Con gli amici all’Olimpico, con la testa a Cardiff

 

La finale della Coppa Italia, così come la finale della Supercoppa quando si è giocata a Roma, ha sempre avuto per me un sapore particolare. Sarà il fatto di andare allo stadio con il motorino e mia moglie, con le sciarpe e le magliette della Juventus addosso nella mia città, mi ricordano tanto la più bella serata calcistica della mia vita se giocava contro l’Ajax a Roma la finale della Champions League 1996. È così bello vedere lo stadio metà con due colori e metà con altri due colori. Che siano poi quelli della Juventus del Milan della Lazio o dell’Ajax conta poco.

 

Questa volta sono andato con gli amici del Circolo Canottieri Aniene, un bambino, mia moglie incinta, l’amico di Udine e l’amico dell’amico. Ho preso otto vecchie maglie della Juventus che avevo a casa e le ho date a tutti dicendo andiamo con le maglie con i colori come si dovrebbe sempre fare senza paura senza pericolo senza coltellate, senza puncicate. Abbiamo affittato un bel taxi grande da 8 posti e siamo andati allo stadio così: uno con la maglia di Roberto Baggio, uno con la maglia di Edgar Davids, uno con la maglia di Pippo Inzaghi, uno con la maglia di Ibrahimovic, uno di Trezeguet, uno Del Piero e mia moglie con quella di Zidane. E quindi; sciarpa della Juve al collo e tutti in tribuna Montemario.

 

Il giorno dopo i miei amici mi hanno detto che mai si erano divertiti tanto allo stadio. E non per il risultato, perché ormai per noi juventini vincere una coppa Italia è diventata un’abitudine, ma per l’atmosfera da stadio inglese. La partita è stata bella nel primo tempo, noiosa nel secondo. Ma non importa. L’atmosfera era quella giusta, quella che ci dovrebbe essere sempre in tutti gli stadi senza insulti, senza violenza, senza atmosfera tesa. È per questo che in una finale di Coppa Italia preferisco ci siano alcune squadre, e non altre, causa la loro tifoseria.

 

Bellissima la coreografia della Lazio con la grande aquila. Questa tifoseria meriterebbe davvero qualche cosa di più, un po’ di investimenti per tentare di vincere qualche cosa, sennò si arriva sempre a fare 30 e mai 31. Ora ne avremo un’altra di queste partite bellissime con lo stadio diviso a metà. Saremo noi a strisce bianco e neri e quelli tutti bianchi le merengue. Ci sarà un’altra bellissima atmosfera senza insulti e che vinca il migliore sperando che questa volta sia migliore la Juventus. Perché a Napoli non è possibile mai disputare una partita del genere con mezzo stadio o magari tre quarti azzurro e un quarto bianco nero?

 

Comunque, un’altra Supercoppa ci aspetta e sarà nuovamente contro la Lazio e spero che si giochi di nuovo in Italia e non nella lontanissima Pechino o a Doha. Magari ancora all’Olimpico di Roma. Potessimo giocare qui invece che a Cardiff…