Perché dovremmo tifare Inter e Milan

PAZZIA E COLPE

Il PSG vuole pagare la clausola di Oblak dell’Atleti (100 milioni) e punta su Mbappé il cui valore supera i 160 milioni. Dopo i 222 milioni versati cash per Neymar Jr., più di quanto l’Ajax abbia speso sul mercato in tutta la sua storia.

Il Barca ora ha 222 milioni in un mercato di riscatto, dopo le 2 CL (e l’ultima Liga) di fila del Real.

Nel frattempo, il City spende 120 milioni per due buoni terzini (Mendy e Walker) e 90 per i portoghesi Silva ed Ederson. Su questo assurdo giro di soldi arrivano i commenti negativi di Mourinho (che dopo Pogba a 100 milioni nei ca. 250 investiti l’anno scorso, ora è fermo a 160 con Lukaku, Matic e Lindelof), Wenger (55 milioni per Lacazette) e Klopp (52 milioni per Salah e offerta di 85 milioni per Naby Keita).

Hoeness, presidente del Bayern (stima a 650 milioni di fatturato) dice: “Cifre folli sul mercato, è una pazzia a cui non prenderemo parte, l’obiettivo è la Bundesliga e finché durerà questa pazzia non penseremo alla CL come ad un obiettivo“.

Poi ci siamo noi. In un’estate di solito mercato a tratti esaltante a tratti zoppicante, e di solite amichevoli che deprimono o esaltano gli appassionati di calcio agostano (pare ce ne siano), assisto basito alla crescente insoddisfazione di tanti per un club reo -fondamentalmente- di non aver vinto la Champions, di non avere un belgioco, di non aver assecondato le voglie di Alves, non aver ricucito lo strappo con Bonucci e non aver portato a casa gente alla portata tipo Kroos o Thiago Alcantara.

Ma queste sono facezie e lotte intestine. Allarghiamo il campo.

Ha senso viste le cifre che girano continuare a pensare che non vincere la CL sia un flop? Oppure Hoeness è solo un furbone che mette le mani avanti? Ha senso pensare che tanto sceicchi e inglesi continueranno a spendere scioccamente i loro soldi e quindi la Juve potrà dire la sua cercando -per una volta- di superare entrambe le spagnole in una stagione di Champions e alzarla?

 

DECIMI NELLA CHAMPIONS MONEY LEAGUE

La Juve che vinceva la sua ultima CL 20 anni fa, con 3 finali di fila era al vertice del fatturato in Europa, alla pari con spagnole e ManUnited. Ora è 10°. Decima. 350 milioni di fatturato senza plusvalenze.

Qui non si tratta di fare i Sarri (o i Conte…) della situazione. Il Napoli è 5° per fatturato in Italia (165 milioni), non 10°. Al 10° posto per fatturato in A ci sono appaiate Samp, Toro e Sassuolo (85 milioni).

La Juve è arrivata 2 volte in finale di CL col 10° fatturato, e né Marotta, né Allegri dopo la finale hanno detto: c’è un gap di fatturato troppo ampio, non potremo mai vincere.

E’ come se Samp, Toro o Sassuolo arrivassero 2° in A e non dicessero: gap di fatturato troppo ampio.

Ma questo non è un post sul fatturato e sugli alibi, ma un post su come e dove aumentarlo.

La Deloitte Money League, la chart più autorevole del fatturato recita:

1. Manchester United, 689 milioni di Euro.

Gli inglesi sono i migliori, nettamente, cresciuti in modo impressionante in 3 delle 4 “gambe” su cui si regge il fatturato: MATCHDAY (botteghino), DIRITTI TV, ENTRATE COMMERCIALI. Quest’anno arriveranno al limite degli 800 milioni grazie anche alla quarta “gamba”: la Champions, e all’aumento (ancora e ancora) dei diritti TV (tutte le 20 di Premier prendono più della Juve per i diritti TV) e delle entrate commerciali, con nuovi sponsor, nuove partnership, nuove magliette vendute, etc.

