Juve e Nazionali: era meglio restare a casa

Brutte notizie per Allegri in vista del match di sabato con la Lazio. Durante la pausa per gli impegni delle Nazionali qualcosa, nel rituale programma di preparazione in casa Juve, stavolta non ha funzionato: non solo la maggior parte dei giocatori non è riuscita a rientrare in anticipo a Vinovo per lievi infortuni o provvidenziali squalifiche; in molti sono addirittura risultati tra i più utilizzati. Mentre trapela una certa irritazione da parte dell’ambiente bianconero, ecco qualche retroscena che ci aiuta a capire cosa è andato storto.

Cominciamo dagli Azzurri. Giorgio Chiellini, dopo aver brillantemente saltato l’insignificante sfida con la Spagna (in vista di un ben più decisivo Juventus-Chievo) causa un chirurgico infortunio patito a Coverciano, non s’è potuto esimere dai fondamentali impegni contro Macedonia e Albania. Vano il suo sforzo di convincere Ventura a sostituirlo per indisciplina tattica, inventandosi iniziatore della manovra e finalizzatore sotto porta: in entrambe le fasi è infatti risultato il migliore dei suoi. Lodevole anche il tentativo di Barzagli di farsi male per poter uscire dopo i primi 45 minuti (giusto in tempo, probabilmente, per raggiungere gli amici alla consueta festa privata); forse per il troppo realismo, tuttavia, il difensore è ora in dubbio per la gara di campionato. Il suo posto è inoltre stato preso da Rugani, cui si aggiunge un Benatia sempre in campo con il suo Marocco, caricando così di minuti la retroguardia bianconera. Se persino Buffon, invece di arrendersi all’età, si è ostinato a giocare 2 partite a distanza di pochi giorni, l’unica nota lieta viene da Bernardeschi: solo 35’ di impiego e l’impressione che farà fatica a ritagliarsi ulteriore spazio, chiuso nel suo ruolo da fuoriclasse del calibro di Insigne e Candreva.

Guardando al resto d’Europa, particolarmente disdicevole quanto avvenuto a Kiev in occasione di Ucraina-Croazia. Mister Dalic si è infatti opposto al tentativo di Mandzukic di chiamarsi fuori, ritenendo che, per giocare, una caviglia su due fosse più che sufficiente. La speranza per il futuro è che Mario impari dal connazionale Pjaca come ci si deve far male in questi casi. Detto del doppio impegno di Szczesny nelle fila della Polonia, cattive notizie giungono anche dalla Francia: qui Matuidi non solo ha giocato tutti i 180 minuti in programma, ma è perfino andato a segno nel match contro la Bulgaria (evidentemente scansatasi nell’occasione). Episodio vergognoso infine a Lisbona, dove Lichsteiner ha provato a farsi buttare fuori per questa passeggiata sulla mano di André Silva; ma non è stato incredibilmente espulso, nonostante si trovasse fuori dal confine e con un arbitro non italiano.

 

 

 

Non è andata molto meglio in Sudamerica. Delusione per Cuadrado, nemmeno in grado di prendersi un giallo per simulazione, la sua specialità; e per Alex Sandro, incapace di procurarsi anche un minimo affaticamento per poter essere rispedito alla base. Il tecnico dell’Uruguay Tabarez, poi, deve aver preso troppo sul serio gli elogi della stampa amica per Bentancur, anch’egli impiegato in entrambe le partite in calendario. C’è anche chi, per fortuna, non si fa condizionare dall’ambiente: parliamo del ct argentino Sampaoli, che ha costretto alla panchina il sopravvalutato Dybala per schierare il temibile duo d’attacco Papu Gomez-Benedetto. Allegri per il match contro la Lazio potrà quindi almeno contare sulla Joya (non certo uno che sposta gli equilibri, ma in questi casi ci si accontenta), così come su un Higuain rimasto addirittura a Torino. Peccato che il Pipita sia ormai in preda ad una depressione cronica; caso vuole che, proprio lui, fosse l’unico che in Nazionale avesse veramente voglia di andarci.

di Luca Mantovani