Juventus-Barcellona, prima presentazione della sfida (VIDEO)

La mano del “grande” ex Ian Rush, con tanto di camicia bianconera, non è stata affatto clemente con la Juventus, e Massimiliano Allegri si troverà per l’ennesima volta ad affrontare il Barcellona. Andiamo velocemente a conoscere l’armata blaugrana di Luis Enrique.

 

Nel calcio, come in molti sport, a restare maggiormente impresse negli occhi e nella mente degli osservatori sono le ultime uscite, i precedenti più prossimi. Seguendo questo ragionamento, le sette squadre ancora in corsa per un posto in paradiso potrebbero tranquillamente smettere di giocare e consegnare d’ufficio la coppa nelle mani del Barcellona, tanto è stata epica la rimonta dei blaugrana sul malcapitato (e assolutamente colpevole, mai dimenticarlo) Psg. Il 4-0 dell’andata, l’annuncio delle dimissioni a fine stagione da parte di Luis Enrique, una difesa tutt’altro che ermetica, il declino di alcuni uomini chiave: il Barça si è dimostrato più forte di tutto, ha giocato consapevole della propria forza e anche dopo il gol di Cavani, che avrebbe spento le velleità di qualsiasi altra squadra, ha resettato ed è ripartito fino all’impronosticabile 6-1 finale. Solo una squadra al mondo, in questa precisa epoca storica, è capace di un’impresa simile. Con Messi che, come Ronaldo, sta limitando il suo raggio d’azione anno dopo anno trasformandosi in cannoniere silente, a salire in cattedra sono Suarez e Neymar, che dopo un periodo di luci e ombre è risorto nella leggendaria notte degli ottavi e ha trascinato le altre dieci maglie blaugrana verso la qualificazione. Se a centrocampo Luis Enrique non è ancora riuscito a surrogare (e come potrebbe?) l’invecchiamento di Iniesta con i nuovi innesti (meglio di tutti il canterano Rafinha), Sergi Roberto sta riuscendo a non far rimpiangere Dani Alves, pur con caratteristiche molto diverse, mentre dietro Umtiti, fatta eccezione per la sbandata di Parigi, raramente ha tradito. Certo, limitare l’analisi al solo rendimento nella gara di ritorno sarebbe decisamente riduttivo, e i limiti del Barça emersi al Parc Des Princes sono ancora tutti lì: la squadra corre mediamente meno degli avversari, va in difficoltà quando attaccata con vigore e quando i ritmi in mezzo al campo si alzano (Verratti-Rabiot-Matuidi, rampanti all’andata e agnellini al ritorno, sono un fulgido esempio di mediana che può mettere in crisi il Barça) gli uomini di Luisito faticano se non riescono a mantenere il possesso del pallone. Tutto giusto, ma tutto sparito per una notte: “90 minutos y el camp nou son un siglo“, sarà bene ricordarlo in vista della gara di ritorno.

 

Il cammino fin qui:

Barcellona – Celtic 7-0 (Messi x3, Neymar, Iniesta, Suarez x2)
‘Gladbach – Barcellona 1-2 (Arda Turan, Piqué)
Barcellona – City 4-0 (Messi x3, Neymar)
City – Barcellona 3-1 (Messi)
Celtic – Barcellona 0-2 (Messi x2)
Barcellona – ‘Gladbach 4-0 (Messi, Arda Turan x3)
Psg – Barcellona 4-0
Barcellona – Psg 6-1 (Suarez, autorete, Messi, Neymar x2, Sergi Roberto)

Gol fatti: 26
Gol subiti: 8
Capocannoniere: Messi (11)

Formazione tipo (3-4-3): ter Stegen; Piqué, Mascherano, Umtiti (Alba); Sergi (Rafinha), Iniesta, Busquets, Rakitic; Messi, Suarez, Neymar.
Squalificati: Busquets (1).

 

*testi e dati a cura di Alex Campanelli

* in collaborazione (video) con Andrea Longoni e Claudio Garioni