Proseguiamo:

2. Barcellona, 679 milioni (e 222 milioni cash da Neymar…)

3. Real Madrid, 620 milioni (ma occhio a tutti i soldi che arriveranno per la 12° Champions)

4. Bayern Monaco, 600 milioni (con Hoeness che si tira fuori dalla corsa…)

5. Manchester City, 530 milioni (ma con budget virtualmente illimitato)

6. Paris Saint-Germain 520 milioni (con budget realmente illimitato)

7. Arsenal 470 milioni (e meno male che c’è Wenger)

8. Chelsea 450 milioni (e da quest’anno, come il ManUnited, avrà la Champions)

9. Liverpool 410 milioni

poi c’è un salto di 70 milioni…

10 Juve 340 milioni (ma con proiezione oltre i 400 milioni nel 2017)

11 Borussia D. 290, 12 Tottenham 280, Atletico 230, Schalke 230, Roma 220, Milan 210, Zenit 200, West Ham 195, Inter 180, Leicester 175.

Ecco il commento sul 10° posto Juve:

“La Juventus si posiziona al 10 posto con una crescita delle revenue totali del 5% trainata da un aumento di oltre 30% del fatturato commerciale. I risultati sono anche frutto delle performance della squadra in Campionato e dei ritorni generati dagli investimenti che hanno portato alla costruzione dello stadio di proprietà. Il posizionamento attuale resta comunque più basso rispetto alla 2° posizione raggiunta tra il 2000 e il 2003.

TRE BRUTTE NOTIZIE

Per l’anno prossimo vi do 3 pessime news e 1 buona. Prima la buona?

– La Juve punta ai 400 milioni grazie ai ricavi record dell’ultima CL (ca. 129 milioni) e a buoni risultati nel commerciale dove si è messa “in proprio” nella vendita del merchandising (rifiutando 5 milioni da Adidas e ricavandone, per il primo anno, 9, al netto dei costi sostenuti) e con numerosi accordi di sponsorizzazione regionale (in Sudamerica, Asia, Africa). In più si attendono i risultati -si spera positivi- della scelta radicale di un logo da brand aziendale con l’abbandono dello “stemma” da calcio.

Ecco le negative:

La Premier viaggia ora a 3 miliardi l’anno per la vendita dei diritti TV (erano 2,4 miliardi due anni fa) con la retrocessa Sunderland che prende come la Juve (110 milioni). Nel frattempo la A che ricavava circa 1 miliardo l’anno, potrebbe calare a 600 milioni (per i diritti interni) e spicci per i diritti all’estero, scavalcata anche da Ligue1 (dopo Premier, Liga e Bundesliga). Questo vuol dire che non solo i 9 club davanti a noi scaveranno un gap più profondo, ma dovremmo temere anche Tottenham e West Ham.

Gli incassi da botteghino di chi ci precede saranno sempre più alti, perché se anche la Juve aumenta il costo di biglietti e abbonamenti non può competere con i prezzi inglesi (costo della vita doppio) o con le dimensioni (e la partecipazione) degli stadi di Real, Barca, Bayern ma anche Borussia D. (80mila spettatori sempre presenti)

I ricavi commerciali di chi ci precede saranno sempre superiori per le due ragioni sopra indicate: se sei più visto e famoso in Asia perché la Premier ha slot orari migliori e maggiore visibilità, ricaverai di più da merchandising e sponsor; se nel tuo paese i tifosi guadagnano di più e sono disposti a spendere di più compreranno molto più merchandising a costi più alti e gli sponsor a seguire.

La Juve le ha provate tutte: stadio, cittadella, dominio in patria (con tifosi in aumento), alta competitività in CL (quella sì, visibile in tutto il mondo), nuovo logo, gestione autonoma del merchandising. In effetti è riuscita a triplicare il fatturato, passando dai 160 milioni del 2010 agli attuali (stimati) 400. Ma gli altri corrono di più, hanno il vantaggio di essere in sistemi calcio più lungimiranti, più strutturati, che hanno investito in stadi, in promozione del proprio brand all’estero, etc. Non lo diciamo noi, ma sempre Deloitte:

“I club inglesi registrano alte posizioni grazie ad ottime infrastrutture e servizi aggiuntivi offerti al proprio pubblico, interno ed estero. In questo senso i risultati della Juve dimostrano quanto sia strategico investire in stadio e nella propria immagine e il recente rebranding dimostra tale volontà”.

Ora non tocca più (solo) a noi. Da soli non ce la facciamo. 600 milioni di diritti TV di A contro 3 miliardi sono una guerra impari che la Juve non può portare avanti da sola. L’autofinanziamento contro il budget illimitato degli sceicchi del City e del PSG sono una guerra a cui (a sentire le dichiarazioni) soccombono anche ManUnited e Bayern Monaco, figuriamoci noi.

