Napoli e Roma alla prova del fuoco

Occupiamoci anche delle ALTRE. Nel primo torneo VAR, per molti il più combattuto ed equilibrato, Juventibus indaga sulla metà oscura della luna: le rivali, parola desueta negli ultimi anni.

 

Si parte dal Napoli, ovvio, primo e con il vento in poppa. Sette successi su sette per gli azzurri, che, al San Paolo, almeno in Italia fanno un sol boccone delle medie e piccole malcapitate. Tredici vittoria di fila in Serie A, contando anche lo scorso torneo e ben 11 su 13 arrivate con almeno 3 gol fatti.

Insomma percorso netto, record storico, felicità, fuochi d’artificio, tweet di esultanza e parola Scudetto sdoganata anche da De Laurentiis. Va ricordato, almeno lo facciamo noi, che nelle prime sette il Napoli ha giocato contro tutte e tre le neo-promosse (Verona, Spal e Benevento) e le tutt’altro che irresistibili Bologna e Cagliari. Due gare toste finora: Atalanta in casa e Lazio in trasferta, in cui il Napoli è andato prima sotto meritatamente, poi rimontando e vincendo in larghezza grazie a maggiore qualità e forma fisica. Ora di nuovo a Roma.

I partenopei, causa preliminare di UCL, hanno fatto una preparazione mirata, ma le squadre di Sarri, vanno sempre viste con un occhio di riguardo dalla forbice che va da Febbraio – Aprile, dove anche quando allenava in C, c’era un calo.

Dopo la capolista, la rivale sul campo: Lazio che continua a vincere, salita al quarto posto, grazie ai gol a raffica di Immobile, le giocate straripanti di un sorprendente Luis Alberto e della conferma Milikovic-Savic. Strabilia il prodigio in panca, Simone Inzaghi che ottiene un gioco efficaci, risultati e mosse tattiche mai banali da un rosa non di primissimo livello anche falcidiata da infortuni.  Soprattutto la Lazio fa giocare male le rivali e pare un gruppo organizzato e agguerrito, a cui finora sono mancati anche due tipetti come Felipe Anderson e Nani. Chapeau.

C’è poi l’Inter continua con vittorie striminzite e prestazioni scialbe, a ritroso: Benevento, Genoa, Bologna, Crotone. Avanti di inerzia con aiuti da sorte e VAR e cinismo unito a discreta compattezza dietro. Aspettiamo gli Spalletti boys alla prima vera avversaria, o alla prima vera sorte avversa.

La Roma c’è”, titolo tanto invocato da Di Francesco ed è attesa alla prova interna col Napoli dopo il primo flop con l’Inter.  La vittoria esterna col Milan non è folgorante ma spiazza chi si aspettava una Rometta.  I giallorossi giocano discretamente, sono alquanto solidi dietro e alcuni singoli (Dzeko, Nainggolan) continuano ad esaltarsi. Pillola su Florenzi, giocatore ritrovato per il nostro calcio italiano.

Sul Milan l’unico dato certo è che non stiamo parlando ancora di una Squadra, ma un gruppo disparato di singoli. L’emblema è Donnarumma, che dopo la frastornata estate non è più lo stesso. Aldilà di errori presunti o reali, Gigio è un portiere diverso, senza sicurezze e spavalderia, con pacchi di milioni in più e tonnellate di personalità in meno. A proposito di milioni e personalità, glissiamo per ora su Bonucci.

Poco da dire sulle altre, al Toro manca lucidità (nel derby e col Verona, già virtualmente in B a inizio ottobre col Benevento). Maran si conferma col suo Pandoro Meccanico e Giampaolo si conferma ottimo allenatore con crolli improvvisi. La Fiorentina è ancora acerba e Sassuolo e Genoa rischiano col fuoco perché la Spal, al netto della chance persa col Crotone, è tutt’altro che scadente.