Quanti gol servono dal nuovo attacco guidato da Higuain

Nel campionato italiano, si sa, spesso e volentieri vince chi subisce meno reti. Per conferma, chiedere alla Juventus dei sei scudetti consecutivi, arrivati anche grazie all’apporto del reparto arretrato. Nelle ultime sei stagioni, infatti, la BBC ha eretto un invalicabile muro a protezione della porta difesa da Gianluigi Buffon, affermandosi sempre quale miglior difesa del torneo di Serie A. Numeri da capogiro che le punte bianconere non sono riuscite a pareggiare, dal momento che solo in due circostanze la Juventus ha segnato più reti di tutti.

La linea da seguire sarà la stessa anche nel prossimo futuro? Si, ma con qualche riserva. La cessione di Leonardo Bonucci (sulla cui sostituzione regna la più assoluta incertezza) e gli arrivi, tra gli altri, di Federico Bernardeschi e di Douglas Costa, senza dimenticare il cambio di modulo dello scorso gennaio, delineano una Juve diversa, sulla carta meno granitica ma più portata ad offendere. Non una vera e propria rivoluzione ma un fisiologico e leggero cambio di rotta causato dalle diverse caratteristiche della nuova rosa messa a disposizione di Massimiliano Allegri. Con il baricentro spostato di qualche metro più avanti, la linea difensiva potrebbe perdere la solidità che l’ha contraddistinta negli ultimi tempi, imponendo al reparto offensivo una maggiore produzione in termini di realizzazioni. Quanti gol dovranno, dunque, mettere a segno gli attaccanti bianconeri?

HIGUAIN – Le maggiori aspettative in tal senso sono ovviamente riposte in Gonzalo Higuain. La storia dell’argentino parla chiaro: dal Sudamerica all’Italia, passando per la Spagna, il Pipita non ha mai fatto mancare il proprio apporto sul piano realizzativo. Dovrà essere così anche nella prossima stagione. Se le 36 marcature dell’ultima annata napoletana paiono impareggiabili, un bottino costituito da almeno 25 reti, una in più dello scorso campionato, pare perfettamente alla portata del centravanti originario di Brest, che potrebbe essere agevolato delle rifiniture dei nuovi arrivati.

DYBALA – Qualcosa di più dovrà certamente fare la Joya. Le undici reti messe a segno nello scorso campionato potrebbero non essere sufficienti. Vero è che il nuovo sistema di gioco ne ha in parte castrato le possibilità realizzative ma Paulo Dybala è chiamato ad un ulteriore salto di qualità e la compresenza di Bernardeschi potrebbe venirgli incontro. Anche il viola è portato ad abbassarsi per contribuire all’impostazione della manovra, il che potrebbe aprire nuovi spazi e liberare la Joya dai compiti di costruzione, consentendo all’ex Palermo di donare ad Allegri un bottino di almeno 16 reti.

MANDZUKIC – Da terminale offensivo ad ala tuttofare il passo è breve. E’ chiaro che nella quantità di segnature dell’attaccante croato incideranno sia i minuti che la posizione in campo. Da gennaio, infatti, “No oggi Mario” si è destreggiato sulla fascia sinistra, rivelandosi preziosissimo equilibratore. L’acquisizione di due esterni di ruolo ed il contestuale mancato arrivo di Patrick Schick fanno, però, pensare che Mandzukic in più di qualche circostanza potrebbe essere impiegato in sostituzione di Higuain. Non pare azzardato, quindi, aspettarsi che il croato riesca a sfiorare la doppia cifra, chiudendo ad 8 marcature, migliorando i 7 gol dello scorso torneo.

DOUGLAS COSTA – C’è tantissima attesa nei riguardi dell’ala brasiliana, considerata il vero acquisto top della Vecchia Signora. Corsa, velocità, dribbling, assist, Douglas Costa è tutto questo con una evidente lacuna: quasi mai l’esterno mancino di piede ha superato le cinque reti in campionato. Difficile, alla luce di ciò, immaginare che la sua produzione realizzativa si discosti dal passato. Circa 5 gol, oltre ad un nutrito quantitativo di assist, potrebbero soddisfare le esigenze di Massimiliano Allegri.

CUADRADO – Quella che sta per iniziare, sempre se dovesse restare, si preannuncia come la stagione in bianconero più complicata per il colombiano. Proprio nella sua zona di campo, infatti, la Juventus ha effettuato gli investimenti più ingenti, rafforzando la concorrenza per l’ex giocatore della Fiorentina. Anche Juan Cuadrado è giocatore non particolarmente prolifico (solo nel 2013/2014 è arrivato in doppia cifra) e considerando che con ogni probabilità il suo minutaggio sarà più basso, difficilmente il colombiano potrà andare oltre i 3 gol.

BERNARDESCHI – Appena arrivato dalla Fiorentina, lo scorso campionato è stato quello dell’esplosione. Gli 11 gol segnati ed i 4 assist forniti ai compagni hanno infatti convinto i bianconeri ad investire 40 milioni sul ragazzo di Carrara. Tra i punti di forza di Bernardeschi c’è la duttilità, che gli permette di occupare tutte e quattro le posizioni offensive. Il numero 33, insomma, di spazio dovrebbe averne ma è difficile immaginare possa confermarsi sui livelli di prolificità dello scorso campionato. L’ex viola dovrebbe garantire dunque un bottino di circa 9 reti, un quantitativo più che accettabile trattandosi della prima esperienza ai piedi della Mole.

PJACA – Sulla stagione dell’esterno croato grava l’incertezza determinata dal recupero dal grave infortunio dello scorso 28 marzo. Non che fino a quel momento l’ex Dinamo Zagabria avesse entusiasmato, avendo mostrato un talento indubbiamente fuori dal comune ma ancora acerbo. E’ così che, tra le difficoltà di ambientamento, ed il crack del ginocchio, l’esterno è rimasto a secco in campionato. Fare previsioni o addossare eccessive responsabilità a Marko Pjaca appare complesso ed inopportuno, con il ragazzo che sarà principalmente chiamato a recuperare al 100% dall’infortunio, proseguire nel processo di adattamento al nostro calcio e, magari, riuscire a sbloccarsi (il riferimento è ovviamente alla Serie A perché una rete con la maglia della Juve Pjaca l’ha già segnata, in Champions League, ad Oporto).

KEAN – Più passano i giorni e più crescono le possibilità che il giovane assistito da Mino Raiola rimanga in bianconero. La concorrenza è spietata, non sarà semplice per l’attaccante ritagliarsi spazio sufficiente a lasciare il segno, ma Kean pare avere spalle larghe e la giusta personalità per non cadere in depressione. Allegri ha mostrato di apprezzarne le doti. Chissà che il ragazzo possa riuscire, pertanto, a togliersi qualche soddisfazione, come già fatto a Bologna nella scorsa stagione.

Altrimenti, aggiungere voce KEITA.

Dall’attacco bianconero, insomma, dovranno arrivare all’incirca 65 gol, cui vanno aggiunti quelli garantiti dagli altri due reparti (stimati in una quota che va dai 20 ai 25). Un numero importante, soprattutto se si pensa che il record di segnature della Juventus degli ultimi 6 anni è di 80 reti (2013/2014, ultima stagione del triennio di Antonio Conte) e che nello scorso campionato i ragazzi di Allegri hanno timbrato il cartellino in 77 circostanze.