Un punto e mezzo contro l’Inter (hardware Juve in perfette condizioni)

In pochi ricordano che il dicembre della Juventus poteva – o doveva? – essere il mese della certificazione mortuaria. Inutile riconfigurare le premesse, perché il pareggio interno con l’Inter sancisce la legge contemporanea del più forte: più forte la Juve come solido di squadra, più forte in personalità, più forte fisicamente (sì, avete letto bene, e qui si tratta di forza espressa, non forza sulla carta), più forte anche degli eventi.

 

D’altronde, un copione del genere, con una Juventus continua, costante (CONTINUA, COSTANTE) nel corso degli interi novanta minuti poteva solo essere viatico di due possibilità: ti snaturi, fai gara di pressione e alla fine la perdi (sarebbe anche stata l’annata giusta e il momento giusto, per coloro che aspettano un cadavere che da lontano rifila una nuova pernacchia) oppure prendi questo come vero punto di ripartenza.

 

Va detto: dopo i 4 punti e mezzo per la convinzione ritrovata non solo per la quinta gara consecutiva senza subire reti, contro il San Paolo e contro l’Inter di Spalletti (anche per lei un punto e mezzo, o almeno così verrà raccontata fin che i prossimi avversari prenderanno questo sabato sera come caso-studio), ebbene, inizia un nuovo campionato. Tutte a quota zero, pure la Roma che sarà la prima vera squadra ospite allo Juventus Stadium, dopo tanto agitarsi e lo sbraitare, applaudendo, per un semplice soundcheck a cui non ha partecipato il frontman.

 

E, allora, dove stanno le buone notizie? Primo: Allegri ha resettato la Juve, l’ha piuttosto evidentemente ricostruita nelle gambe e nella testa. In Juve-Inter ha messo in mostra l’hardware, quando a Napoli era bastato spaventarli mettendo in mostra la scatola.

E Dybala? Douglas Costa? Alex Sandro? L’immaginario Marchisio? 

Loro sono i software. Da qualche parte bisognava pur ricominciare. Perfino dal perverso karma sottoporta di Mandzukic, dall’isolamento di Higuain, dai tre di centrocampo fatti come caxxo si deve, Miralem punkabbestia pure al momento del cambio e due alfieri, palle veloci e allora va da dio anche alte, fendenti, alzata e schiacciata.

Ecco, se c’è un vuoto è perché inizia il campionato del possibile mito anche per i quattro di cui sopra.

O li teniamo per la Champions?

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