Avessimo avuto uno stadio da 100mila posti in un Paese ricchissimo con milioni di tifosi disposti a comprare ogni 2-3 magliette originali da 120€ magari la Juve avrebbe potuto competere con le altre big europee anche restando in una Lega ridicola che se ne sbatte di promozione all’estero, di accordi strategici, di rivoluzionare e sanare la giustizia sportiva, di riformare i settori giovanili, di introdurre le seconde squadre, etc. etc., ma avremmo sofferto comunque.

Ora invece le uniche fonti di ricavo “forti” della Juve sono (o sono stati): Diritti TV (110 milioni ca.) e Champions (100-120 milioni ca.). L’unica possibilità di competere è espandersi, aumentare l’appeal della A, convincere nuovi tifosi a seguirla, seguire la Juve e le sue rivali “quotidiane” e per far quello c’è bisogno di investire non solo in Prodotto (la rosa, lo stile di gioco, i valori, la cultura Juve, l’equity, e siamo a buon punto) e in Packaging (il nuovo logo) ma soprattutto in Placement (la collocazione sul mercato, ad es. non abbiamo un solo Juve Store in Asia, mentre lo United ne ha decine da 20 anni) e in Promozione e Pubblicità, che deriva soprattutto dalla TV (oltre che da investimenti on-line e social).

LA FINE DEL CELTIC

E’ di ieri la news che Suning ha acquisito i diritti TV (non esclusivi) della A per la Cina per il 2017-18, prima della prossima asta triennale 2018-2021.

Suning-PPTV aveva appena acquisito anche i diritti di Liga (300 milioni per 5 anni), Premier (700 milioni per 3 anni. Più costosi per il diverso appeal per il pubblico cinese) e di Bundesliga (250 milioni per 5 anni). Vedremo quanto investirà in quelli di A.

Suning, sfottò e rivalità a parte, è il miglior partner per la crescita di A e quindi della Juve.

Francamente dovremmo sperare che l’investimento di Suning in Inter abbia successo, magari con un posto in Champions e, per lo stesso motivo, sperare che lo stesso Milan, ora in mano ad un personaggio alla Thohir, in cerca di un investitore più serio e solido, riesca a centrare la CL, in modo da far subentrare un altro gruppo solido come Suning (il gruppo privato più ricco di Cina) che possa rilevare il club rossonero e, insieme, portare il calcio italiano a fare vera promozione in Asia.

Un altro “Suning” entrerebbe in gioco (l’anno prossimo) proprio quando la Juve ha smesso di crescere strutturalmente e ha quindi necessità vitale di una crescita del sistema calcio Italia.

A quel punto, in una situazione ideale, in Lega avremmo Juve, due Suning solidi che ogni anno, risolti i problemi col financial fair play, potrebbero compare campioni e fare promozione nei mercati emergenti, mettere mano alla Lega e alla FIGC per ottenere un ecosistema in cui investire più efficiente e lungimirante e attrarre così altri investitori stranieri seri, interessati ad altri club con bacini interessanti, come la Fiorentina, il Palermo, il Bari e sperare che gli americani di Roma e Bologna riescano a fare stadi di proprietà e così via.

Imprenditori seri, investitori solidi, business men che comprendano le potenzialità e l’opportunità di rendere la Serie A un valido competitor della Premier per la sua capacità peculiare di avere molte storie di rivalità interna (non come la Liga col duopolio).

In questo modo Juve e Agnelli avrebbero 5-6 partner solidi e forti in grado di ghettizzare figure patronali e macchiettistiche come i vari Lotito e De Laurentiis, un po’ i Ferlaino e Gaucci di un tempo. Figure marginali appunto, non a capo del sistema con vecchie volpi alla Galliani.

In un sistema ideale Juve e partner dovrebbe essere in grado di scegliere un gruppo di manager a capo della Lega e un uomo simbolo a capo della FIGC. Pianificare ed eseguire un progetto di investimento serio di rilancio del brand nei nuovi mercati e riformare la giustizia sportiva ed altri scempi attuali. A quel punto anche le medio-piccole di A si allineerebbero, vista la possibilità di ricavi simil-Premier oltre all’opportunità di avere un mercato interno di giocatori molto più ricco. Politica seria, competenze, scelte di alto profilo e soldi, per fare molti più soldi

Gli americani del ManUnited ad esempio, da un punto di vista commerciale hanno avuto tutto da guadagnare dall’entrata progressiva in campo dei vari Abrahmovic, dello sceicco del City, degli altri americani del Liverpool, così come dell’Emirates interessata all’Arsenal o di altri investitori stranieri (nel Leicester e in altri 10 club di Premier). Poi certo il ManUnited, bravissimo nel fare soldi, non lo è stato sul piano sportivo e ha visto trionfare in patria i vari Chelsea, City etc, ma qui c’è il salto di “pensiero” che viene chiesto a noi tifosi.

