ci metterà molto a entrare  alla perfezione negli schemi usati da Mr. Allegri. Quantità, sacrificio e anche qualche elemento di sorpresa per essere utile in fase d’attacco, sono alcune delle qualità del giocatore nato a San Cristóbal. A Genova, con un gran maestro di calcio come Gasperini, ha capito di aver anche le doti per poter impostare, arrivare in area ed essere decisivo in fase realizzativa.

Nella parte più importante della stagione, la Juve avrà bisogno di un uomo come Tomás Rincón. Il “Generale” è arrivato per dare il suo contributo, con l’obiettivo di arrivare, insieme agli altri soldati bianconeri, alla finale di Cardiff e dare così ai suoi nuovi tifosi la gioia più grande ed attesa: la Champions League.

Tomás sta ancora godendo la novità di essere bianconero. Un club, la Juventus, che a livello di storia, mentalità, struttura, è uno dei più importanti del pianeta. Qualità ancor più evidenti nel momento attuale, tanto da essere un esempio che le altre “big” di Serie A dovrebbero seguire. E adesso la Signora ha un surplus non indifferente: trenta milioni di nuovi sostenitori, i venezuelani! Per il Venezuela, che attraversa la crisi sociale-politica ed economica più profonda della sua storia, questa è infatti una notizia che significa una piccola luce in un momento estremamente buio. E per il calcio venezuelano è un altro passo in avanti: sono sempre di più i “Vinotintos” presenti nei campionati di prima fascia ma adesso con il “Generale Juventino”, il valore calcistico del passaporto non può che crescere ulteriormente.

di Maximiliano Cordaro
@MaxCordaro