PAGELLIBUS / Juve-Lazio 2-0: Signori e padroni

Neto 7
Stasera portiere ideale: c’è quando ci deve essere, su Immobile (gran riflesso) prima e Felipe Anderson poi. Non permette alla Lazio di riaprire la partita, perfetto.

Barzagli 8
Minuto 41 del primo tempo: Basta si lancia sulla fascia destra, al centro Barzagli va a coprire Immobile che si sta inserendo. Il serbo abbassa la testa, Andrea lo vede, capisce cosa accadrà di lì a 2 secondi, si sposta e anticipa in maniera magistrale Immobile.


Basterebbe per questo per descrivere un ragazzo di 36 anni che non molla un centimetro, un pallone: niente. Perfetto durante tutta la partita, dalle sue parti non si passa.

Bonucci 7
Un paio di disattenzioni leggere, per guardare il pelo a chi ci ha abituato benissimo, ma ci fai caso perché è una nota stonata bassa che ultimamente si ripete.
In mezzo a questo però giocate di classe, senso granitico della difesa, controlla Immobile senza pena. E poi gli inserimenti che non sono mai un caso, libero davanti alla porta per il gol che lega i nastri bianconeri alla coppa.

Chiellini 7
Mettetelo in una teca, in una camera iperbarica, preservatelo fino al 3 giugno. Tosto e mostruoso, impietoso lascia i laziali impotenti. E non ricorre nemmeno alle maniere pesanti.

Alex Sandro 7
Alla faccia della qualità sugli esterni. Samba ballata col giusto ritmo, uno spasso, 2 assist il primo più vistoso ma il secondo sul calcio d’angolo è una chicca di chi pensa prima di toccare il pallone e gli da del tu: una spizzata intelligentissima al centro per Bonucci che da 2 metri la mette dentro .

Dani Alves 8,5
Signore e padrone. Trentesima finale in carriera, ormai il suo habitat e lui ci sguazza alla grande. Padrone della fascia, padrone del pallone che attira come una calamita, come il padrone della palla a cui devi passarla perché sì. Rincoglionisce letteralmente Lulic, apre le marcature, chiude le speranze, lotta come un Mandzukic. Infinito. Signore e padrone.

Rincon 6
Di lui ricordo un tiro in curva che pare più una meta. Perde molti palloni ma si barcamena dignitosamente. non ci si aspetta qualità, ma la differenza coi titolari è fin troppo lampante.

Marchisio 6
Trotterella col ritmo della corsetta alla domenica mattina. Non è al top, lo sa e gioca più semplice possibile pur sbagliando lo stesso molti palloni.

Dybala 6,5
È sempre accerchiato da almeno 2 giocatori, se non 3. Dribbla tutti, si butta sui palloni ma non fino in fondo, si vede che si sta tenendo. Unica pecca: la tendenza recente di voler entrare in porta col pallone.

Mandzukic 6
Al contrario di Dybala Mario non si tiene, mai. La gamba e la testa ce la mette sempre (a proposito: come fa l’arbitro a non sospendere il gioco con 2 giocatori che si tirano una testata? mah…).
Stanco e un po’ arrivato di cottura, usciva sbattuto dalla partita di domenica sera.
Ora però deve recuperare: ci serve vivo e integro.

Higuain 6
Lavora per la squadra in maniera eccezionale, recupera palloni tornando indietro, che significa perdere terreno davanti. Non pensa solo al gol e questo in un certo senso è un bene. Niente drammi per lo 0 nella casella gol segnati, questa coppa è anche merito suo e delle purghe riservate alla sua ex.

 

Lemina sv

 

Allegri 9
Partita giocata con attenzione, Lazio colpita e affondata in 13 minuti, primo tempo di dominio poi controllo totale e giri del motore abbassati, forse un filo troppo.
Ma qui stasera bisogna parlare di un allenatore che sta riscrivendo la storia: prima squadra a vincere 3 coppe Italia a fila. Primo allenatore nella storia con una Juve fortissima e dominante a non prendere mai in considerazione l’idea di snobbare il “portaombrelli”.

Giocano tutte bene tranne la Juve, tutte meglio della Juve, ma quando c’è la partita da vincere, quella da non sbagliare Massimiliano Allegri non sbaglia. La porta a casa.
Sorprende ogni volta (e non va mai dato per scontato) la duttilità di questa rosa che può giocare con la difesa a 3/4/5 e il tutto durante la stessa partita.

Manca domenica adesso, e il sogno Cardiff. Una cosa è sicura: la Juve c’è e non se n’era mai andata, Allegri ha deciso di spalmare la marmellata per tutta la fetta di pane, lo strato può sembrare sottile a volte e far storcere il naso ai più golosi, ma ci dobbiamo arrivare in fondo… e la fetta finisce il 3 giugno.