Vogliamo essere i dominatori di un sistema decadente che ci trascinerà a fondo come una zavorra? O vogliamo essere i leader di un nuovo sistema in grado di risollevarsi e competere (e farci competere) quasi ad armi pari con le altre big europee?

Non siamo più in un’era calcistica in cui bastava battere Nantes e Olympiacos per fronteggiare la (fortissima) Ajax composta da giovani del vivaio e vincere la CL. Qualsiasi altra delle 9 big sopra di noi è in grado di offrire ad un nostro top player un ingaggio da 10 milioni di euro senza battere ciglio (vedi Alves) o strapparci un obiettivo offrendogli il doppio (vedi Matic). Con l’attuale trend dei diritti TV e dei ricavi commerciali, se la A non sterza decisamente, faremo la fine del Galatasaray o del Celtic della situazione, i più grandi pesci di uno stagno povero e minuscolo.

FOZZA INDA

Una squadra di EuroLega non potrà mai competere con una di NBA come attrattiva e fatturato. Punto.

E la competizione interna? Lo Scudetto è comunque sempre il nostro obiettivo principale. Certo sarebbe ideale ricopiare il modello Bayern che domina in casa e compete a livello europeo piuttosto che quello ManUnited che vince la Champions del fatturato ma la Premier se la sogna. Difficile, se non impossibile. Il Bayern può essere preso a modello su alcune cose (tipo la crescita graduale) ma non sul dominio interno (a parte i risultati) e capacità di saccheggiare rivali tedesche senza scatenare guerre civili. Per tacere del fatto che -appunto- il BVB fattura quasi come noi e il RedBull Lipsia sta arrivando. Peraltro il numero di accordi commerciali interni (anche solo in Bavaria) e il ricavo da matchday del Bayern la Juve se lo sogna.

A tutti piacerebbe arrivare a 10 scudi di fila, ma quando arriverà il 10° -che dipende solo da noi, visto il vantaggio accumulato- vi piacerebbe a quel punto avere il 70% del fatturato del ManUnited o il 20%?

E poi, separiamo i due concetti: Squadra Forte vs Club Forte.

Avete paura che Milan e Inter cinesi in Champions facciano lo squadrone e interrompano il dominio?Negli ultimi anni abbiamo già incontrato e battuto squadre forti: il Milan di Ibra, Robinho, Boateng, Nesta etc., la Roma che fece 10 vittorie iniziali, il Napoli dei 36 gol di Higuain e dei 100 gol di Mertens e soci, la Roma di Spalletti a 85 punti. Squadre da 80-85 punti le abbiamo affrontate e battute anche in questi anni, ma erano CLUB deboli. Un Milan in declino, Roma e Napoli che non hanno fatto crescere di un centesimo la serie A all’estero o in Europa.

La necessità è quella di avere club potenti che investono e fanno promozione. Le squadre forti e insidiose in serie A le avremo sempre, ma che almeno facciano crescere il sistema e spendano!

Il ManUnited non vince la Premier da anni, ma in questi anni quanto ha fatto crescere la Premier all’estero? Il triplo del suo valore iniziale. Roma e Napoli con squadre da 85 punti, l’Inter di Thohir, il Milan alle prese col closing, Lotito con le sue beghe, la Fiorentina con i Della Valle in fuga quanto hanno fatto crescere il sistema calcio di Serie A? ZERO! Con la sola Juve a trainare la carretta.

Allora, forza Milan, forza Inter! Nei prossimi anni abbiamo il diritto-dovere di batterle sul campo ma vederle crescere come partner strategici in grado di fronteggiare lo strapotere spagnolo e inglese.

E poi, in questa estate di Bonucci al Milan, di Potenza di Suning, di Patti Scudetto a Napoli, ma quanto è cresciuta da morire la voglia di rivincere lo Scudetto rispetto agli anni scorsi?