Le 10 vittorie più brutte dell’era Allegri



Massimiliano Allegri non ha mai nascosto di prediligere il risultato all’estetica, o al famigerato circo cui spesso fa riferimento. Il suo pragmatismo lo ha sempre portato a privilegiare il fine (la vittoria) ai mezzi. Spesso si è prodigato all’elogio degli 1-0 e all’esaltazione della sofferenza: “Per vincere bisogna soffrire” ha specificato dopo la non brillantissima vittoria contro la Fiorentina giusto un paio di mesi fa. Ed è quindi inevitabile che in questi oramai quasi 4 anni di militanza in bianconero del tecnico toscano si siano spesso ripetute performance non eccelse, in tutte le competizioni, in casa e in trasferta, che però alla fine hanno portato all’agognato risultato finale. Ne abbiamo selezionate 10 per voi:

 

 

1) Parma-Juventus 0-1 Quarti di finale Coppa Italia 2014-2015

In un freddo mercoledì di fine gennaio, la prima Juve di Max Allegri si presenta al Tardini per i quarti di Coppa Italia senza Tevez, contro un Parma nel pieno del caos societario che lo porterà al futuro fallimento. Dopo un primo tempo di marca parmense, con Palladino e Nocerino alla ricerca del gol dell’ex, e un palo fortuito di Pepe, nella ripresa la Juve, in parte rimaneggiata, prova a scuotersi, senza però mai accelerare davvero. Un colpo di testa su azione d’angolo per parte, di Chiellini e Paletta, un diagonale pericoloso ma impreciso di Nocerino, e poi il cambio decisivo; nel torpore generale, Allegri a un quarto d’ora dalla fine toglie Coman e inserisce Morata, il quale dapprima impegna Mirante con un tiro dal limite, e poi lo trafigge con una zampata ravvicinata a un minuto dal gong, sfruttando un’abile sponda di Llorente, trovando così il gol qualificazione

 

 

 

 

2) Juventus-Monaco 1-0 Quarti di finale Champions League 2014-2015

Dopo la grande impresa di Dortmund e con lo scudetto oramai acquisito, la Juve di Allegri cerca di sfruttare il fortunato sorteggio che la oppone nei quarti di finale di Champions al Monaco di Jardim. Senza Pogba e con Tevez affaticato, i bianconeri partono col freno a mano tirato. Martial fa ballare Lichtsteiner, e Buffon è costretto a un paio di interventi risolutivi su Kurzawa e Carrasco. Solo nella seconda parte del primo tempo la Juve crea le sue occasioni più nitide, sprecandole malamente con Vidal e Tevez. Nella ripresa il Monaco non perde la baldanza, e Bernardo Silva costringe ancora Buffon agli straordinari. Poi un lampo di Pirlo, che lancia Morata sullo scatto. Raggi abbatte lo spagnolo fuori area, l’arbitro non se ne avvede e concede il rigore, prontamente trasformato da Vidal. Il rigore non scuote la Juve, che rischia ancora di farsi raggiungere con Berbatov. Gara brutta, che verrà replicata anche al ritorno, dove però lo 0-0 consentirà ai bianconeri di raggiungere la semifinale

 

 

 

 

3) Juventus-Lazio 2-1 dts Finale Coppa Italia 2014-2015

Il raggiungimento della finale di Champions decreta l’anticipo della finale di Coppa Italia. Una Juve già campione d’Italia si presenta all’Olimpico per raggiungere la decima affermazione nel torneo, che non vince da ben 20 anni. L’inizio è Shock, con i biancocelesti che si portano in vantaggio grazie a un colpo di testa di Radu. La Juve reagisce subito e trova il pareggio con Chiellini dopo pochi minuti, per poi vivacchiare per il resto della gara. Parolo nel primo tempo, ma soprattutto Djordjevic nel secondo tempo, e nei supplementari (clamoroso doppio palo), spaventano la Juve che però porta a casa il trofeo grazie a un guizzo di Matri, a cui era stato annullato un gol nei regolamentari per un dubbio fuorigioco

 

 

 

4) Empoli-Juventus 1-3 Serie A 2015-2016

Dopo la debacle contro il Sassuolo e il derby vinto all’ultimo secondo, la Juve cerca di vincere per la prima volta in stagione due gare consecutive. L’Empoli di Sarri è un avversario ostico, e si porta in vantaggio con un preciso diagonale di Maccarone. Reazione veemente della Juve, che ribaltano il risultato con Mandzukic e Evra. Nella ripresa una pessima Juve difende il risultato (due interventi salvifici di Buffon), e chiude la gara nel finale con Dybala, su un’azione viziata da fuorigioco (gol di quelli che oggi il Var annullerebbe per intenderci)

 

 

 

 

5) Juventus-Genoa 1-0 Serie A 2015-2016

La Juve è in serie positiva da 12 giornate, la rimonta oramai sta toccando la vetta del campionato, e si è a poche giornate dallo scontro diretto col Napoli. È un infrasettimanale, e i bianconeri cominciano a tirare il fiato. Una buona sortita di Dybala caratterizza la mezz’ora inziale, prima che Cuadrado trovi la giocata giusta e costringa Izzo all’autogol. Nella ripresa da segnalare solo un gol divorato da Zaza, l’ennesimo crack di Caceres e l’espulsione dello stesso Zaza, che salterà il Frosinone e tornerà disponibile contro il Napoli, dove sarà esiziale

 

 

 

 

6) Milan-Juventus 0-1 dts Finale Coppa Italia 2015-2016

Altra finale di Coppa Italia, altra sofferenza. Allegri presenta contro un modesto Milan una squadra molto difensiva, con Evra e Lichtsteiner in campo e Cuadrado e Sandro (e Morata) in panchina. Il risultato è una gara tiratissima e avara di reali emozioni, che verrà risolta nei supplementari dai subentranti; Sandro recupera un pallone, Lemina buca il centrocampo del Milan, Cuadrado crossa per l’accorrente Morata che trafigge Donnarumma e consegna alla Juve l’undicesima Coppa Italia

 

 

 

 

7) Palermo-Juventus 0-1 Serie A 2016-2017

Probabilmente la peggior trasferta e la peggior vittoria dell’intera gestione Allegri. I bianconeri si presentano in Sicilia con la formula del doppio 9, con l’ex Dybala lasciato in panchina. Il primo tempo con predominio sterile, si segnala per un paio di conclusioni timide di Lemina e Pjanic. Nella ripresa l’autogol partita di Goldaniga, che devia provvidenzialmente un destro dal limite di Dani Alves. Dopo il gol, un altro paio di occasioni con Mandzukic, frutto più che altro di rimpalli, dove Posavec si fa trovare pronto, e un quarto d’ora finale vissuto in apnea, dove l’inefficienza offensiva rosanero preserva il prezioso 0-1 finale

 

 

 

 

8) Juventus-Udinese 2-1 Serie A 2016-2017

La gara appena dopo la sosta è sempre complicata per le squadre di di Allegri. Il toscano è in vena di esperimenti, e nel primo tempo schiera Cuadrado e Alex Sandro come mezzali. Dopo un clamoroso gol sbagliato da Mandukic, Jankto porta in vantaggio gli ospiti, sfruttando due grossolani errori di Hernanes e Buffon. A cavallo dei due tempi Dybala, con due calci da fermo, ribalta il risultato. Alex Sandro fallisce il 3-1, e negli ultimi 20 minuti i friulani serrano d’assedio i bianconeri, con Buffon chiamato a due grandi interventi su Thereau e Felipe e Evra a un provvidenziale anticipo su Zapata

 

 

 

 

9) Siviglia-Juventus 1-3 Champions League 2016-2017

Dopo 2 pareggi casalinghi e 2 vittorie esterne, la Juve cerca al sanchez Pizjuan il pass per gli ottavi e per blindare il primo posto. Senza gli infortunati Dybala e Higuain, Allegri si affida alla grinta di Mandzukic e alla spinta di Sandro e Cuadrado. L’inizio non è dei migliori, con Parejo che porta in vantaggio gli andalusi, cui seguono 20 minuti di totale smarrimento bianconero. Dopo l’espulsione di Vasquez, la Juve comincia a spingere, ma il pareggio lo trova solo grazie a un rigore trasformato da Marchisio. Nel secondo tempo la Juve non riesce a far valere la superiorità numerica, con un Pjanic abulico e un attacco spuntato. Allegri prova la carta della disperazione Kean, e a 10 minuti dalla fine il gol arriva, grazie però a un sinistro dal limite di Bonucci. Nel finale forcing dei padroni di casa, Chiellini rischia un fallo da rigore, e Mandzukic sigilla il match con un 1-3 bugiardo ma che consegna agli uomini di Allegri gli ottavi di finale con una giornata di anticipo

 

 

 

 

10) Juventus-Sporting 2-1 Champions League 2017-2018

E veniamo alla partita più recente, contro lo Sporting di Lisbona. Una gara difficile, caratterizzata da un inizio fantozziano, con l’autogol di Sandro, e un finale di primo tempo a buoni livelli. Il pareggio di Pjanic arriva proprio in quel lasso di tempo, con una punizone delle sue. La ripresa è invece una lenta agonia, dove Higuain è l’unico a lottare, e dove i portoghesi riescono man mano a guadagnare campo e ad addormentare il match. Ci pensa Mandzukic, su cross di Douglas Costa  (entrato da 9 secondi), a completare la rimonta e regalare alla Juve 3 punti di platino